Copyrightz
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- 100 years of Big Content fearing technology—in its own words
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-quack
Commenti (6):
Tre letture interessanti:
-quack
giovedì 15 ottobre 2009 alle 12:29 PM -
Mi piac la conclusione del secondo link: "La gente compra quei prodotti perche' li vuole, quindi si apre un mercato potenziale". Mercato che RIAA e le maggiori compagnie cine-discografiche capiscono molto in ritardo (musica e film su supporto: dischi, audio- e videocassette preregistrate, mp3 in vendita sono apparsi molti anni dopo la comparsa degli strumenti di riproduzione, nel caso del video pure dopo l'industria ero/pornografica) o per niente (i testi delle canzoni: non concorrono con la musica bensi' in un certo senso la sostengono e sono indice di richiesta - se cerco il testo, sicuramente mi interessa la canzone e forse sono disposto a comprarla -, ma RIAA vuol far chiudere i siti di lyrics perche' non rendono direttamente, alias non pagano l'obolo ...).
Chi troppo vuole nulla stringe: mi stupisco solo che siano rimasti in piedi per cosi' tanto tempo.
Edward
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giovedì 15 ottobre 2009 alle 6:50 PM -
Hanno una lobby molto forte e con tanta grana...
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venerdì 16 ottobre 2009 alle 12:17 AM -
Quackston, we have a problem!
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venerdì 16 ottobre 2009 alle 1:04 AM -
Ma una volta le tesi di laurea non si dovevano scrivere di proprio pugno ?
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venerdì 16 ottobre 2009 alle 8:51 AM -
Recentemente hanno fatto una ricerca che ha dimostrato che i grandi gruppi non hanno subito alcun calo delle vendite. E allora? Allora il problema della RIAA non sono i profitti generati da Madonna o i Red Hot Chili Peppers in quanto questi pagano basse royalty, ma dagli emergenti: infatti esiste(va) una bella truffa che consiste nello scoprire un emergente che fa una bella canzone (un tipico tormentone estivo!), finanziarlo in cambio del 70-80% dei profitti, mettere in commercio il singolo in questione per un tempo molto breve, e poi uscire con un album a prezzo pieno che contiene la Hit in questione e altre 9 canzoni pessime registrate in due giorni!. Il cantante diventa la tipica meteora, ma quell'anno vende 3 milioni di dischi che fruttano il 70-80% alla casa discografica!.
Internet ha ammazzato questa truffa perchè il tam-tam mediatico circa la bontà dell'intero album porta i consumatori (anche quelli che abitualmente comprano CD originali) a scaricare il solo brano bello dell'album!
Il danno per la RIAA è quindi elevatissimo perchè effettivamente tra produzione e promozione ha investito effettivamente su quel giovane talento (?) convinta di avere un rientro decuplicato!
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venerdì 16 ottobre 2009 alle 12:05 PM -
Eggià... a pensar male si compie peccato... ma ci si azzecca
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