Google copia Microsoft

Feb 4, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Google #Microsoft

Mi son permesso di fare un piccolo esperimento. Ho chiesto ai miei esimi colleghi (in realtà li ho ingannati con un sagace stratagemma) di cercare su Google la frase bunga bunga e cliccare sul risultato più interessante. In realtà con un secondo stratagemma ancor più raffinato basato sulla manipolazione della build di Internet Explorer, ho fatto credere al motore di ricerca che tutti quanti abbiano cliccato una URL particolare.

Il risultato è incredibile. Nel ben 9% dei casi questo massiccio cliccare (e stiamo parlando di decine di migliaia di colleghi impegnati col bunga bunga) è stato sufficiente per alterare il risultato del motore di ricerca.

Le due immagini indicano i risultati prima e dopo l’esperimento.

GoogleOne        GoogleTwo

Google quindi usa i click dei dipendenti microsoft per migliorare la qualità dei loro risultati. Dobbiamo perciò necessariamente concludere che chiaramente Google non ha abbastanza risorse per generare buoni risultati senza attingere ai click di chi lavora a Microsoft. Ergo è ancor più chiaro che Google sta copiando Microsoft.

Sono estremamente costernato dal fatto che l’esperimento non sia ripetibile in quanto è necessaria una versione truccata ad arte di Internet Explorer che non posso ridistribuire in quanto contiene altre succose novità che speriamo di rivelare in un futuro assai prossimo anche perché per la completa ripetibilità dell’esperimento è necessario collegarsi da un indirizzo IP registrato con la CorpNet di Microsoft. Ma credo che i due screenshot siano una prova più che evidente della malvagia attività della concorrenza.

Grazie per l’attenzione.

-quack

(English version)

Scoppio di intelligenza

Jan 24, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Nel giro di pochi giorni sono stati annunciati:

  1. un dispositivo basato sulla fusione fredda capace di produrre energia in maniera pratica.
  2. la dimostrazione costruttiva che P==NP, con tanto di codice sorgente per la soluzione del problema 3-SAT
  3. la soluzione algebrica al problema del numero delle partizioni, vecchio di 250 anni

Si accettano scommesse su quali e quanti dei tre claim verranno validati.

-quack

Accaduecentosessantaquattro

Jan 18, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Non me la bevo, questa dei “puristi” è pura ipocrisia ed adesso spiego anche perché.

Ricapitolando: Google ha deciso di rimuovere il “supporto” ad H.264 dal loro browser, e già qui ci vorrebbe un “e stipazzi” generale e garantito. Tra i tanti motivi addotti, quello più ipocrita è di volere un browser “puro”, senza contaminazioni commerciali.

Peccato che poi supportino Flash e peggio ancora l’audio MP3, che ha vincoli di licenza estremamente simili a quelli di H.264. Ipocrisia? Forse?

Ma Tarzan lo fa: secondo argomento, visto che Firefox che ha quote sostanziali di mercato e FF non intende supportare l’H.264, ogni sforzo è inutile. E quindi?

Versione pragmatica del problema: ipocrisia a parte, visto il supporto MP3, si potrebbe fare esattamente quello che avviene per l’equivalente audio, ovvero utilizzare direttamente i codec di sistema. Certo una parte di codice diventerebbe platform dependent ma si ricaverebbe il fatto di dover mantenere molto meno codice in partenza. Oltre al fatto che, per quanto si vuole essere “puristi”, al Sistema Operativo ci si deve pur affidare: vuoi per creare/distruggere thread, vuoi per leggere/scrivere file. Allora a voler essere coerenti Mozilla/Google/Opera, prima di far cantare il gallo, dovrebbero scrivere un bel po’ di codice “puro” e magari anche un bootloader, e lo stack TCP/IP ecc.

E Linux? Linux potrebbe essere tagliato fuori, visti certi atteggiamenti “furbini”. Siccome gli utenti Linux rappresentano una percentuale della popolazione in questione estremamente irrilevante, proporrei una tassa per chi compra Windows/OSX allo scopo di finanziare l’acquisto delle dovute licenze per Canonical & Co. Fatti i debiti calcoli l’importo non dovrebbe essere superiore a qualche decina di centesimi; arrotonderei all’unità per eccesso di magnanimità allo scopo di sopprimere questo cricrìo di fondo ancor più fastidioso in quanto ipocrita.

-quack

Security by Sony

Jan 6, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Security

Random Number
(fonte)

Come funziona il meccanismo di protezione dei videogame per console? Abbastanza semplice:

  • il supporto fisico è protetto in qualche modo segreto (buco laser, disco scritto al contrario, ecc.) ed il processo di stampa dei supporti gestito in toto dal produttore di console
  • l’applicazione controlla che stia girando da supporto originale invocando una API (es. GetMediaType() )
  • l’applicazione viene poi firmata con una chiave privata conosciuta solo al produttore di console.
  • il firmware della console si incarica di far girare solo codice firmato, non importa quale sia il supporto. Il controllo del supporto viene fatto dal codice stesso

Se si potesse rimuovere il codice che controlla il tipo di supporto dal file contenente l’applicazione/gioco, si potrebbe creare una copia pirata su supporto fisico non protetto (CD-R, DVD-R). Ma la console si rifiuterebbe di far partire tale copia in quanto la firma digiatale non sarebbe più valida.

Se si conoscesse la chiave privata usata per firmare l’applicazione, basterebbe rimuovere il codice che gestisce la protezione e rifirmarla.

L’operazione è alquanto complicata, in passato si sono usati algoritmi di forza bruta senza successo, neppure con sforzo distribuito. Però se l’algoritmo di criptazione prevede la generazione di un numero casuale e si usa la versione di cui sopra dell’algoritmo, forse recuperare la chiave privata non è così tanto difficile; ed infatti nel caso della PS3 è proprio quello che son riusciti a fare. D’ora in poi è perciò possibile far girare giochi pirata senza neppure il bisogno di modificare l’hardware della console, un grosso passo avanti rispetto a soluzioni avveniristiche possibili con la XBOX v. 1.

Purtroppo credo che da questo inghippo non si possa uscire: la chiave privata non si può cambiare. Se lo facessero renderebbero invalide tutte le console già vendute o sobbarcarsi le spese di sostituzione.

-quack

P.S. la storia del baco di IE9 sta avendo lati abbastanza grotteschi. Conoscendo il personaggio MSRC coinvolto, i miei sensi di papero mi dicono che ci siano probabilità che si tratti di negligenza.

L’anno che verrà – 2011

Jan 4, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Se il buon giorno si vede dal mattino…

…sono tornato in ufficio un giorno in anticipo (ieri) salvo scoprire che a causa dell’arzigogolato algoritmo aziendale per i giorni festivi ieri era il giorno di recupero del primo Gennaio che cadeva di Sabato.

Pare che ci siano stati dei lavori all’impianto elettrico e che abbiano spento tutti i PC, il mio però di riaccendersi non ne voleva sapere. Approfittando della calma piatta ho speso i miei dieci minuti di troubleshooting realizzando con atroce sorpresa che tutti i tre gli HD installati (un SSD 80 + 2 magnetici 1.5TB) sono illeggibili in quanto il “volume pseudo-RAID” risultava rotto. Devo ammettere che son stato a giocare un po’ con la feature dei dischi dinamici di Windows, ma niente di più esoterico che convertire il disco in un disco dinamico. Per qualche allineamento astrale però i dischi sono rimasti appunto illeggibili, azzerando le mie ultime due settimane di lavoro che ho recuperato grazie ad uno dei tanti tool di unformat.

Ecco, dicevo appunto se il buon giorno.

Che anno sarà quello in cui i drive magnetici diventano sempre più densi e l’unico metodo per capire se sono utilizzabili è quello prettamente empirico? Ovvero, compri il drive, lo attacchi alla scheda madre e speri di non attaccarti e doverlo restituire…

Devo dire che il mio interesse si è spostato a livelli più bassi, tra cluster ed array o pseudo tali di dischi. Sapere che nel mondo c’è tanta silent data corruption non mi tranquillizza affatto ed allora spero di scendere in campo personalmente…

Buon anno.

No Adware

Dec 28, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Fonte:

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Ok, però se installi una shortcut ad un fantastico sito di icone sul desktop, installi la Yahoo! toolbar, cambi l’homepage di IE senza permesso e “suggerisci” di cambiare il motore di ricerca di default, proprio “innocuo” non sei.

Anyway, niente che non si possa eliminare con qualche click, ma l’interfaccia è una gioia per gli occhi rispetto a quella di default di 7-zip.

-quack

Making sense of VAIL

Dec 16, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Backup

Non è passato molto tempo dall’annuncio della rimozione di una delle feature cruciali di WHS, ovvero il drive extender, ed ora che si son calmate le acque e ho avuto modo di riflettere ho personalmente ridimensionato il dramma.

I tre compiti in cui WHS eccelle sono:

  1. il backup ottimizzato di tutti i PC di casa, feature che non ha pari in altri prodotti simili e che rimarrà intatta in VAIL
  2. i folder duplicati via DE: questa feature garantisce che i dati più preziosi vengano copiati su due dischi fisici diversi
  3. la facile estendibilità del sistema: aggiungere/sostituire un drive dati è facile, ovvero implementa un sistema di spanning molto pratico

Mi son fatto un giro alla ricerca di alternative, con ZFS la più succolenta tecnologicamente parlando, fuori e dentro Windows e questi sono alcuni progetti interessanti divisi in tre gruppi: Windows, ZFS, altro.

Windows

Il lato positivo di prodotti per Windows è che sono utilizzabili anche con VAIL senza perdere l’uso del backup ottimizzato.

  • FlexRAID è un RAID software (RAID4 o RAID6) abbastanza interessante che ha il suo punto di forza nella flessibilità dello scegliere quali folder usare per i dati e quali usare per la parità. Una demo è visibile in questo video.
  • Disparity simile al precedente ma un po’ più spartano.

ZFS

ZFS è un file system open source alquanto interessante, che supporta un sacco di feature interessanti che si prestano perfettamente a situazioni di backup con molti dischi disomogenei, ecc.

  • FreeNAS è forse la più famosa delle alternative a WHS e la cui ultima versione in beta supporta una delle nuove feature di ZFS (data deduplication) utile per il supporto dei backup dei PC. Basato su BSD mi è sembrato alquanto incasinato
  • NexentaStor è basato su OpenSolaris e nella versione community gratuita supporta fino a 18TB di dati. È un prodotto pensato come NAS
  • OpenSolaris / Oracle Solaris Express 11 I sistemi operativi duri e puri, in cui tutta la configurazione va fatta a mano

Altro

Si parla tanto di port nativo di ZFS per Linux. Il fatto che nessuna distro, per motivi di licenza, può includere ZFS rende le cose un po’ più complicate. Però per Linux esistono un altro paio di alternative a WHS

  • Greyhole / Amahi ha un sacco di feature molto simili a WHS. L’ultima release però si chiama “it should work” e la cosa non mi piace. In questa pagina alcune indicazioni per chi vuole migrare da WHS a Greyhole/Amahi (Greyhole è il nome della tecnologia di duplicazione/pooling, Amahi è il nome di una distro costruita su misura per un NAS basato su GreyHole).
  • UnRAID usa l’approccio RAID-4 e la versione base (gratuita) supporta fino a tre drive fisici
  • OpenFiler un’altra distro Linux specifica per NAS che non è ben chiaro cosa supporti e come

Ben pochi poi conoscono che sin dalle prime versioni di Windows è possibile creare dei veri e propri RAID/pool via software tramite l’uso dei Dynamic Disks. Per un attimo mi era balenata l’idea di usare una configurazione RAID-5 software ma la mancanza di flessibilità, ovvero la non possibilità di aggiungere un drive al pool e rigenerare l’array, mi ha fatto scartare questa soluzione. Tra l’altro il RAID-5 via software non è proprio affidabilissimo a causa del Write Hole.

In questi giorni sto provando Nexenta Community su bare metal. Se mi convince, e da quello che ho visto ci sarebbe da leccarsi i baffi, proverò a configurarlo facendolo girare su Hyper-V in modo tale da godere del migliore dei due mondi: avere Windows come piattaforma per tutti i servizi ormai irrinunciabili (condivisione scanner e stampante, servizio-rippa-tutto, PeoneFS, ecc) e uno storage fighissimo basato su Raid-Z.

-quack

Christmas party

Dec 12, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Sabato, in rispetto ad una tradizione secolare, siamo andati al party di natale della Windows Division, ovvero tutti gli employee dell’organigramma MS da Sinofsky in giù. È l’occasione annuale per sfoderare l’abito buono ma in generale data la diversità di cultura la definizione di buono rimane alquanto sfuggevole: io stesso mi son presentato semi-casual con jeans, camicia d’occasione e giacca upscale. La parte più divertente del party è osservare l’ampio catalogo di vestiario. Anche se mi son portato con me la Nikon, non era il caso di fotografare gli esemplari più unici che rari, per cui lascio all’immaginazione di:

  • ragazzo di colore con fedora, vestaglia, occhiali alla Woody Allen e pipa nel taschino
  • ragazza orientale con gonna stile tutù estremamente succinta. Qualsiasi partecipante più basso di 150cm avrebbe potuto riconoscere tipo e marca dell’eventuale spirale
  • ragazza stile botero ma bruttina vestita pochissimo soprattutto sopra. Sembrava che qualcosa stesse per scoppiare
  • ragazzo orientale vestito “college” con pantaloni, camicia, cardigan, occhiali Woody Allen (molto popolari dopo il successo di Arisa) e colbacco. Intendo: ha partecipato al party senza mai togliere il colbacco
  • ragazzo occidentale in tenuta scozzese, ovvero kilt
  • ragazzo occidentale in tenuta semi-scozzese-ibrido-formale: sopra la cintura smoking elegantissimo, sotto la cintura un kilt molto poco tradizionale e snickers

Anche sul party di Natale è incombuta (?) la scure dei tagli. L’anno scorso si finiva alle due di notte, quest’anno tutti a nanna già dalle ventitrè.

Security by obscurity

Dec 7, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Security

È security by obscurity la propria password.

È security by obscurity la sequenza di password ed il protocollo per lanciare le testate nucleari.

È security by obscurity la chiave di casa.

È security by obscurity l’opacità delle pareti che garantisce il diritto alla privacy.

È security by obscurity la chiave privata degli algoritmi di crittografia a chiave pubblica.

È security by obscurity l’insieme delle informazioni che mi permettono di accedere per telefono al mio conto in banca.

È security by obscurity tutto quello che definisce la nostra identità. Se un alieno prendesse le nostre sembianze non riuscirebbe ad ingannare nessuno se non fosse anche a conoscenza di tutto il contenuto della nostra mente.

Chi fa informatica con buon senso sa che la security by obscurity è la sola colonna portante della sicurezza: si può creare il più inviolabile dei lucchetti, ma funziona solo se la chiave non è appesa alla maniglia. Chiaro? Chi dice il contrario dovrebbe dare l’esempio e vivere in una casa di cristallo. O magari cominciare a leggere Odifreddi.

-quack

Update: ho sistemato tutti i typo su suggerimento di cpp_programmer.

Lunedì quiz–nono ed ultimo

Dec 6, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Su richiesta del nonno, scrivere un algoritmo che determini se ci sono ancora mosse possibili in una partita di Bejeweled o se sia GameOver.

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L’input della funzione è una matrice NxN di byte dove il valore rappresenta uno dei possibili 256 colori (non è detto che siano in uso tutti).

A giudicare la soluzione sarà il nonno stesso. Smile

-quack

Blu Ray e Media Center

Dec 6, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Software #Windows

Incredibilmente ad oggi non c’è una soluzione decente per guardare un Blu Ray direttamente su Media Center. Ho provato due programmi (PowerDVD e TotalTheater) e l’integrazione con MCE è pessima oltre a non supportare correttamente My Movies.

Ho chiesto ad un collega fissato con la super definizione che mi ha guidato verso un processo abbastanza indolore per guardare film ed episodi sul big screen casalingo. Si assume che i contenuti da fruire siano non protetti o che la protezione sia stata rimossa con uno dei tool disponibili gratuitamente.

Il processo di basa sull’uso dei file Matroska (MKV) che rispetto agli AVI hanno un paio di vantaggi: la possibilità di avvolgere contenuti Blu Ray senza bisogno di alcuna conversione.

Primo passo: installare i codec necessari sul computer mediacenter. Ho trovato quelli di shark essere comprensivi di tutto il necessario seppur infarciti di crapware facilmente disinstallabile. Su un sistema a 64 bit è necessario anche installare alcuni codec aggiuntivi, aggiuntivi in quanto da installare in aggiunta a quelli per architetture a trentadue bit.

Secondo passo: installare una chiave di registro disponibile nelle due versioni a 32-bit o 64-bit.

Passo finale: convertire il contenuto BR in MKV tramite il fantastico tool MakeMkv, il migliore in circolazione. È shareware, lo si può provare gratuitamente per 30 giorni rinnovabili se si decide di rimanere con la Beta, sinceramente più stabile di molti prodotti golden. Il risultato finale è un file .MKV che si può mandare in play tranquillamente su Media Center. Se il file contiene diversi stream audio e non si vuole ascoltare lo stream di default l’unica soluzione è di usare VLC.

Enjoy

-quack

Nubi grigie su WP7

Dec 2, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Cellulopoli

Conclusione: se le cose stanno come oggi, la Windows Phone division non ha davvero capito un pazzo di niente. Probabile che forse finisco addirittura per restituire il telefono e tenermi Android stretto.

I fatti: questo telefono doveva essere diverso. Competere con iPhone anche nel rapporto tra MS e gli operatori telefonici. Infatti sono state spese tantissime parole per chiarire se, come e quando costoro possono bloccare gli upgrade, ma se ne bloccano uno il successivo non lo possono bloccare ecc. La cosa, per quanto grave è totalmente irrilevante, se agli operatori si da il permesso di tagliare feature come la tastiera internazionale. Non solo:

  • la WP division non può “sistemare” il problema, ovvero i futuri update avranno come target solo i pezzi di OS già installati
  • questo doveva essere un OS “uguale per tutti”. È già stato complicato scegliere un telefono in base all’operatore, alle politiche, alle tariffe, ai modelli, ecc. Ora va aggiunta pure la variabile delle feature che l’operatore può tagliare a sua discrezione. Questa era molto visibile, chissà quante altre opzioni possono subire la stessa fine
  • ho chiesto ad un mio amico e collega nella WP division come mai il testing è stato molto limitato; un sacco di piccole imperfezioni avrebbero potuto essere sistemate in tempo se si fosse raggiunta una massa critica; la risposta è stata che c’erano pochi dispositivi in giro e non se ne potevano dare più di un tot. Ora che però il dispositivo ce lo metto io “entrare nel programma della prossima beta” rimane altrettanto impossibile.

Ora capisco che per rilasciare prima di Natale c’era bisogno di qualche scorciatoia. Ma visto che MS (ri)scendeva in campo contro il dispiegamento avanzato di Android e iPhone mi sarei aspettato che almeno sulle questioni importanti e strategiche l’azienda imbroccasse la strada giusta.

Giusto per chiarire: non è lo specifico problema che mi irrita, ma mi fa paura il fatto che nonostante le promesse questo è quello che gli operatori possono fare con WP7. Certo, possono fare la stessa cosa con Android, ma Android non deve partire da zero o offrire di più.

-quack

Lunedì quiz 8

Nov 29, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Input: un numero intero non tanto grande.

Output: un array contenente i nodi foglia di un albero binario inverso completamente bilanciato di profondità pari al valore in input.

Per albero binario inverso intendo un albero in cui ogni nodo ha un puntantore al nodo “padre”.

BinaryTree

È responsabilità dell’algoritmo allocare un numero necessario e sufficiente di nodi (il campo “data” non è necessario da inizializzare).

-quack

HD7 e WP7: il buono, il brutto e il cattivo

Nov 26, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Recensioni

Recensione “ufficiale” del telefono, partendo dal verdetto finale: troppi difetti di gioventù, se quelle teste di cippa lippa del team di sviluppo avessero fatto provare il dispositivo a qualche vetusto di smartphone come me, molti di questi difetti non sarebbero neanche esistiti.

Il buono:

  1. Lo schermo. Sarà che sto invecchiando, ma anche se ci vedo bene la grandezza sembra “giusta”. La qualità del touchscreen mi sembra superiore, nonostante la pellicola di protezione, a quella del Nexus One. Forse la pellicola è l’unico accessorio decente venduto a corredo nei negozi T-Mobile. Uno schermo grande vuol dire anche una tastiera virtuale più grande e quindi migliore digitazione
  2. L’interfaccia. Non parlo di bellezza ma di praticità. Ad una settimana mi sembra se non migliore per lo meno alla pari
  3. Zune software: il pensiero che ci voglia una applicazione per fare l’upload delle canzoni mi fa venire il mal di pancia. Però devo dire che Zune Software è un ottimo digestivo: avevo avuto qualche noia con un filmato pescato in rete (non per piratare ma mi serviva Biancaneve in italiano); Zune non ha riconosciuto il codec (GSpot riporta DIVX3) e si è rifiutato di farne l’upload; il Nexus One si beve tutto ma alla fine il filmato non si vede. Tra i due approcci insomma, meglio quello guidato soprattutto visto che, a differenza di iTunes, il telefono è utilizzabile out-of-the box senza problemi, audio/video a parte.HTC-HD7-from-T-Mobile-1-e1286806131609[1]
  4. Wi-Fi Sync. Se si collega il telefono all’alimentatore e si è in presenza di una Wi-Fi casalinga, dal punto di vista del PC risulta collegato come se fosse in USB, con lo stesso segnale audio tipico di quando si inserisce una pennetta USB. Non ho ancora esplorato tutte le possibilità ma me gusta mucho
  5. Zune Pass. Non sono abbonato, probabilmente non mi interessa ma mi fa piacere che l’optional esiste
  6. Integrazione con XBOX Live: sono un utente XBOX live, ci giocavo a Fifa 20xx. Fatta bene
  7. Facebook: piacevole anche se passibile di miglioramenti
  8. Il pulsante dedicato per le foto. Torna utile per scatti semi-improvvisati.
  9. La radio Fm, ora posso tornare in palestra…. (se!)
  10. Il piccolo cavalletto, davvero una genialata.
  11. Sapere che posso scrivere applicazioni .Net/XNA mi fa godere come un riccio anche se non ne scriverò mai una
  12. L’integrazione con Exchange: perfetta, perfetta, perfetta. Solo questo vale il “prezzo” della piattaforma. Tutti i miei colleghi con iPhone sono ultrafelici per come tutti gli scenari end-to-end siano stati “inchiodati” al primo colpo
  13. Metro: la qualità visiva è sorprendente. Il rapporto tra la grandezza dei font, gli elementi della UI e il layout è da 10 e lode. In questo Android è molto indietro
  14. Overall Experience: curata meglio di Android nonostante qualche feature in meno. Meno frammentazione, più guidelines = risultati superiori alla media
  15. Netflix: adesso che finalmente si son decisi a proporre un piano streaming only sapere di poter guardare qualche episodio/film durante qualche attesa noiosa mi alletta parecchio

Il brutto

  1. Non c’è la meravigliosa possibilità di poter cambiare al volo la lingua della tastiera virtuale e dell’annesso dizionario. Questo diventa insopportabile visto il punto successivo
  2. Il sistema dei suggerimenti è molto anni novanta. In Android la parola “sbagliata” è comunque la prima scelta possibile, quindi anche se la tastiera fosse impostata sul linguaggio sbagliato, il dolore è davvero minimo. In WP7 alcuni suggerimenti vengono automaticamente accettati. Siccome tendo a guardare la tastiera mentre scrivo e mi aspetto che se ci azzecco non devo correggere, quando lo sguardo volge a quello che è stato effettivamente scritto rabbrividisco
  3. Tastiera: mi sarebbe piaciuto un feedback tattile
  4. Client Twitter: decisamente non ci siamo. Quasi al livello di “cattivo”
  5. Assenza di power widget e in generale un sistema di notifica su cosa sia attivo: con Android è facilissimo attivare/disattivare/monitorare tutti i circuiti radio. Non ho capito infatti perché un paio di volte il blutooth si è spento.
  6. L’algoritmo di messa a fuoco: peggio della Coolpix che è scritto da tabaccai
  7. La mancanza di un sistema sostitutivo al copia ed incolla. Mi sarebbe piaciuto ad esempio un qualcosa che da una mail crei un contatto completo. Il sistema riconosce i numeri di telefono, perché non fare un piccolo sforzo
  8. Durata della batteria: sicuramente legata alla grandezza dello schermo. Non ci siamo
  9. Avrei adorato se ci fosse stata la possibilità di avere una applicazione GPS vera e propria. C’è TeleNav ma è ad abbonamento mensile/giornaliero ed il prezzo davvero non giustifica il navigatore casual come me.
  10. Il costo delle applicazioni è verso l’altro a differenza di Android. Spero che la qualità giustifichi
  11. La prima versione del market andrebbe bocciata: non ci sono suggerimenti, le ricerche sembrano funzionare solo sul nome e vengono automaticamente estese al mondo audio/video. Impossibile poi trovare qualcosa se lo spelling non è corretto al 100%: cercavo un client foursquare ma ho trovato solo canzoni. Quasi “cattivo”, si salva solo in virtù del fatto che le applicazioni sono poche e si trovano comunque in fretta.

Il cattivo

  1. Il browser è perverso. Sinceramente imbarazzante. Perché non posso digitare l’indirizzo o aprire i preferiti in modalità landscape che mi permette una goduriosa tastiera virtuale extralarge?? Qualitativamente non arriva neanche alla sufficienza per quanto è penoso. Spero che sia la prima cosa a cui mettano mani nel prossimo upgrade vociferato per Gennaio

Il pessimo

  1. Per far riconoscere il dispositivo correttamente sempre più spesso sono costretto a riavviarlo. Ovvero il telefono prende a caricarsi ma niente connessione USB.

Tutto sommato il telefono è usabile nonostante i difetti di gioventù. Le pecche non sono “bachi” veri e propri come lo schifo di stack blutooth di Android, sono più che altro difetti di design. Dal punto di vista di qualità (come funziona quello che funziona) mi sembra decisamente un passo avanti alla concorrenza.

Tutto quello che in positivo o negativo manca in questa recensione è dovuto a due motivi principali: mi è sfuggito oppure non è rilevante per l’uso che io faccio del telefono.

-quack

Spin doctor

Nov 22, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Apple

La settimana scorsa sono stato un paio di giorni a Bellevue Square, un centro commerciale abbastanza grande e up-scale (si riconoscono dal fatto che non ci sono i piccoli booth che vendono corsi di lingue, occhiali da sole, sali del mar morto o custodie per cellulari). Mi ha fatto molto impressione vedere due cose:

  • il Microsoft Store: grande ad occhio dalle quattro alle sei volte quello di Apple a pochi metri di distanza; fila immensa per entrare immagino più per la novità che per la possibilità di comprare prodotti disponibili altrove
  • la fila per la Kinect, un grandissimo successo che farà la XBOX 360 il regalo dell’anno anche per le famiglie di solito propense verso la Wii

Son contento così non se con un po’ di rammarico che si poteva fare meglio e prima. Apple intanto diventa sempre più antipatica: una vetrina in larga parte occupata dalla gigantografia dei Beatles. Alla fine ce l’ha fatta Steve Jobs ma se ci penso, mi chiedo: ce l’ha fatta a far che? A portare su iTunes la sua band preferita? E quindi? Sicuramente non è persona che non può permettersi di comprare la discografia del quartetto in tutte le edizioni più esclusive. Altrettanto sicuramente non è mecenatismo allo scopo di far conoscere al mondo, dietro lauto compenso, i propri beniamini, soprattutto quando non se li è filati davvero nessuno. Vendetta nei confronti dell’etichetta discografica più volte ostica per motivi di copyright? Dubito. Credo che sia invece soddisfazione del desiderio di onnipotenza che si può provare nel far soldi coi propri miti: “quand’ero giovane mettevo i soldi da parte per comprare i dischi dei Beatles, ora sono i Beatles che lavorano per me”. Anyway… al centro dei miei pensieri di oggi c’è la cosiddetta SIM universale, secondo me un’idea malvagia e perversa figlia della mania di controllo di Jobs. Leggendo i soliti siti pro-Apple sono rimasto sorpreso che anche su tale questione c’è un modo per far sembrare il progetto come vantaggioso per i clienti anche quando le cose violano palesemente i principi economici di base come una mela che cade verso l’alto viola i principi della fisica.

Faccio un esempio: il successo del sistema GSM è dovuto al fatto che si può scegliere telefono in maniera indipendente dall’operatore. Finora, sussidi per l’acquisto a parte che reputo tendenzialmente giusti se tengono in conto tutti i fattori in gioco, le cose sono andate più o meno bene. Con l’iPhone però questo è cambiato: in America è impossibile comprare il telefono ed usarlo con T-Mobile, non solo a causa di difficoltà tecniche inventabili solo in USA, ma anche a causa di tutti i lucchetti imposti dagli accordi tra Apple e AT&T. Nonostante AT&T causa contratti capestro che fa firmare ai suoi utenti non abbia nessun incentivo a bloccare tecnicamente il telefono, il telefono è comunque bloccato. Ciononostante chiunque può sfilare la SIM AT&T e infilarci quello che vuole facendo decadere la garanzia, magari per usare il telefono in giro per il mondo senza le necessarie donazioni di organo per finanziare il roaming.

Come si può girare la notizia è farla sembrare un’innovazione benvenuta agli utenti? Un paio di perle:

In questo contesto, ogni utente iPhone o iPad diventerebbe di fatto un utente in roaming su qualunque network reale, ma senza le complicazioni del caso. Per esempio, si potrebbe acquistare un pacchetto ore, un giorno, una settimana o un mese di connettività in Europa senza doversi preoccupare di SIM, gestori o tariffe di roaming.

spindoctorGeniale. Non vedo l’ora che Apple diventi un concessionario di auto virtuale. Apro il portafogli, tiro fuori la moneta, ed Apple sceglierà per me l’auto che va bene senza che mi debba preoccupare di avere a che fare con gli antipaticissimi agenti del punto vendita.

Se un utente dovesse riscontrare difficoltà a connettersi (scarsa copertura, problemi di rete, lentezza, etc.), potrebbe chiedere ad Apple di intervenire, e grazie agli accordi siglati con multipli operatori, potrebbe effettuare istantaneamente il passaggio verso un network più performante.

Questo in un mondo perfetto in cui tutti gli operatori del mondo sono felici di dare una percentuale dei loro introiti ad Apple sapendo che Apple potrebbe decidere, senza penali, senza vincoli o altro di passare il cliente ad un gestore della concorrenza.

Ma secondo me il fondo lo si tocca con questa frase:

Diciamo così perché se da una parte l’idea appare davvero rivoluzionaria, dall’altra l’esistenza di un “grande intermediario e consigliere degli acquisti dei clienti” per musica, video, software e connettività fa un po’ paura. Anche se ha la mela sopra.

Grande fratello incute sempre timore. Soprattutto se ha la mela sopra!

-quack

P.S. è triste vedere i post di gente che sta passando con gioia e gaudio da iPhone a WP7. Qualcuno è rimasto cliente Apple nonostante passasse più tempo ad avere a che fare con i bachi di Exchange o il sensore di prossimità, che ad usare il telefono come tale. Potevano per lo meno sforzarsi di provare Android, per ora la piattaforma migliore anche se con un margine molto piccolo.

Lunedì quiz - 7

Nov 22, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Scrivere un algoritmo super performante in grado di analizzare il risultato di partite tic-tac-toe e dichiarare se c’è il vincitore per ogni partita. Si assume che le partite abbiano risultati validi quindi la risposta è limitata ad 1, X o 2.

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-quack

Incentivi

Nov 17, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Software

Il sottotesto dei due libri dedicati alla Freakonomia è abbastanza elementare: azzeccare gli incentivi giusti è un processo sperimentale non privo di errori; facilmente evidenziabili a posteriori ma alcune volte quasi impossibili da pronosticare a priori.

La questione è rimbalzata nei miei pensieri leggendo uno degli ultimi post di Raymond Chen, intitolato If you measure something, people will change their behavior to address the measurement and not the thing the measurement is intended to measure. Nel post lui fa riferimento ad aneddoti molto ben conosciuti nell’ambiente. Partendo dal manager che misurava la produttività utilizzando il numero di checkin come metrica, passando per gli operatori di Amazon che riattaccano il telefono in maniera brusca e per finire al mercato nero dei bachi. Una storia quest’ultima abbastanza “recente” se si guarda la data di pubblicazione. A quanto pare la famosa vignetta di Dilbert che ha da poco compiuto quindici anni non è molto conosciuta negli ambienti del management:

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In Microsoft esiste una pratica molto simile e serve ad incoraggiare l’individuazione di bachi al di fuori del processo formale di testing; si chiama Bug Bashing, si invita tutto il team a cercare quanti più bachi possibili nel prodotto e vince che raccoglie più punti in base alla qualità e alla quantità dei bachi trovati. L’effetto collaterale è che, non appena viene annunciato un Bug Bash, il test team smette di “lavorare” e documentare i bachi ed ogni elemento del team si crea una piccola riserva di bachi pronta all’uso. I developer poi finiscono per documentare bachi molto oscuri lasciando trasparire la conoscenza conscia di difetti persino molto gravi. Il trucco sta nel giusto equilibrio nel scegliere la data dell’annuncio con l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di partecipare attivamente avvertendo con abbastanza anticipo ma al tempo stesso ridurre al minimo le riserve dei tester. Più che una scienza è un arte.

-quack

P.S. vado a scrivermi una Ferrari.

Lunedì quiz - 6

Nov 15, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Creare un iteratore che riceva un altro iteratore in input e rimuova i duplicati consecutivi dall’iterazione; evitare possibilmente le facility di iterazione del C# 2.0. La lista di input è fatta di interi (positivi e negativi) marcata da 0 come elemento finale.

Esempio:

input: 1,2,2,2,2,2,5,2,3,1,1,1,6,0; output: 1,2,5,2,3,1,6,0.

Domanda bonus:

Si possiedono due uova identiche che si rompono se lanciate da una specifica altezza. Stabilire da quale piano di un grattacielo di 100 piani le uova si rompono minimizzando per il caso peggiore.

-quack

Stipa-link #2

Nov 14, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Link

  1. L’astronauta che fa causa a Dido per la foto sull’album.
  2. Come creare una meridiana personalizzata basata sulla posizione geografica. Interessante
  3. ZFS, benchmark interessantissimo.
  4. Alcune ipotesi su Stuxnet
  5. L’arte della titolazione cinematografica nella storia
  6. La guida alla codifica video per tutti i cellulari
  7. Il mercato azionario analizzato come una complicatissima macchina multitasking
  8. Come nascondere una chiavetta USB in un mouse.
  9. Gli hard disk da 3TB arrivano sul mercato. Purtroppo il mercato non è pronto (nota a margine, WHS non supporta le partizioni GPT in modalità drive extender)
  10. Non esiste un piano B per la migrazione a IPv6
  11. Sempre a proposito di HD, la recensione del RevoDrive X2. Caro Babbo Natale…

-quack

Risorse per il programmatore .Net

Nov 12, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Raccolta di link a tool, librerie e progetti interessanti per chi programma in .Net.

  1. EmailVerify.Net: scritta da Efran Cobisi (*), autore della consigliatissima e autorevolis-sima “PowerShell 2.0 – Guida Completa”, MVP blogger, amministratore dell’altrettanto autorevole sito PowerShell.it e tante altre cose (quasi più cariche di un politico italiano ); trattasi di una libreria utile alla validazione sintattica e semantica degli indirizzi email: per semantica intendo che supporta la possibilità di controllare che una mailbox esista veramente; che non sia un indirizzo usa e getta e tanti altri controlli simili. Utile per quei siti in cui sia critico validare l’indirizzo email come nei casi di chi distribuisce trialware-shareware, comunità online “serie”, ecc. È una libreria commerciale trialware utilissima nei casi specifici come valida alternativa al processo antipatico di “ti mando una mail con un link da cliccare per confermare la tua casella”
  2. EasyHook - The reinvention of Windows API Hooking; utilissima per i programmatori più smaliziati che vogliono dirottare una API di Windows e creare il proprio FileMon/RegMon/DiskMon/NetMon/MonMon stile Russinovich senza doversi districare tra i bit e i byte in C++; opensource codeplex approved!
  3. SSH.NET Library: libreria per utilizzare le funzionalità SSH all’interno delle proprie applicazioni e magari scrivere un client super affidabile come il mio con quattro righe di codice, così poche che mi vergognerei di pubblicare…
  4. Pex and Moles: Lascio al lettore il gusto di scoprire di cosa si tratta.

-quack

(*) recensita dietro gentile richiesta dell’autore