A day of spam

Sep 17, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Security

Queste sono le mail che ricevo nel mio junk folder tutti i giorni; in senso letterale. Se ci fosse un omino dietro sarei molto empatico nei suoi confronti. L’ho scoperto grazie al threading dei messaggi in Windows Live Mail beta. Non vuol essere una ripetizione del campionario statistico dell’anno scorso, quanto un’analisi dettagliata delle sempre identiche mail che ricevo ogni santissimo giorno (già detto?)

  1. State Farm Insurance Quote. Sono un loro cliente ma ogni giorno mi mandano un link che sembra fasullo per avere un preventivo; ogni giorno per due volte al giorno.
  2. Review your Score ASAP. Mi invitano a controllare il mio credit score. Ne caso avessi dubbi se sono un FICO o meno
  3. Transaction with much benefit, please read (much benefit ovviamente per lo spammer). La classica esca Nigeriana, oggi è firmata eccezionalmente da “Carlo Rimondini”
  4. Aid Grant Number (NT05 ecc.): ogni giorno è disponibile un “grant”. Il flavor di oggi è “Cristian Aid”
  5. PAYMENT APPROVED!! VIEW ATTACHMENT: un classicissimo worm
  6. Someone invited you to join sitoweb.com: almeno due inviti al giorno. Se li accettassi tutti non avrei altro tempo per vivere.
  7. Get $500,000.00 of LifeInsurance for Less than $1 per Day: variazione del tema State Farm, però di questa azienda non sono cliente. Ammesso che sia una mail legittima, vi pare che diventi cliente di una azienda che fa SPAM?
  8. indirizzo@hotmail.com, Your Thursday psychic reading. Il fatto che ci sia il nome del giorno è una garanzia sul fatto che li riceverò ogni giorno per il resto della mia vita.
  9. You May Qualify For A Grant: questo grant non è disponibile al 100%. Variazione sul tema della numero 4, con introduzione di variabile stocastica
  10. Premium Business Cards – 500 for 1.99$ – VistaPrint, se date loro il vostro indirizzo email vi comunicheranno un’offerta simile, con 25$ di spese di spedizione
  11. YOUR URGENT ASSISTANCE NEEDED; simile alla 3, ma con un tono molto più drammatico
  12. Get the items you want/Credit card: un classicissimo
  13. Military Benefits Update for indirizzo@hotmail.com; peccato che i miei quattro mesi di militare di leva in Italia non contano.

 

Quel che mi sorprende è la determinata costanza che solo certe macchine zombificate possono avere.

-q

Calcio mercato

Sep 15, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

Come non ricordare la mitica scena di l’Allenatore nel pallone in cui il presidente Borlotti compra 3/4 di Rumenigghe da cedere per 2/5 di Giordano in prestito alla Lazio per la comproprietà di Maradona?

Lo si confronti con il piano finanziario di cui si vocifera in questi giorni: la Microsoft emetterebbe ulteriori obbligazioni in cambio del buyback di azioni o di dividendi più cospicui in attesa di approvazione della board.

Ai tempi di Bill Gates ogni nuova versione dei prodotti più importanti faceva salire le azioni. Ovvero il modo più pratico per dare del contro valore agli azionisti era di fare quello che la Microsoft sa fare da sempre: rilasciare nuovi prodotti o nuove versioni. L’ultimo grande balzo lo si è avuto nel 1999 con l’annuncio di Windows 2000. Sarà una coincidenza?

-quack

Starting from a solution–parte 1

Sep 13, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Apple

Un professorone universitario un giorno durante la lezione ci fece conoscere un grande pensiero di Abraham Maslow anche se la citazione fu all’epoca priva dell’autore. Maslow diceva che se l’unico attrezzo che si possiede è un martello, tutto il resto comincia a sembrare un chiodo.

Come corollario del teorema di Maslow si può affermare che quando si ha in mente una soluzione tutti i problemi sembrano poter essere magicamente risolti dalla stessa soluzione. È capitato alla mia vicina di casa, d’ora in poi Laura (not her real name). Laura ha un PC da sempre, ultimamente ha comprato un HP per fare un upgrade del suo vecchio hardware. Mi ha chiesto una mano a trasferire il suo account outlook sul nuovo PC. Outlook e il programma PincoPalla sono i suoi strumenti di lavoro quotidiano e lei lavora da casa. Sistemato il piccolo impiccio di copiare il file .PST da un PC all’altro sembra molto felice e serena. Qualche giorno prima che partissi per le mie vacanze mi manda un’email disperata – tra neighboroughs in America si parla così – chiedendomi se le potessi comprare MacOffice e Windows Ultimate: ha intenzione di passare a Mac e di usare l’applicazione PincoPalla sotto Parallel e fare tutto il resto su MacOS. Le dico che è una follia ma al mio ritorno insiste così tanto che le restituisco il favore che aveva in credito: mi chiede se posso aiutarla a migrare, le dico che la mia MacEsperienza è limitata, mi chiede suggerimenti sull’AppleStore di Bellevue Square di cui ha sentito parlare molto male (ma va?). Decide di rivolgersi ad un rivenditore Mac, uno di quei negozietti che guadagna cifre rosicatissime sulla vendita di ogni pezzo ma tiene alta la bandiera pro-Cupertino. Qualche giorno fa ricevo una mail da lei: era nel MacStore e i MacGeniusMenoMeno stavano avendo difficoltà ad importare il suo profilo Outlook da svariati giga e passa; mi chiede se posso darle una mano, mi ri-offro volontario. Le spiego che le conviene aspettare l’uscita di MacOffice 2011 per avere meno problemi nella conversione del PST ma mi dice che ha un altro paio di problemi con il suo iMac e se potessi dare un’occhiata ecc.

Mi racconta di aver speso oltre sette ore in compagnia degli addetti per cercare invano una soluzione all’importazione del giga e passa di email distribuito in un centinaio di folder.

Con lo stesso disclaimer di cui sopra (non sono un esperto ed odio i Mac) scendo a darle una mano. I problemi, a parte la questione Outlook, sono due:

1) configurare la stampante di rete; cosa semplicissima da fare una volta risolto il problema

2) accendere il mac; mi confessa che non è riuscita ad accenderlo perché non ha trovato il pulsante di accensione; le sembra che qualcuno le abbia menzionato una combinazione arcana di tasti ma non ricorda quale e che non ha voluto chiamare l’assistenza Apple per non fare la figura della cretina: bella roba!Power Button

Ho visto tante volte un iMac acceso, ma effettivamente anche io mi son perso davanti all’esemplare spento non riuscendo a capire dove fosse il pulsante d’accensione. C’è voluta una lettura attenta del manuale a pag. 20 o giù di lì (nota per il lettore: sono dislessico) per capire l’ubicazione segreta del pulsante di accensione. Una volta partito effettivamente configurare la stampante è stato un gioco da ragazzi…

La seconda parte di questa storia la pubblicherò quando avrò una soluzione definitiva per il suo problema con Outlook. Anche se son convinto che ci saranno diversi capitoli.

-quack

Running HTTPs

Sep 9, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Tre perle di servizi molto interessanti.

Afraid.org un server per il DNS dinamico (come no-ip o DynDNS) che permette di gestire un proprio dominio anziché un sottodominio. Scoperto grazie ad un intervento nel forum. Può sembrare una banalità o un modo per gonfiare il proprio ego, ma il servizio diventa fichissimo in virtù di…

StartSSL: finalmente qualcuno che regala certificati SSL di primo livello veri. Certificati con cui si può persino firmare il codice. In virtù del fatto che Microsoft ha aggiunto la RA alla lista di quelle preinstallate (di default con Windows 7 o con una patch per le versioni precedenti).

A questo punto è stato immediato pensare alla possibilità di creare un nodo Mercurial su WHS accessibile in HTTPs e senza dover sbattersi con il creare un certificato giocattolo e installare la “finta root authority” su tutti i PC client come già spiegato in precedenza.

Il tutto non sarebbe possibile senza l’esistenza di domains.live.com: un servizio che permette di creare caselle hotmail associandole al proprio dominio con tutto il supporto ActiveSync derivante.

Spettaculation.

-quack

Tales of Android

Sep 7, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Google

Resoconto sull’utilizzo di Android 2.2 in Italia partendo dalla fine: un mezzo-disastro.

Inizio: ho comprato il telefono pagandolo fior di $$$ in quanto unlocked. Colpa la mia ignoranza in materia di telecomunicazioni di basso livello (leggasi: frequenze 3G, Edge, ecc.) pensavo che avrei avuto vita facile. Poco dopo ho scoperto l’esistenza di un modello di Nexus One compatibile con la rete di AT&T a sua volta molto più compatibile con le reti europee di T-Mobile che ha deciso di usare una frequenza tutta sua per non so quale protocollo; bontà loro. Mi aspettavo decisamente di peggio, con una ricezione 3G sporadica, ma ciò non è stato. Per quanto abbia provato ad informarmi non sono riuscito a capire quale sarebbe il lato negativo della differenza di frequenze supportate. Insomma, arrivato in Italia ho piazzato una SIM Italiana e tutto ha funzionato quasi decentemente.

* Con TIM si è tutto automagicamente configurato, ma non c’era un briciolo di campo nell’appartamento bunker a nostra disposizione
* Con Vodafone tutto si è automagicamente configurato, la copertura era buona, ma il mancato supporto di EDGE non mi ha dato molta scelta
* Con WIND ho dovuto configurare l’access point a mano mentre con un terminale gemello AT&T comprato per mio fratello il tutto si era auto-configurato

Ho deciso quindi di usare una SIM WIND per la navigazione da cellulare allettato anche dal fatto che se si supera la soglia di traffico in allowance si va solamente più lenti.

A questo punto son cominciati i disastri: l’accesso alla rete dati semi-massiccio dovuto alla modalità sync attivo (Facebook, hotmail, gmail, ecc.) bloccava il telefono molto spesso anche per lunghissimo tempo. In qualche occasione a causa di questi freeze il terminale si è riavviato. Mi è capitato che questo succedesse mentre squillava e durante il riavvio e per tutta la durata dell’accensione successiva il telefono continuava ad emettere il suono dello squillo. Ho dovuto staccare la batteria, pratica a cui ho preso un’abitudine meccanica dati gli hang molto frequenti. Disabilitata la modalità sync, il comportamento del terminale è sempre stato molto decente seppur al di sotto dello standard a cui sono abituato (anche adesso sta funzionando in maniera eccellente).

Un paio di volte è capitato che il terminale non riusciva ad agganciare la linea dati che previo riavvio ha ricominciato a funzionare.

Ma la tragedia si è compiuta con l’uso del GPS, per me abbastanza fondamentale. Il GPS con Google Maps mi ha dato i seguenti problemi:

* Triangolo delle bermuda: una zona geografica non ben definita compresa tra le province di Matera, Bari e Taranto. Il cellulare si riavvia se la navigazione è attiva nel triangolo delle bermuda fino a quando non si varca il confine
* Target sbagliati: ben due volte sono stato dirottato in punti geografici molto distanti dalla destinazione. In un caso sono finito in aperta campagna (cercavo un agriturismo però ben collegato) avendo io scelto tra due opzioni il punto sbagliato. In un secondo caso Google Search ha mancato clamorosamente una chiesa per diversi Km in linea d’aria
* Sparizione del segnale GPS: mi è successo un paio di volte in punti in cui è praticamente impossibile che ci sia mancanza di copertura.

Data la mia sempre più scarsa familiarità con nuove e meno-nuove strade della mia zona d’origine, tali episodi hanno portato a conseguenze più o meno gravi. In un caso ho mancato l’uscita giusta a causa della pazzia estiva di un conducente di TIR deciso almeno all’apparenza a speronarmi. Magra consolazione il fatto che la copertura dati è ormai quasi ubiqua anche in aperta campagna.

Ora visto che il mio cellulare è un dispositivo in sostituzione molto probabilmente refurbished, c’è la non nulla possibilità che i problemi non siano sistemici. Qualora lo fossero mi accrescerebbero la forte sfiducia nelle qualità di testing del software made in Google.

La prossima vacanza in Italia sarà basata su WP7, staremo proprio a vedere cosa succede.

-quack

ueb to o: alitalia

Aug 4, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

L’ora delle vacanze si avvicina e come sempre comincio a sentire una certa morsa allo stomaco; dobbiamo comprare 4 biglietti per l’ultima tratta Alitalia, quella Roma –> Bari. Cerco di fare l’operazione via Web ma tra errori OutOfMemory (fa piacere che il sito sia scritto in .Net, però si poteva fare meglio) e la policy aggressiva della mia banca di bloccare la carta di credito alla prima transazione sospetta, i biglietti sveglio di buon ora non sono riusciti ad acquistarli.

Sono stato fortunato però: avevo sbagliato la data di partenza e la sciagura grande è stata scongiurata. Decido di chiamare gli uffici dell’Alitalia di New York che mi raccomandano di chiamare direttamente il numero verde italiano per avere lumi su quanto successo. Mi dicono che la prenotazione, causa rifiuto del pagamento, è stata annullata (eureka) e che bisogna farne una nuova. Premessa: parlare con il call center italiano da qui è un’impresa titanica. Perché la voce invita a premere il tasto uno per le prenotazioni e su alcuni telefoni VOIP il tasto non viene “registrato”. Dopo un certo periodo di timeout la telefonata viene chiusa mentre la voce registrata dice “stiamo trasfere…”.

Una volta che riesco ad acchiappare una operatrice, faccio la prenotazione e sorpresa positiva il prezzo è più basso di quanto disponibile via Web. L’operatrice però non riesce a sentirmi e mi invita a richiamare.

Altri tre o quattro tentativi per riagganciare un’umana in linea e mi risponde Chilly, che mi offre prezzi ancor più bassi (eureka!), prenota tutti i voli e si appresta a richiedere il numero di carta di credito per il pagamento. Purtroppo ogni singolo biglietto richiede una transazione diversa e già al secondo pagamento la carta di credito viene bloccata di nuovo. Chiamo la banca che mi dice che la carta è sbloccata. Chiamo l’Alitalia che mi dice che è bloccata. Aspetto un’ora: chiamo la banca che mi dice che è sbloccata. Chiamo l’Alitalia che mi dice che è bloccata.

Lampo di genio: decido di pagare i restanti biglietti con carta di debito, ove i controlli sono molto più laschi. Ed il secondo biglietto fila liscio. Mi aspetto che la stessa cosa succeda anche con il terzo pagamento, ma nisba. Forse la banca rifiuta la transazione riconoscendo l’importo duplicato? Chiedo di pagare per il quarto biglietto che ha un costo diverso essendo di sola andata (il classico turista in vacanza di ritorno). Nisba. Chiudo la telefonata e mi si balena un sospetto.

Richiamo, stessa storia dei tre o quattro tentativi per riuscire a premere il tasto uno, e parlo con un operatore di sesso maschile, stavolta per pagare uso il numero di carta di credito della formichina. Anche il terzo fila liscio. Chiedo di pagare anche per il quarto biglietto e l’operatore mi spiega, con un tono seccato, che se la carta di credito è americana avrei dovuto contattare il call center di NY e che comunque le carte di credito non italiane hanno un limite di una transazione ogni 24h.

Il mistero è risolto non senza aver speso tre ore full time della mia vita a telefono con Chilli, Barbara, Aurelia, ecc. Ognuna con uno stile diverso: chi faceva lo spelling di tutti i nomi, chi invece ripeteva i dettagli di partenza e di arrivo della prenotazione, chi invece si focalizzava semplicemente sull’importo da pagare. Utili spunti per una analisi freudiana più approfondita.

Osservazione conclusiva: le operatrici del call center sono molto più gentili dei colleghi maschi. Però risultano meno informate sulle varie policy aziendali. Che il training in Alitalia lo facciano in classi separate per sesso?

-quack

Paperdamus

Aug 3, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Security

Venerdì 8 Dicembre 2008, parlando del fatto che il software Apple è più simile ad un colabrodo che ad un armatura e riflettendo sul baco da me stesso individuato in poche settimane di uso di OSX riguardo l’automounting e l’auto-decompattazione, auto-apertura, ecc. ecc. dei documenti scaricati via Safari, affermavo:Paper-damus

Sono poco informato davvero, ma il link che ho letto parla di lancio automatico di file PDF. Se sfruttare un baco nella lettura delle immagini è difficile ma fattibile, immagino che un PDF tra form e javascript sia più facilmente sfruttabile.

Gizmodo spiega come funziona il jailbraking via web, e surprise surprise:

It just requires the user to visit a web address using Safari. The web site can automatically load a simple PDF document, which contains a font that hides a special program. When your iOS device tries to display the PDF file, that font causes something called stack overflow, a technical condition that allows the secret ninja code inside the font to gain complete control of your device.

Stupido io che immaginavo si dovesse ravanare nel codice di parsing dei form in javascript quando è effettivamente più efficace cercare in superficie.

-quack

P.S. forse l’idea del mass-jailbraiking non è così cattiva come potrebbe sembrare.

Heat wave

Jul 21, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Pochi giorni fa c’è stata un’ondata di caldo da queste parti; pare sia un appuntamento annuale e che durante gli anni prossimi l’appuntamento sarà ancora più puntuale. Niente di che rispetto al gran Paese ma abbastanza da portare il mio mediacenter allo spegnimento da accaloramento. Ho sostituito dapprima la ventola della CPU con un modello più efficiente e allo stesso tempo altrettanto silenzioso ma il problema non è scomparso. Ho notato invece che le temperature del chipset raffreddato passivamente erano a fondo scala: ho aggiunto una ventolina di scorta sul radiatore e pare aver risolto il problema alla radice; la questione si è spostata sul come raffreddare il chipset in maniera permanente. Ad ulteriore conferma delle mie deduzioni questo interessante thread da cui riporto:

The Asus chipset heatsink design assumes that there is airflow coming from a fan on the CPU. Most motherboards are designed this way.

Qualcuno ha notato che il design è imageaddirittura basato sulle ventole standard Intel e qualsiasi variazione nuoce all’effettivo raffreddamento del chipset. Ho quindi pensato a qualcosa del genere ma non sono riuscito a trovare niente di preconfezionato in formato mezza-altezza low-profile.

Per fortuna sono riuscito a trovare qualche artigiano su ebay che ha realizzato giusto quel che mi serviva. Due ventole silenziose incastrate su una scheda vuota di supporto.

Il sistema sembra reggere benissimo, termometro alla mano. Io purtroppo il calore lo sto reggendo molto meno.

-q

Ricapitulescion

Jul 17, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Oggi in HTC mi hanno confermato che la sostituzione del telefonino era coperta completamente da garanzia. È andata più o meno così: li ho chiamati, mi hanno mandato un cellulare in sostituzione e un’etichetta per spedire il mio, mi hanno chiesto il numero di carta di credito per evitare che facessi il furbo e dopo di ché tutto ha cominciato a filare liscio. Mi hanno ribadito che si trattava di un problema software, ecc. anche se sono in verità molto scettico: ho cominciato a smanettare con gli upgrade solo quando ho scoperto che il bluetooth non funzionava o perlomeno questo dice la mia fragile memoria. Tutto è bene quel che finisce bene.

La nuova autoradio è squisita: costa meno della precedente (90$ vs. 120$), offre una marea di feature in più (CD, USB e radio vs. SD/radio); è molto più stabile (il Clarion attivava il bluetooth in maniera casuale e aveva l’antipatico difetto di non memorizzare il punto esatto in cui la canzone viene interrotta durante lo spegnimento) e dà in generale la sensazione di un molto più.

Subito dopo l’arrivo del nuovo terminale ho installato la versione nuova di Android, la 2.2 aka FroYo. Tale versione cura alcuni problemi di usabilità (mi lamentavo che le funzionalità telefoniche erano un po’ troppo fuori mano per uno smartphone); migliora ampiamente le performance generali senza tante supercazzole, ovvero con una reimplementazione del JITter. Aggiunge funzionalità molto utili: il tethering ufficiale sia via USB che Wi-Fi e finalmente in un cellulare moderno la possibilità di cambiare al volo il correttore ortografico durante la digitazione di un SMS o di una email. Per me ora il Nexus One è il cellulare perfetto, l’unica pecca il modo un po’ contorto di poter grabbare uno screenshot. Sono felice di aver scongiurato l’ipotesi iPhone 4G in maniera definitiva e di finire per fare la figura del pirla. Pirla non perché chi compra prodotti Apple lo sia, ma perché essere impotente di fronte a tutto il mare di hazzate made in Cupertino negli ultimi giorni davvero mi avrebbe fatto sentire tale. Anche se devo ammettere che Steve Jobs in versione Jedi è davvero simpatico.

-quack

Unified Messaging pseudo transcription

Jul 10, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Unified Messaging è una feature di Exchange che collega centralino –> Exchange –> telefono. Questo significa che se ricevo un messaggio in segreteria sul numero telefonico dell’ufficio il server me lo manda come attachment audio in una mail contenente la trascrizione dello stesso messaggio. In alcuni casi la trascrizione è più che sufficiente per capire di cosa si tratta. Può capitare però che qualcuno mi lasci un messaggio in Italiano:

quelli hanno chiamato di nuovo. Il numero è uno-ottocento-quattrotresettenovetrenovedue. Ciao

L’effetto esilarante è notevole ma anche impressionantemente supercazzoloso:

put in a gym opening over number and I will kitchen just wanted to say statement and we do it Charles.

-quack

Gallina Technique

Jul 9, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Si ottiene quando si applica la tecnica del pomodoro con un timer a forma di gallina.

Gallina Technique

Non me ne voglia il paesa’ Francesco Cirillo.

-quack

Oggetto Misterioso - Luglio 2010

Jul 6, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Non si vince niente….

OggettoMisterioso

-quack

Soluzione:

image

Ho cablato casa con il CAT6, grazie all’aiuto di un turista per caso. La presa in questione a quattro uscite è ubicata nell’angolo cottura. Due cavi vanno verso la parete da cui arriva il “bocchettone” internet, uno verso una scrivania e l’altro verso una cameretta. Non è stato semplice ma alla fine ce l’abbiam fatta: la parte più difficile si è rivelata il dover far scendere i cavi dal controsoffitto verso le varie locazioni; quella più semplice è stata l’installazione delle prese vere e proprie. Psicologicamente mi ero preparato ad un ordine opposto di difficoltà.

Upload e download

Jun 25, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Software

Due applicazioni come da titolo.

Una per l’upload di file presso i soliti servizi di hosting gratuito di immagini e di più: si chiama ZScreen Uploader, fa parte di un più ampio pacchetto di screenshot chiamato ZScreen che a me non mi entusiasma. Ma per fortuna l’uploader si può installare separatamente. Figa l’integrazione con explorer e il supporto al drag and drop per upload multipli, ecc.

ZScreen uploader

L’altra fa esattamente l’opposto, scarica i file dai soliti siti di hosting scassa-maroni: è in grado di risolvere i captcha, gestire code, fa tutto da solo e poi lo pulisco io. È in grado anche di riconoscere tutti i link in un copia e incolla molto affollato e – badaben, badaben, badaben – è pure open source come la prima. In questo caso la cosa è rilevante parecchio perché questo tipo di applicazioni è uno dei target primari per trojan e spyware. Si chiama MDownloader e si scarica qui. La UI non è il massimo ma è alquanto funzionale.

MDownloader

Consigliatissime entrambe, spazio ai commenti per eventuali alternative più allettanti.

-quack

Bestiario universitario

Jun 23, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Quindici anni fa a Bari terminava in gloria la mia carriera universitaria in Scienze dell’Informazione (un bidello del liceo mi chiese se volessi diventare giornalista; sarebbe stato uno spreco). Nel primo e unico post dedicato all’argomento raccolgo un po’ di aneddoti tra vissuto e mitologia su alcuni personaggi che calcavano le cattedre universitarie.

Analisi 1: un vero folle con gli occhiali alla Woody Allen e lenti spessissime che mi appellava come “la signorina” a causa della distanza e la mia capigliatura alla Jim Morrison. S’inventava teoremi su due piedi e cercava di spiegare una materia astratta come il calcolo infinitesimale in maniera divulgativa. A modo suo. Era assistito da un professore che faceva comparsate sporadiche e non si ricordava se la derivata di cos(x) avesse segno positivo o negativo. Annamo bene.

Algebra e Geometria: Nel corso fatto di a, b, c e d (a differenza dell’analisi fatta di x, x’ e y) la docente pronunciava le lettere nel seguente modo: aaaahaah, biiiihiiihi, ciiiihiiiihi e dì. Per mesi e mesi ci siam chiesti cosa avesse fatto di male la quarta lettera dell’alfabeto latino per subire un trattamento così negativo. L’assistente di Geometria, l’unica ad indossare il camice, intercalava un “i conti ve li fate da soli” con forte accento barese ad ogni conclusione di esercizio: durante gli scritti si dice che in molti abbiano consegnato esercizi conclusi solamente con la frase di cui sopra.

Teoria e Applicazione delle Macchine Calcolatrici: La docente fece la follia di bocciare all’esame di laboratorio 55 ragazzi su 60 perché non avevano aggiunto la “variabile locale per la ricostruzione del risultato” in una procedura ricorsiva nonostante non fosse necessaria ma solo buona norma in algoritmi complessi (a noi tutti la funzione fattoriale non sembrava poi così complessa). Si ritrovò con circa 120 studenti all’appello successivo e per poco non rischiò di essere internata in un manicomio data la mole di lavoro.

Sistemi 1: Era insegnato dall’uomo senza sorriso. Durante gli anni universitari non l’ho mai visto sorridere dentro le mura del campus. Ho scoperto che ne fosse umanamente capace quando l’ho visto sorridere con dei ragazzi scout di cui lui era un capo. Sguardo truce spaventava gli studenti urlando come un pazzo durante gli orali per cappelle “fondamentali” di gente che non avrebbe dovuto avere il coraggio di presentarsi ma poi elargiva ventotto quasi a tutti. Versione moderna di dottor Jackyll e Mr. Hide.

Sistemi 2: Il docente andava in visibilio alla visione di scollature neanche tanto pronunciate. L’essere donna scollata garantiva una media di cinque voti in più, con tanto di dimostrazione scientifica.

Statistica: Aveva un metodo tutto suo di assegnare il voto finale; ovvero v.f. = scritto + orale, con orale avente un range tra zero e sette. Chi prendeva un voto scritto tra venticinque e ventotto si assicurava con poco sforzo la lode. Chi raggiungeva la perfezione scritta doveva invece sudare le fatiche di Ercole per dimostrare di non aver barato. La tecnica in voga era quella di aggiungere artificiosamente un errore di calcolo durante gli scritti per evitare la iattura del trenta.

Teoria dell’Informazione: Nella teoria dell’informazione basata sul lavoro di Shannon esiste una peculiarità importante per quanto riguarda gli esercizi da svolgere. Non si possono scegliere numeri a caso ma ci si può sbizzarrire solo tra un insieme di casi finito e molto limitato per fare in modo che si possano semplificare i calcoli e non richiedere metodi numerici per risolverli. Durante uno scritto uno dei professori, non so se volontariamente o meno, decise di contravvenire a questa regola basilare mettendo in crisi tutti gli studenti incapaci di ricavare con carta penna e calamai il valore di x in una equazione dalla forma assurda. Dovette inventarsi qualche trucco matematico durante la valutazione finale per non penalizzare gli studenti di quel corso.

Analisi 2: La mia bestia nera. Si diceva che il docente si fosse laureato a pieni voti e con largo anticipo presso la Scuola Normale Superiore di Pisa (mito?) e che durante un esame, incavolato come una iena, abbia ritirato le tracce e assegnato come compito la soluzione di un limite la cui risposta era conosciuta solo da due entità: lui e il padreterno (mito?). Era di una arroganza incredibile che si faceva difficoltà ad immaginare contenuta in un esemplare umano alto meno di un metro e sessanta centimetri. Durante un esame (vissuto) arrivò a dirmi “forse lei ha ragione” discutendo un sistema di disequazioni irrazionali. Come se in matematica il forse può esistere.

Il fatto che dopo oltre quindici anni io sia in grado di ricordare tutto ciò è una prova del livello di stress medio sostenuto dagli studenti del campus di Bari.

-quack

Ebay folliees

Jun 22, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

La fauna di Ebay meriterebbe uno dei servizi super approfonditi di Super Quark. Il fatto: ho deciso di fare un ‘downgrade’ e di mandare in pensione il Dell Studio per un più compatto supersubnotebook, l’Acer Ferrari One. Una scelta ponderata a lungo, è il mio primo PC basato su processore AMD in più di 5 anni; l’ho provato durante un pellegrinaggio e mi è sembrato decente, con l’unica nota stonata un prezzo troppo alto (si paga il logo del cavallino rampante e a me assolutamente non piace; anche se tra il cavallino e una mela mozzicata preferisco il primo con diversi ordini di grandezza).

Acer Ferrari One

Ho avviato una caccia su ebay sperando di approfittare del Bing Cashback che, se si acquista da privati con la formula “Compralo Subito + Paypal” restituisce immediatamente l’8% del prezzo di acquisto. Peccato solamente che il programma verrà cancellato il 30 Luglio.

Detto fatto ne ho comprato uno per un prezzo che anche AnandTech ha definito “giusto”. Il venditore assicurava di averlo tenuto solo un paio di giorni e di aver deciso di rivenderlo in perdita in quanto dispiaciuto dallo schermo. La cosa mi è sembrata decisamente sospetta considerando che si può praticamente restituire tutto. Non ci ho fatto caso più di tanto in quanto in alcuni casi la penale potrebbe rendere la restituzione meno conveniente. Il venditore assicurava che ci stava perdendo e che “my loss is your gain”.

Dopo alcuni giorni arriva a casa il gingillo. Lo accendo e sullo schermo appare una bella banda nera verticale larga un centinaio di pixel. Ho pensato di aver avuto il pacco, ma il venditore mi ha assicurato che le foto che aveva scattate erano genuine, ecc. ecc. e che avrebbe ripreso indietro il laptop senza problemi. Mi metto l’anima in pace nel vedere l’affare sfumare, dopo qualche ora l’accendo e il problema è completamente sparito: penso che le basse temperature della stiva di un aereo possano aver creato la singolarità, ricontatto il venditore che mi dice di godermi il portatile ripetendo la cantilena “my loss is your gain”. Salvo poi scoprire che il problema si ripresenta in qualche altra sparuta occasione e che basta mettere il portatile in sleep e riaccenderlo per vederlo scomparire. Comincia a mordermi un altro sospetto: che il problema sia in un certo qual modo software, anche se la banda nera è visibile persino durante il boot. Una piccola ricerca su aggiornamenti del firmware e il nuovo 3110 dieci fiammante riporta la dicitura “Fixes CMO LCD garbage issue”. Bingo!

Dopo qualche giorno scopro un altro problemuccio ancor più fastidioso: se la batteria non è completamente carica il laptop passa, durante usi più intensi tipo scrolling di una pagina web, dallo stato “alimentatore connesso” allo stato “alimentatore disconnesso” con conseguente cambio della luminosità del display. Ricontatto il venditore che mi dice di non aver notato questo problema nei due o tre giorni in cui ha avuto il laptop in possesso, ecc. ecc. Chiamo l’assistenza Acer che mi spiega che il laptop in realtà non è stato venduto nuovo ma “ricondizionato” da una certa azienda Pinco Pallo e di chiedere a loro assistenza. Chiamo Pinco Pallo e scopro che il laptop è ancora in garanzia anche se è stato venduto a metà Aprile: alla faccia del “l’ho tenuto solo per un paio di giorni”. Spiego il problema, gli dico che sono un “tecnico” e gli ipotizzo che potrebbe essere un problema dell’alimentatore: loro suggeriscono invece un problema alla scheda madre visto che senza batteria o senza alimentatore tutto funziona alla perfezione. Mi dicono che devo spedire il portatile a loro ma che purtroppo non hanno un altro Acer Ferrari e mi offrono un upgrade ad altri modelli. Mi svelano il prezzo a cui è stato venduto che è molto più basso di quanto ho finito di pagare e cominciano a girarmi certi attributi molto pericolosamente. Insomma il venditore mi ha mentito su molti aspetti, ci mettiamo d’accordo per la restituzione e lui mi fa una contro-offerta: ridurre il prezzo per venirmi incontro e darmi la possibilità di comprare un altro alimentatore visto che io sono ancora convinto che il problema risieda lì. Mi ripete che con questo sconto finisce addirittura per perderci per davvero (ma va? Ma vaff…). Stavolta accetto, il prezzo mi sembra alla fin dei conti decente e un paio di giorni dopo appare la recensione di AnandTech: parla di un alimentatore da 65W probabilmente sottodimensionato visto che la batteria si carica molto lentamente. Guardo il mio e scopro 19V x 1.57A che fanno in tutto 30W. Sinceramente non mi va di chiamare Pinco Pallo visto che ci metterei più tempo a spiegare l’inghippo che a comprare un alimentatore da 90W compatibile sempre su Ebay (9$ in tutto). Così faccio fino a quando arriva un pacco che è molto più grande di un alimentatore.

Scopro che Pinco Pallo mi ha mandato un altro Ferrari One in sostituzione, anche stavolta con un alimentatore da 30W. Stavolta li chiamo, mi mandano una affrancatura prepagata per rispedire il laptop e verificano che effettivamente quelli da 30W non sono gli alimentatori giusti. Dopo pochi (?) giorni arriva anche il novanta watt ed effettivamente il problema scompare.

Una storia assurda per:

  • l’eccesso di zelo di Pinco Pallo; ho il laptop ancora qui con me (sto aspettando che passi il postino interno per consegnarlo a mano), sono passati svariati giorni dall’ultimo contatto con loro e sembrano persino poco interessati a riavere il gingillo
  • la scarsa integrità del venditore; ha mentito sulla data di acquisto, le condizioni dell’oggetto e persino sulla presenza di problemi. In due mesi è statisticamente impossibile che non si sia accorto dell’alimentatore sottodimensionato o che non abbia mai visto la banda nera sullo schermo. Chissà cosa sperava.

Morale della favola: stare alla larga da chiunque includa la frase my loss is your gain nella descrizione di un articolo usato. Anche se alla fin fine sono comunque estremamente soddisfatto del downgrade.

-quack

F.A.Q. sui mondiali per extraterrestri

Jun 17, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Raccolta di domande buffe che ricevo da chi ha deciso per la prima volta nel 2010 di guardare una partita di calcio.

  1. Quand’è la prossima partita?
    Ehm, si gioca tutti i giorni, più di una partita al giorno. Eccoti il calendario (copia del calendario FIFA stampata preventivamente all’uopo)
  2. Chi ha vinto l’anno scorso?
    Ehm, i mondiali si svolgono ogni quattro anni. Quattro anni fa ha vinto l’Italia
  3. Come vengono scelte le squadre che partecipano?
    Approssimativamente il mondo è diviso in sottocontinenti con un certo numero di quote. Di solito la squadra ospite e quella campione del mondo partecipano automaticamente. Siccome i campioni in carica sono italiani, quest’edizione l’Italia ha dovuto qualificarsi come le altre.
  4. Ma come, la partita è finita in un pareggio. Ma non si va avanti ad oltranza?
    Le prime tre partite sono giocate in otto gruppi di quattro squadre tra cui si qualificano le prime due. La vittoria vale tre punti, il pareggio uno.
  5. Su che canale le danno? Non l’ho trovato sul sito della FIFA
    Figliuolo, ci sono almeno quattro diversi provider TV negli USA. Come pretendi che la FIFA, che annovera più nazioni dell’ONU, possa sapere provider per provider e nazione per nazione su che canale la daranno? Ma consulta la guida locale e filtra per “sport”. Si giocano non più di tre partite al giorno, non è mica difficile….
  6. Però è buffo che i mondiali si giocano ogni quattro anni…
    Figliuolo, la FIFA annovera più nazioni dell’ONU, ecc. ecc.
  7. Secondo te chi vincerà?
    Prima di guardare una singola partita avrei pensato all’Argentina. Guardando i polmoni che giocano in Spagna, Brasile, Inghilterra penso che la Nazionale almeno in finale ci può arrivare.

Tutte autentiche grazie ai tanti extraterrestri in giro per il Campus.

-quack

Download consigliati: Giugno 2010

Jun 14, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Recensioni #Software

Un paio di applicazioni interessanti che secondo me vale la pena segnalare.

Nitro PDF Reader: ne ho provati tanti di lettori PDF per Windows quando ho deciso di  abbandonare il reader bloatware gratuito di Adobe; all’epoca – e parlo di diversi anni fa – il solo reader richiedeva 100MB e passa. Per motivi pratici e di principio son passato a provare Foxit, che era così piccolo da poter essere contenuto sui defunti floppy da tre pollici e mezzo (una prece!). Poi son cominciati i problemi di sicurezza e anche Foxit non ne è uscito molto pulito… ed ha cominciato a gonfiarsi, gonfiarsi pur imageessendo incompatibile con i PDF dei francobolli elettronici delle poste ammerigane. Ho scoperto l’esistenza di Sumatra PDF, anche questo moooolto piccolo in termini di spazio (lo spazio su disco non è il vero problema; è la differenza tra caricare 2MB e 100 e passa in memoria durante il lancio che dà fastidio) ma anche questo incompatibile con i famigerati francobolli. Nitro PDF reader sostituisce anche quella categoria di applicazioni che sono le stampanti PDF: in passato mi piaceva tanto PDFCreator tra l’altro anche open source, poi l’avvento di Vista e il ritardo con cui è stata messa una pezza ai problemi di compatibilità mi ha fatto passare alla concorrenza. Ora con un unico pacchetto entrambe l’esigenze sono soddisfatte. Poi ci sono delle feature molto carine come la possibilità di sovraimporre una firma digitalizzata e altre cosucce niente male e una UI basata sui Ribbon. Nonostante sia una versione Beta, devo dire che si comporta mooolto bene. E i francobolli? Funzionano!

Un’altra applicazione che ha ridotto un po’ la nostalgia da Mac se così si può definire è image SuperCopier. Il file copy engine di Vista/Windows 7, per quanto abbastanza evoluto, soffre di una lacuna molto particolare: non esiste la possibilità di accodare le operazioni di spostamento/copia di file come avviene automaticamente in OSX. Questo significa che operazioni multiple finiranno per contendersi la banda in scrittura risultando in un tempo totale molto più grande della somma dei singoli tempi. Questo diventa un problema quando si tratta di scegliere a mano gruppi di file nelle locazioni più disparate come ad esempio creare una “compilation” di canzoni da esportare su chiavetta USB. SuperCopier è in grado di raggruppare/accodare le operazioni sul file system in base al dispositivo di destinazione ma settando le varie opzioni si può configurare il tutto a piacimento. L’interfaccia stona un po’ con quella del resto del sistema, ma tutto sommato per questo tipo di utility si tratta di un inconveniente davvero minore. Plus: supercopier è open source. In passato ho provato TeraCopy ma mi è sembrato un po’ overwelming in tutte le sue opzioni spiattellate in faccia.

Entrambi sono applicazioni gratuite e meritano un posto d’onore nella pagina dedicata. Consiglio finale: accattatevill’

-quack

ueb tu o: trenitalia

Jun 13, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Sono quasi dodici anni che vivo nel continente nuovo ma ancora casco come un pischello nella trappola dell’immigrato: aspettarmi che i “più importanti” siti italiani funzionino almeno come il sito del “tabaccaio sulla quarantesima”. Puntuale stavolta sono finito nelle grinfie di trenitalia.

Il sito ti accoglie con una pagina rassicurante che non lascia assolutamente intravedere l’intenzione sadica del designer. A livello di usabilità è peggio di una martellata continua sui testicoli. Lo use case è quello di prenotare una cuccetta sul Bari-Milano delle 22:59.

Si inizia tramite la ricerca via partenza-destinazione e si viene presentati con una pagina riassuntiva in cui sono visualizzati i costi di prima e seconda classe. Nessuna indicazione visiva sulla disponibilità di cuccette e per curiosità vengo attirato dal pulsante “collegamenti intermodali”. Che sarà mai? Clicco e si apre una pagina che dà all’utente la possibilità di capire, senza poter prenotare, come arrivare da Milano Centrale alla Malpensa. Nessun pulsante di ritorno e per tornare indietro clicco quello del browser. Noto il pulsante “dettagli per selezione”, pensato secondo la logica scegli prima il treno e poi ti dico che servizi ci sono. Tali servizi sono mostrati in loco ma tramite una legenda (?). Dopo di che penso a prenotare il treno opportuno e scegliere il tipo di cuccetta: la logica è sempre la stessa, dimmi cosa ti interessa e ti dico se c’è posto. Mi ricorda tanto un cellulare Motorola che avrà venduto in tutto quattro esemplari e che funzionava pressappoco così:

utente: salva contatto
cellulare: indica posizione in memoria
utente: 42
cellulare: posizione occupata; indica posizione in memoria
utente: tasto fanc*lo

Una volta individuato come un topo in un labirinto il percorso ideale, clicco il pulsante acquista. Sei registrato? No! Allora registrati qui, nome, cognome, ecc. Al termine della registrazione non è più possibile accedere alla prenotazione scelta. Bisogna ricominciare da capo e l’assurdità è che mentre lo user name è case sensitive la password non lo è. Dei genii.

Rifaccio la prenotazione, spiego che il biglietto è per un’altra persona. Clicco su pagamento e per colpa mia (maledetta dislessia) scelgo “Carta Amica/Carta sì” invece di “Carta di credito O prepagata” (non avevo letto la disgiunzione). Finisco su un sito terzo per il pagamento con il certificato HTTPS non valido: MA CHI SONO QUESTI FOLLI? Mi fido lo stesso ma ovviamente la mia VISA non è una carta amica, il pagamento non va a buon fine e anche in questo caso finisco in un vicolo cieco senza un back-link. Ho dovuto ricominciare da capo, procedo per il checkout e nel “carrello virtuale” ritrovo due prenotazioni. Ne cancello una mi avvio al pagamento e sul biglietto compare il nome sbagliato. Ennesimo tentativo, controllo stavolta la presenza del nome giusto, mi avvio verso il checkout aspettandomi due prenotazioni ma in questo caso ce n’è una sola. Scelgo il pagamento con carta di credito, la banca esercente espone il logo “verified by Visa” che mi tranquillizza parecchio; inserisco gli estremi della carta di credito, incredibilmente sono all’ultimo passo, la carta di credito mi chiede la verifica ma…. nessun responso, vengo rediretto alla pagina della banca in cui devo inserire di nuovo tutti gli estremi: numero, scadenza, ecc. Penso di aver sbagliato la password Visa, questa volta scelgo la via dei dati personali, sembra fatta ma di nuovo mi ritrovo sulla pagina della banca con l’importo da pagare. Durante tutti questi tentativi un timer minaccioso concedeva solo 15 minuti per completare la transazione, me ne rimangono appena otto e decido per un vaffanc*lo globale: volevo solo comprare un biglietto mica partecipare all’ultima trovata sadica di Jocelyn.

Un sito così neanche le ferrovie dello Zimbabwe…

-quack

Pacman call

Jun 10, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Google #Video

La signora mi fa molta tenerezza e dà un’idea precisa sulla varianza dell’utenza media di internet. A posteriori il giochino di Google è stata una pessima idea.

-quack

Diversamente vero #1

Jun 8, 2010 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Google #Privacy #Security

WebKit is “Work we did at Apple” (Steve Jobs, 2 Giugno 2010).
Peccato che per come l’abbia lasciato intendere Apple non ha ‘inventato’ Webkit da zero. Ha però contribuito in maniera fondamentale.

The first phone to implement multitasking (Steve Jobs, 7 Giugno 2010)
Ovviamente l’affermazione è verissima se si considera che è il primo telefono a implementare il multitasking in maniera “corretta”, dove “corretta” è come piace a Steve Jobs. Mi ricorda tanto la battuttaccia di Benigni su papa Wojtyla definito all’epoca “il miglior papa polacco vivente al mondo residente a Roma”. Ovvero quant’è facile essere i primi ed i migliori in un insieme fatto da se stessi soltanto.

'Fragmentation' is a bogeyman, a red herring, a story you tell to frighten junior developers. Yawn (Dan Morrill, 21 Maggio 2010)
Sì, certo come no. Le storie horror di chi deve sviluppare per 4 versioni diverse moltiplicate per tre o quattro UI diverse sono frutto di pura fantasia.

The wi-fi sniffing was accidental (Google 14 Maggio 2010)
Chissà perché Google ha una tendenza atipica ad inciampare coi problemi di privacy. Scava scava… si scopre che lo sniffing non solo era stato volontario ma addirittura brevettato. Per maggiori informazioni sull’argomento consiglio il dibattito in corso su IdentityBlog.com

-quack

Bonus:

The world is moving to HTML5 (Steve Jobs, 1 Febbraio 2010)
Parafrasando un mitico quartetto: se il mondo somiglia a te, noi siamo in pericolo.

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