Email storm

Jul 7, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

emailstormAn e-mail storm is a sudden spike of Reply All messages on an email distribution list, usually caused by a controversial or misdirected message. Such storms start when multiple members of the distribution list reply to the entire list at the same time in response to the instigating message. Other members soon respond, usually adding vitriol to the discussion, asking to be removed from the list, or pleading for the cessation of messages. If enough members reply to these unwanted messages this triggers a chain reaction of email messages. The sheer load of traffic generated by these storms can render the email servers inoperative, similar to a DDoS attack. (fonte)

Wikipedia continua con un esempio che mi permetto di tradurre in italiano: tempo fa tutte le caselle di posta erano raggruppate sotto quattro mailing list ciascuna contenente 13000 mailbox. Queste mailing list avevano il nome di “Bedlam DL1”, “Bedlam DL2”, “Bedlam DL3” e “Bedlam DL4”, in modo tale che se si voleva raggiungere tutti gli employee nell’organizzazione bastava mettere in Bcc queste quattro liste che erano uno dei segreti ben mantenuti del dipartimento IT di Microsoft. Il 14 Ottobre 1997 un utente ha scoperto di essere iscritto a Bedlam DL3 e a chiesto a tutta la lista di essere rimosso. È seguita un’indondazione di “me too” che ha causato qualcosa come centinaia di GB di traffico sufficienti a congestionare la rete per diversi giorni (fonte).

Il rito si ripete periodicamente ogni paio d’anni: qualcuno scrive ad una mailing list qualcosa che somiglia ad una domanda e i più cretini, quelli a cui prudono le dita, cominciano a fare “reply all” con la loro risposta; poi ci sono i cretini assoluti che provano a spiegare ai cretini che “you are doing it wrong” mandando un messaggio a tutta la DL e poi ci sono quelli da manuale che, con un reply all, scrivono “la risposta alla domanda è XYZ, ma va bisogna fare reply all? (well, too late…). Oggi una tale tempesta si è abbattuta sulla DL “Sinofsky reports”, assolutamente una bazzecola se confrontata con “Bedlam DL3”, ma con sfumature altrettanto divertenti: oltre a ricevere la caterva di email in inbox, il cinguettio continuo del cellulare-sincronizzato-corporation è diventato insostenibile: per fortuna con la nuova versione di Outlook/Exchange hanno introdotto un nuovo comando micidiale, “ignore thread”. E finalmente pace per le mie orecchie.

Dodici

Jun 14, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Seattle e dintorni

Le banche cominciano ad assomigliarsi un po’ in tutto il mondo. La mia è diversa…. è più furba ed ha inventato un escamotage che definire geniale è un voler platealmente minimizzare.evil

Partiamo dal presupposto che in America, in generale, lo stipendio viene versato due volte al mese. Questo non significa che si guadagna il doppio, ma semplicemente che lo stipendio mensile viene dimezzato e versato sul conto corrente due volte al mese. I giorni prefissati sono il 15 e l’ultimo giorno del mese, qualsiasi esso sia. A differenza dell’Italia, posto in cui il versamento avviene di solito nel giorno 27, in cui le aziende pospongono il pagamento nel caso il 27 cada di weekend, in America il pagamento viene anticipato. Ovvero se il 28 Febbraio cadesse di domenica il pagamento verrebbe versato il giorno 26. L’oscillazione per il pagamento di fine mese è molto più ampia ovviamente di quella di mezzo mese. La prima va dal 26 al 31, la seconda varia solo tra il 13 ed il 15.

La mia banca non ha perso l’occasione per sfruttare una “debolezza intrinseca” di questa convenzione a proprio vantaggio stabilendo come giorno di scadenza dei pagamenti per la carta di credito il 12. Considerando che nella prima quindicina ci sono anche le scadenze di acqua, mutuo, luce, gas ecc. scegliendo il 12 la mia banca si garantisce la più alta probabilità che il cliente non possa coprire il bilancio dovuto della carta di credito in tempo (la questione poi è ancor più complicata grazie al cosiddetto grace period).

Io gente così la assumerei al Ministero delle Entrate per combattere l’evasione fiscale.

-quack

Multe all’Italiana

Jun 9, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Seattle e dintorni

In America le multe automobilistiche si dividono in due categorie:

  • Serie A: moving violations; ovvero infrazioni commesse in “movimento” tipo passare con il rosso, non rispettare uno stop et similia.
  • Serie B ovvero tutte le altre, tipo parcheggiare dove non si può.

Le prime, oltre a finire sul driving record, sono particolarmente antipatiche in quanto le società assicurative interrogano il database che è semi-pubblico e stabiliscono aumenti e bastonamenti a rinnovo di contratto. La scusa è che se qualcuno non si ferma al rosso è chiaramente molto pericoloso e prono ad incidenti ed altri episodi che possono danneggiare le casse dell’assicurazione. Questo ha senso se il criterio venisse normalizzato in base alla zona di residenza ma questo avviene solo a convenienza dell’azienda assicurativa. Per intenderci: a Chicago chi guida controsenso tagliando la strada ad un auto della polizia rischia al massimo un’ammonizione qualora i poliziotti non siano impegnati in interventi più urgenti tipici di una città calda. A Bellevue-Redmond, ove i poliziotti hanno ben poco da intervenire in furti scippi o rapine, si prende una multa per non essersi completamente fermati ad uno stop o se si cambia corsia senza “segnalare” (accaduto).

Multe all’Italiana

La città di Redmond, tra mille polemiche, s’è inventata la categoria A2 installando i micidiali semafori-paparazzi. La multa arriva ovviamente a casa, con tanto di link online per scaricare il video e scoraggiare chi vuole contestarla in sede legale, ma con la dicitura:

This infraction will not [sic] be part of your driving record and will be processed as a parking violation

Ovvero pagate tranquillamente, possibilmente senza fare tante storie e noi all’assicurazione non diciamo un bel niente. Che simpatici!

-quack

Visioni

May 27, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

La storia di MS di ieri e di oggi attraverso i motti.

Era Bill Gates

A PC on every desk. Negli anni ‘80 questa frase era estremamente futuristica. Nel 2011 ci pare scontata come l’acqua calda.

Information at your fingertips: avveniristica anche questa quando Cairo era un progetto ambizioso come il file-system avanzato che avrebbe permesso di scandagliare Gigabyte di dati e farne rapporto dettagliato. Nell’era di Google, Bing, Windows Search e Spotlight anche questo sembra scontato come l’acqua calda.

Era Steve Ballmer

FordWhere do you want to go today?

CepuYour potential, our passion.

e

BallmerBe What’s Next (hey, but wait for us!).

Di questi ultimi tre, il primo è appropriatissimo per l’ultimo modello di 4x4 della Ford; il secondo è perfetto per scuole di supporto come il CEPU. Il terzo è così vuoto e demagogico che potrebbe andar bene anche per l’amaro medicinale Giuliani o per la campagna elettorale di una Moratti o di un Pisapia.

La si nota la differenza? È una coincidenza il fatto che questa mancanza di visione di cui tutti si lamentano si riflette anche nei vari company motto? Se si legge il libro di Paul Allen si capisce quanto fossero visionari Paul e Bill, il primo molto di più (sognava internet di oggi nel 1977), il secondo pragmatico quanto basta per focalizzare sul breve e tenere d’occhio il futuro.

È stato Bill Gates a scrivere l’Internet Tidal Wave memo. Sempre lui quello sul Trustworthy Computing. Quando è arrivato il primo io non c’ero, ma quando è arrivato il secondo al mio scetticismo iniziale si è subito sostituito un entusiasmo orgoglioso da “io c’ero”.

Ci sono tecnologie interessanti che potrebbero essere la chiave di volta per dare qualche mazzata alla concorrenza ma che, nell’era Ballmer, rischiano di finire in un cassetto solo perché non sa “come venderle”.

Poi per carità grossi fallimenti dovuti a sperimentazione avanzata possono anche essere assorbiti: se tradiscono però il fatto che il CEO non ha fatto correttamente il suo lavoro di supervisione, la questione è diversa.

-quack

After the rapture

May 23, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Video

* THEY ARE STILL HERE!
* sh*t!

-quack

P.S. spero non urti la sensibilità di nessuno

Millenovecentottantaquattro

May 20, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Nel 1984 qualcuno di voi non era ancora nato.

L’internata appena arrivata, classe ‘90, non era neanche in progetto.

Il mio capo balbettava appena qualche parola.

Il sottoscritto trascriveva il suo primo programma, in Basic (Microsoft, era scritto nelle stelle) e open source:

10 REM I COMPUTER NON SBAGLIANO MAI
20 PRINT “DIGITA UN NUMERO”
30 INPUT A
40 LET A = A + 1
50 PRINT “IL NUMERO CHE HAI DIGITATO E’ “; A

Nelle pop chart di mezza Europa imperversavano i Wham! con il loro secondo e più famoso album “Make it Big” e un loro semi-oscuro successo, ma perfettamente rappresentativo del duo-style, entrava per sempre nel lato destro del mio cervello:

Wham!–Freedom, 1984

Domani è il giorno del giudizio universale, almeno stando alla setta eBible, e stasera si festeggia in virtù del fatto che, la multa automatica che dovrei aver preso ieri ad un semaforo, potrei anche non pagarla.

Enjoy

-quack

Malware reactions

May 19, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Security

Dopo anni che il marketing Apple, che di per sé non è una gran noia se non per il fatto che il suo prodotto pubblicitario è tenuto in considerazione come il testo sacro dai zeloti (e che Apple sia una religione lo conferma anche la risonanza magnetica), ci aveva rassicurati che il malware è solo roba per Windows, il lupo è finalmente arrivato. La prima vera “pandemia informatica per Mac”, stando a quanto la seguente timeline conferma:

What a Mac malware attack looks like
An AppleCare support rep talks: Mac malware is "getting worse"

La reazione dei zeloti è sintetizzabile in “smettetela di gridare al lupo al lupo”:

Wolf!

Ma le cose non sono così limpide:

Crying wolf? Apple support forums confirm malware explosion

La ciliegina sulla torta, la politica ufficiale…

Apple to support reps: "Do not attempt to remove malware"

…che sa molto di:

mindtrick

Non c’è davvero da aggiungere altro. Che tristess.

UPDATE:

Once you know that the call is about Mac Defender, and then the customer decides to try and ask you general questions to find a loophole (IE: “OK, then how would you uninstall a third party program in general” or “How do I stop programs from starting upon launch”) The point of this is, things that would be considered “general product usage” questions are not allowed to be answered if the customer has already informed you that he potentially has MacDefender and is now asking obvious questions to skirt our policy. [fonte]

Cioé se qualcuno chiama per chiedere come si fa a disabilitare l’avvio automatico di programmi, sono autorizzati ad aiutarlo. Se la stessa persona fa capire che ha installato per sbaglio MacDefender non sono più autorizzati a dirti neanche come si spegne il PC. Che azienda viscida.

the total number of customers affected could be between 60,000 and 125,000, and growing.

Condizionale a parte, sono numeri da pandemia o allucinazione collettiva?

-quack

Letture interessanti–Maggio 2011

May 18, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Recensioni #Video

Questi giorni, anzi queste notti, sto leggendo il libro di Paul Allen intitolato Idea Man: A memoir by the Cofounder of Microsoft.

Non l’ho ancora finito e già mi è venuta nostalgia di Paul, dei tempi in cui la capitalizzazione era quella dell’azienda più grande del mondo, in cui il sorpasso ad IBM era una questione di quando (oggi è vero il contrario). Si parla ovviamente anche di Ballmer, del fatto che durante i meeting quando Bill Gates ancora era presente venisse spesso smerdato contraddetto pubblicamente, ecc. Confermando quanto avessi immaginato sui retroscena dei vari avvicendamenti e sulla domanda del secolo: qualcuno avrà il panettone 2011 o si accontenterà della colomba pasquale?

Altro libro interessante è Drive, riassunto in un video cartoon in maniera molto efficace. L’ho comprato ma non l’ho ancora sfogliato, la teoria sembra molto interessante.

Drive, the surprising truth about what motivates us

Sempre sull’argomento tecnologico, un articolo di Fortune intitolato Inside Apple in vendita separatamente anche per Kindle.

Last but not least: ho sfogliato un libro scritto da un lettore appassionato di questo blog (no, non è una marchetta). Si chiama “VI + 1 = Seven” ed è dedicato a Windows 7. L’ho trovato abbastanza completo ed è il seguito del volume “Il Futuro è in Vista” disponibile su Lulu. A cinque anni e passa dal rilascio ritengo, e condivido con Francesco, che Vista sia stata una pietra miliare, danneggiato solo da una sfortunata serie di coincidenze (a proposito, le varie cornacchie di cosa si occupano al giorno d’oggi?). Anche questo testo consigliatissimo.

-quack

Il manuale del perfetto ZFS Home Server

May 4, 2011 - 0 comments - Archiviato in:

Dopo tante tribolazioni sono venuto a capo di quella che è la soluzione più congeniale alle mie piccole grandi esigenze di storage e “servizi online ad uso famigliare”. La soluzione ideale prevedeva WHS2011 e un OS ZFS-friendly girare a braccetto su un hypervisore, ma i vari esperimenti sono falliti.

XEN non riusciva a configurare correttamente le schede di rete, che acchiappavano un indirizzo IP ad intermittenza e senza la possibilità di pingare da e verso l’ipervisore.

Hyper-V ha un modello di driver paravirtualizzato, ovvero i sistemi operativi guest per funzionare hanno bisogno di driver speciali, inesistenti per BSD/Solaris (che pulo, eh?).

VMWare ESXI non supporta le schede network per desktop, ci sono guide che spiegano come creare dei dischi di installazione ad-hoc ma i vari tentativi si sono rivelati infruttuosi.

Demoralizzato da queste hypervisioni moderne ero pronto a buttare il progetto alle ortiche quando mi è venuta in mente (o mi è stata suggerita?) la possibilità di installare uno di quei prodotti antecedenti gli hypervisori, come Virtual Server 2005 R2 o VMWare server 2.x, entrambi gratuiti.

Il primo, causa vetusta cessazione di attività, è praticamente bloccato dal poter essere installato su Windows Server 2008 R2 e derivati, quali appunto WHS2011. Ho dovuto circumnavigare non poco e i risultati mi son sembrati poco stabili. Il secondo invece ha un’interfaccia WEB piuttosto antipatica e la schermata di login HTTPS non può essere disattivata generando altrettanto antipatici errori di certificato non valido in tutti i browser; tra l’altro l’unico browser supportato è IE, ma poco male. La scelta mi è parsa obbligata.

L’ostacolo successivo è stato il supporto dei dischi RAW, a quanto pare “disabilitato” nella versione 2.x di VMWare server, ma con l’aiuto di VMWare Workstation è stato possibile creare i file VMDK appositi da aggiungere a manina nel file VMX finale (vedasi).

Poi è stata la volta di scegliere l’OS per la sezione NAS. Ho provato i quattro OS indicati nel post precedente, avrei voluto evitare a tutti i costi di sbattermi con una CLI per me ostica, ma alla prova dei fatti EON è perfetto. Leggero (alla fine mi pare occupi non più di 400MB) e incredibilmente stabile.

Ennesimo ostacolo il throughput con velocità da dial-up. Incredibile a dirsi il problema scompare se si installano i driver virtuali di rete contenuti in Virtual Server 2005 R2. Ho chiesto ad un collega di estrarre il necessario e costruire un MSI striminzito che faccia solo quello, mi ha promesso che mi avrebbe aiutato. Speriamo bene.works on my machine, starburst

Finalmente poi è stata la volta di configurare a manina la parte più alta dello stack NAS, ovvero gli utenti, le share, l’accesso anonimo, ecc. Il wiki dedicato EON è abbastanza completo ma molto dispersivo e decisamente impegnativo per i dislessici. Ho creato una serie di “ricette a riga di comando” per fare tutto quello che può servire. In un futuro remoto potrei persino sbizzarrirmi con qualche bash script per automatizzare le procedure più noiose. Come al solito la garanzia è indicata a destra e valida per la ISO CIFS-64 bit di eon storage.

Install/setup
Boot da CD usando la voce no ACPI
install.sh
(reboot)
setup
chmod 777 /mnt/eon0/boot/grub/menu.lst
vi /mnt/eon0/boot/grub/menu.lst
(aggiungere -B pci-eb=true dopo la dicitura unix)
updimg.sh /mnt/eon0/boot/x86.eon
(reboot)

Aggiungere gruppi ed utenti
groupadd -g 601 readers
useradd -u 501 -g groupid -s /bin/false username
passwd username

Creare un pool di drive RAID-Z
zpool create poolname raidz disk1 disk2 disk3

Creare un folder e condividerlo
zfs create -o casesensitivity=mixed -o sharesmb=on PoolName/FolderName
zfs set sharesmb=name=ShareName PoolName/FolderName
zfs set aclinherit=passthrough-x PoolName/FolderName
chown -r username:groupname /PoolName/FolderName
chmod A+owner@:full_set:fd:allow,everyone@:read_set/execute:fd:allow
/PoolName/FolderName

Attivare la possibilità di accesso anonimo
sharemgr create mysharegroup
idmap add winname:Guest unixuser:nobody4

Attivare l’accesso anonimo ad una share
sharemgr set -P smb -p sharesmb=guestok=true shareName mysharegroup
zfs set sharesmb=guestok=true,name=shareName
PoolName/FolderName

Disabilitare la rete (per debugging)
ifconfig e1000g0 unplumb

Abilitare la rete
ifconfig e1000g0 plumb
ifconfig e1000g0 dhcp

Disabilitare l’output degli errori SMB sulla console (fastidiosi!)
vi /etc/syslog.conf     (sostituire /dev/sysmsg con /var/adm/messages, in tutto due sostituzioni)

Linkografia essenziale:

Acer easyStore H340: Using EON to Fool It Into Being Less of a Piece of Trash
Home Fileserver: ZFS File Systems
EON ZFS Storage
Solaris ZFS Administration Guide
ZFS Cheatsheet
Oracle Solaris 10 Docs
Solaris Service Management Facility Quickstart Guide
OpenSolaris New User FAQ
How Solaris Disk Device Names Work
How ZFS works
CHMOD for Solaris

-quack

NAS come cartoon

Apr 28, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Software

NAS

Ai lettori il compito di interpretarlo, prima di rivelare la chiave delle associazioni.

-quack

Unix permissions vs. ACLs

Apr 25, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Linux #Windows

La nuova implementazione del server è in dirittura di arrivo, mentre scelgo l’OS su cui installare i dati in formato ZFS. Sto provando FreeNAS 8 RC5 che mi piace abbastanza e mi son imbattuto con un problema alquanto classico.

Ci sono quattro utenti: Tizio, Caio, Sempronio e Ugo. L’obiettivo è di dare accesso totale a Tizio e Caio, in lettura a Sempronio e nessun accesso a Ugo (che ha accesso ad altri file). Di solito quando si confronta l’implementazione delle policy di accesso viene spesso fuori il luogo comune che le ACL sono più flessibili del necessario, che possono introdurre bachi se usate male, ecc. mentre i permessi Unix sono semplici e difficili da sbagliare.

Nel mio caso però non sono riuscito a trovare una soluzione soddisfacente al problema. Sono troppo Windows Oriented o le policy di accesso Unix tradizionali sono così limitate? Attendo illuminazione…

Pomodori

Apr 18, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Link

Ore 6:00:00 in uno sterminato campo coltivato a pomodori, un flebile raggio di sole illumina un pomodoro che si risveglia e attacca: "io sono un pomodoro-oro-oro, io sono un pomodoro oro-oh"

Ore 6:01:10 un secondo raggio di sole illumina il secondo pomodoro: "io sono un pomodoro-oro-oro, io sono un pomodoro oro-oh"

Ore 11:59:55 tutto lo sterminato campo è illuminato con milioni di pomodori che gridano in un delirio da stadio con cori, ola e standing ovation: "NOI-SIAAAAAMO-I-tomatoes_in_cratesPOMODOOOOOOORIIIII ORI ORIIIIIIII !!!!! NOI-SIAAAAAMO-I-POMODOOOOOOOOOOOORIIIIII-OOOOOORI-OOOOOH"

Ore 18:23:30 penultimo raggio di sole: "io sono un pomodoro-oro-oro, io sono un pomodoro oro-oh"
Ore 18:24:35 ultimo raggio di sole: "io sono un pomodoro-oro-oro, io sono un pomodoro oro-oh "
Ore 18:25:15 silenzio, solo i grilli che cantano, un bel venticello fresco
Ore 18:29:00 spunta la luna e "inquadra" in pieno una caccadimucca che attacca a squarciagola: " IO SONO UN POMODOOOOOOOROOOOOOOOOOOO ORO OROOOO, IO SONO UN POMODOOOOOOOROOOO ORO OOOOH "
Ore 18:29:20... tutto lo sterminato campo di pomodori insorge insultando e inveendo contro la povera caccadimucca che indispettita risponde:
"UEEEEEE AVETE FATTO GLI ST...ZI VOI TUTTO IL GIORNO!!!! NON POSSO FARE IO IL POMODORO DI NOTTE !?!?!!?"

(piccola introduzione umoristica per portare e annotare l’esistenza di un tool web chiamato Pomodoro Crate, utile quando non si hanno galline a portata di mano).

Due processori finalmente interessanti

Apr 6, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

È da tempo che vado predicando che per tirar sù un Home Teather PC c’è bisogno più di conoscenze di aereodinamica e aereonautica sonora che di conoscenze tecniche tradizionali, tra ciò che è compatibile tra motherboard, RAM e scheda grafica.

Mi son sempre chiesto quando a qualcuno in Intel verrà il pallino di tirar fuori qualche processore meno tirato, potente quanto basta e freddo. L’Atom sembrava andare nella giusta direzione ma le prestazioni sono estremamente deludenti in alcuni casi specifici.

Finalmente è accaduto grazie alla nuova versione di processori Sandy Bridge.

Il primo processore interessante per l’ambito HTPC è il Core i3-2100T. TDP massimo di 35W, due core, quattro thread ed una scheda grafica integrata quanto basta per il rendering 1080p senza fatica. Il tutto ad un prezzo estremamente interessante che si aggira intorno ai 130$. Ne parla anche Jeff Atwood nel suo ultimo post. Il mio mediacenter è basato su Pentium D E5500 con un TDP praticamente doppio ed una scheda grafica discreta altrettanto termicamente inefficiente. Prima che arrivi l’estate e le ventole comincino a disturbare i sonni tranquilli, saddafá l’upgrade.

Altrettanto interessante è la versione server dello stesso, lo XEON L3406. Interessante in quanto supporta la tecnologia di virtualizzazione conosciuta come VT-d che permette di mappare l’IO con la stessa efficienza con cui viene mappato l’uso della CPU usando il ring-1. L’applicazione più pratica sarebbe un HomeServer super cazzuto in grado di far girare due sistemi operativi in parallelo: un derivato Solaris per la gestione dei dischi dati basata su ZFS/RAID-Z e il sempre verde Windows Home Server Fail per tutto il resto tra cui la condivisione della stampante, dello scanner e il servizio automatico di backup di PC. Il tutto usando un hypervisor piccirillo-piccirillo come VMWare ESXi gratuito per i comunissimi mortali. Accoppiandoci 4 dischi da tre Terabyte l’uno porterebbe ad una capacità RAID-Z di 9 Tera che è giustappunto il doppio dello storage che mi serve e quindi in grado di garantire sonni tranquilli per il prossimo lustro se non per una decade considerata la produzione audio/video personale di circa 50-100GB l’anno.

Per ora è abbastanza stimolante osservare le fluttuazioni dei prezzi, sempre lievi per l’hardware da acquistare, sempre drastiche per quello già acquistato.

-quack

Abandonware

Apr 5, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

Kin è morto.image
Zune è morto.

E secondo la mia modestissima opinione WP7 non si sente tanto bene.

Gli indizi:

  1. WP7, come spesso è accaduto, rappresenta il prurito di entrare in un altro mercato inseguendo un concorrente. In alcuni casi è andata bene, ma in una buona percentuale di casi no. Ad esempio nel caso di TiVò vs. MCE, per carità ottimo prodotto, una volta stabilito che TiVò fa una pippa al bottom-line aziendale, l’equivalente MS è stato pressoché congelato. È dalla versione 1.x che una feature importante per la parità delle funzionalità è stata pianificata ma mai implementata
  2. Guarda caso il GM di WP7 è lo stesso di MCE. Guarda caso WP7 è partito all’inseguimento promettendo la parità delle feature, un accordo con i gestori interessante, ma all’atto pratico NoDo qui non è ancora arrivato. Sì la colpa è di AT&T, ma chi ha dato questo controllo ad AT&T? Un vero peccato perché il Focus è l’unico dispositivo decente
  3. Se ci vogliono mesi per un update figlio di un Dio minore, quanti lustri serviranno per raggiungere la parità delle feature? Nella gara tra Achille e la tartaruga, Achille vince in quanto – essendo più veloce – riesce a recuperare in un tempo finito il margine di distacco iniziale. WP7 parte in ritardo e mooooolto più lentamente di Android/iOS, come la stampante IBM in un famoso test di accettazione. Coincidenza?

L’altro prodotto che se la passa male è WHS dopo il clamoroso fail dell’engineering team del Drive Extender. Anche in questo caso Ballmer ha detto, senza nessun seguito, ghe pensi mi. Rimane la magra consolazione che per lo meno ci sarà Android a sopperire l’inevitabile (?) vuoto. Chissà se qualcuno quest’anno avrà il panettone.

-quack

Esercizio grammaticale

Mar 9, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Codice

Per il dileggio del lettore interessato dall’affascinante mondo del parsing (sì, ne sto scrivendo un altro in virtù della già citata maledizione).

Data la seguente grammatica ( S il simbolo di partenza, in maiuscolo i terminali, in minuscolo le regole di produzione), convertirla in forma LL(1):

S –> q
q –> ( q ) | r
r –> A u | ( t )
u –> B | ( t )
t –> u | t t

-quack

Open Source Economy

Mar 2, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Linux

In questi giorni infuria una polemica interessante: Banshee è un player musicale che permette di comprare canzoni in MP3 dallo store di Amazon. Grazie al sistema dei referral, ovvero la gente compra una canzone via Banshee e a Banshee/Gnome/chi per lui viene corrisposta una percentuale della transazione, è possibile far cassa anche con un prodotto distribuito gratuitamente (non è una novità) e open-source/GPL. Quelli di Ubuntu, che non fanno che prendere codice in giro, compilarlo, impacchettarlo e tante altre belle cose, hanno pensato che – rispettando tutti i vincoli legali che accompagnano la licenza – di cambiare il codice di Banshee quanto basta per dirottare gli introiti verso Canonical che tra l’altro incassa percentuali anche tramite il music store UbuntuOne. Per Banshee/Gnome viene riconosciuto un gettone pari al 25%.

nickelanddime[1]

(fonte)

Andando al sodo: tutto questo è perfettamente lecito anche se non molto eticamente corretto. La domanda da un milione di dollari è: tutto ciò è anche ampiamente prevedibile, perché tanto “clamore”? Ci si aspettava davvero qualcosa di diverso? Un’azienda che mercanteggia in Open Source è tenuta a rispettare standard etici più elevati della concorrenza?

La mia curiosità è sincera, spero che si intavoli una serena discussione senza derive trollesche.

-quack

Cortesia

Feb 24, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Nel paese del Customer Service in maiuscolo ogni tanto qualche maleducato lascia interdetti.

PREMESSA: ho palesemente *ma non volutamente* violato i ToS del precedente hoster.
ALTRA PREMESSA: l’hoster ha applicato i termini del ToS alla lettera un paio di volte e ieri in maniera più drastica.

LA STORIA:
Questa è una piattaforma fatta in casa, alla quale mi son sempre dedicato per divertimento. Ad un certo punto volevo provare del codice ASP.Net 4.0 ma godaddy che è uno dei più grandi ed affidabili WebHoster al mondo non aveva ancora deciso di supportare questa nuova versione. Mi son guardato in giro ed ho scoperto, su suggerimento di un paio di amici, ASPNix.com. Bontà loro è uno dei pochi provider al mondo che in shared hosting supporta la modalità full-trust che in un paio di esperimenti mi è tornata più che utile. Visto che offrono una modalità trial gratuita senza limiti di tempo ho spostato ivi un secondo sito web, poi contento della bontà vi ci ho spostato anche il luogo di perdizione. Nella pagina dedicata al trial hosting è scritto a grandi lettere che cercare di fare i furbi ed ottenere più di un account gratuito avrebbe portato alla terminazione di tutto gli account: non sono un furbo, ho pensato di agire in maniera onesta quando ho deciso di aprire un secondo account a pagamento tenendo in vita il primo account gratuito. In realtà avrei dovuto leggere attentamente il contratto (chi lo fa? Queste cose sono così standard) che vieta l’uso del free hosting in concomitanza con un account pagato. Già in precedenza qualcuno ricorderà che il sito è stato “spento” – senza warning – per eccesso di uso di CPU; in quel caso ho promesso di risolvere la situazione e mi hanno rimesso di nuovo perfettamente online. Un paio di giorni fa hanno invece deciso di segare completamente l’account gratuito: di nuovo senza nessuna ammonizione in quanto hanno arbitrariamente deciso che volevo fare il furbo e per tanto hanno deciso di cancellare tutti i dati ad esso connesso. Me ne sono accorto solo casualmente diversi giorni dopo.

Ho cercato di contattare il loro customer center, sia online che telefonicamente. Quello online era “rotto” (forse lo è ancora) dando un errore nonostante risultasse online. Le chiamate al supporto telefonico, che dopo due minuti e ventuno secondi di “disco la preghiamo di attendere in attesa” vengono dirottate alla segreteria, non hanno prodotto nessun risultato nonostante avessi lasciato ben due messaggi. Solo dopo tre giorni di tentativi online sono stato in grado di parlare con qualcuno che mi ha spiegato che – avendo violato il loro ToS agreement – il sito è stato zappato in applicazione di quanto scritto. Nel paese del customer service a tutti i costi in cui i commessi sono capaci di vendere anche solo la scarpa destra per accontentare i clienti, essere trattato come un imbroglione mi ha fatto inca**are come una bestia. In meno di poche ore ho migrato il sito a GoDaddy, chiuso il vecchio account e salutato con “Goodbye and thanks for all the fish”.

L’incredibile conversazione in cui il tecnico ha equiparato la mia esperienza a quella di uno che compra un biglietto per le giostre e si fa male (magari perché il gestore lo prende a fucilate) ha dell’allucinante. Per pubblico lubidrio l’ho registrata qui.

Scrivo questo post in quanto spero apra gli occhi a qualche amico cliente di ASPNix.

-quack

Silvolandia

Feb 22, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Aldilà delle aspirazioni politiche di ciascuno è IN-DU-BI-TA-BI-LE che Silvio, quando è al governo, porta sfiga. Avevo cominciato a scrivere l’elenco da qualche parte, ma per futura memoria lo compilo qui:

Disastri ‘politici’:
11 Settembre 2001
Crisi dei subprime
Crisi di Dubai (pochi giorni prima Berlusconi era in visita)
Crisi Egiziana (vista la parentela con Ruby) e Libica (vista l’amicizia Bunga Bunga)

Disastri (pseudo)naturali:
Alluvione in Veneto
Crollo a Pompei
Terremoto all’Aquila
Disastro di Viareggio
L’uragano Katrina
Tsunami in Indonesia

Da notare che la vittoria dei mondiali del 2006 è arrivata durante il breve governo Prodi.

-quack

Dev Treatment

Feb 17, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Video

Per i più curiosi, questo è il dev treatment per come lo intendo io:

il dev treatment

E per essere politically superscorrett, una battuta che girava tempo fa sui rapporti tra dev e PM (non me ne voglia il gentil sesso…).

What do developers and women have in common? PMs: they come once a month, they bother for a week and then completely disappear until the next time.

-quack

Google “Stable” channel

Feb 7, 2011 - 0 comments - Archiviato in: #Google

La qualità di Chrome è deteriorata tantissimo. La nuova versione ufficiale, da quattro giorni a questa parte, è la 9.0.qualcosa

Ormai le release di Chrome non se le fila più nessuno, infatti stentavo a crederci di non essere in beta.

Chrome è più scassato che mai:

  • I link di Facebook non funzionano. Le attività più avanzate (modificare lo stato, condividere una foto)… meglio lasciar perdere.
  • I video di youtube, anche quelli mainstream come le pubblicità del superbowl, vanno in crash tre volte per ogni due visualizzazioni. Sembrerebbe impossibile, ma è fattibile in quanto il browser certe volte riavvia la stessa pagina ri-andando in crash
  • L’isolazione dei tab in processi è andata a farsi benedire. Ormai Chrome crasha tutto in blocco, roba che neanche la 1.0 era così

Sinceramente, a parte la UI minimalistica, comincio a non veder nessun motivo per utilizzarlo come browser predefinito. Perdo molto più tempo con Chrome che persino con IE8.

Hey, però la versione dieci è dietro l’angolo e tutti a fare la Ola per aver rilasciato Chrome 9 qualche settimana (?) prima di IE.

-quack

P.S. nessuna delle feature introdotta nelle ultime “tre” versioni mi è mai tornata utile, anzi quella della visualizzazione dei PDF la detesto persino in quanto se si decide di salvarne la copia su disco nel 50% dei casi è corrotta. Amen