Io Fumo Windows

Nov 4, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Almeno stando a Stallman.

Stallman (fonte)

A giudicare da cosa si fumi in altri ambienti per sparare cazzate madornali come quest’altra:

For those that decry the constant prediction of the “year of the Linux desktop” I am happy to say that next year Linux may actually ship on more desktops than Windows or the Mac. That is right, I said next year. What is driving this? Two words: fast boot.

devo dire che poteva andarmi molto peggio.

Fumate Windows. Nuoce molto meno alla salute.

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P.S. ho ricambiato di nuovo l’editor dei commenti. Dovrebbe essere moooolto meglio. Grazie per la pazienza.

Laptops are weird

Nov 4, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Vignette

Laptops

Essere fotografati da una vignetta di XKCD è divertente. Ma anche triste

E a proposito di vignette sono notevoli anche le ultime di Joy of Tech, tutte incentrate intorno a SteveJ & Apple:

Notes on the new Apple Notebooks
Firewire and MacBooks
G1 vs. IPhone
Where your Apple Tax goes

Tutte prontamente archiviate nella pagina delle mie preferite di tutti i tempi.

-quack

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Heisenbug

Nov 2, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Codice

Mi sono imbattuto nella definizione geniale (anche se leggermente scorretta) di questo tipo di baco. Geniale in quanto è bastato il nome per capire esattamente di cosa si trattasse: ovvero di bachi che cambiano il loro comportamento se osservati attraverso il microscopio di un debugger (di solito hanno a che vedere con l’inizializzazione delle variabili). Wikipedia fa le pulci a questa definizione osservando che tale tipo di effetto è conosciuto come l’observer effect, ma è spesso confuso appunto con il principio di indeterminazione di Heisenberg.

Ravanando in giro si può scoprire l’esistenza di altre tipologie di bachi legate ad effetti ben noti nel mondo della fisica:

  • il Bohr bug, che si manifesta puntuale come una cambiale
  • il Mandelbug, le cui cause sono così oscure che causano comportamenti caotici e non deterministici
  • il Schroedinbug, che rimane dormiente fino a quando non si manifesta per un motivo insolito e non smette più di manifestarsi

-Enjoy!

G1 one week after

Oct 30, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Google #Hardware

Come avevo preannunciato segue una piccola review del G1, a cui ne seguirà un’altra dopo il primo update del software di sistema

Usabilità: Molto buona. Superiore all’iPhone/iPod Touch per la parte musicale; creare playlist al volo è facilissimo, settare un mp3 come suoneria è banale, ecc. Stessa cosa per il resto dell’interfaccia anche se con qualche eccezione: ci sono due modi per simulare il tasto destro che portano a menù contestuali diversi. Questo richiede un po’ di sforzo mnemonico per ricordare o capire dove può essere un determinato setting. Positivissimo: non occorre nessuna applicazione particolare per gestire l’Android via USB. Viene semplicemente gestito come un qualsiasi drive USB. La trackball è veramente utile e sopperisce a eventuali lacune del touch screen (ma non ho ancora rimosso la plastica protettiva, non sono riuscito a comprarne una nel frattempo)

Feature: ci sono tutte quelle che ci dovrebbero essere a parte la connessione con Outlook/Exchange e il tethering.

Qualità audio: non uso molto la parte telefonica ma mi sembra decente.

Perplessità: l’Android Market comincia a popolarsi di applicazioni simpatiche ed utili, ma il fatto che sia obbligatorio usare una licenza open source credo stia spaventando i grossi produttori. Nessuna applicazione è a pagamento ma questo lo vedo più un male che un bene (c’è qualche applicazione nell’Apple a pagamento che mi sarebbe piaciuto comprare)

Peccati di gioventù: ce ne sono diversi alcuni molto irritanti. La Mail POP3 non funziona correttamente (l’IMAP sì ma altri lamentano il contrario); se si stacca il telefono dalla USB alcune applicazioni non riconoscono più la memory card e tocca riavviare; non c’è nessun modo per chiudere le applicazioni (o non l’ho ancora trovato) e dopo un po’ di navigare l’esperienza degrada; l’accelerometro non è preso in considerazione nell’orientamento della UI.

Bluetooth: qualche baco durante una chiamata ricevuta (mi è apparso null al posto del nome del chiamante sul display dell’autoradio). Chiamare e ricevere chiamate funziona decentemente. Il riconoscitore vocale (call casa) funziona ‘na cifra.

Exchange: nota dolentissima. Nessun supporto ad Exchange. Le applicazioni di terze e quarte parti per sopperire sono messe molto male: ho sincronizzato i miei contatti via Funambol e mi son ritrovato con una rubrica inusabile; un sacco di voci inutili, un incredibile numero di duplicati. ContactSync non sembra gradire le mie credenziali. Alla fine ho deciso che farò da me. Ho trovato il classico uovo di colombo, la soluzione semplice che posso buttare giù in 50 righe di C# circa che mi permetterà di sincronizzare contatti/calendario exchange con quello di GMail dopo opportuno passaggio di filtratura anti-anti-privacy. Che google scopra che ho un appuntamento con la misteriosa Gina non me ne può frega’ de meno.

Durata batteria: nella norma. Un paio di giorni con uso normale (non faccio/ricevo molte telefonate), un po’ meno se con abuso di EDGE/G3/Wi-Fi. Diventa secondario se si considera che la batteria è facilmente sostituibile.

Si dice che l’aggiornamento è già in corso. Seguiranno approfondimenti post-update.

-quack

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Rumore assordante

Oct 28, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Windows

Oggi non si riesce a lavorare…

C’è un rumore assordante come di fotocopiatrici in fase di riscaldamento. Qualche collega in California dice che il rumore lì è molto più assordante e confermano l’impressione delle fotocopiatrici in array pronte a studiare ad uno ad uno i bit della M3.

Lavavetri a cupertino :)

Chissà se a Cupertino una macchina del tempo l’hanno comprata già.
Peccato che nelle tante recensioni qualche figaggine non ha ancora fatto capolino. È ancora presto of course, oggi è il primo giorno appena. Lascerò ai veri recensori fare il loro mestiere, sono troppo di parte per essere obbiettivo. Poi se sarà il caso dirò la mia.

Is Windows 7 a major or minor release? So from a technical standpoint, Windows 7 is a minor upgrade. From a usability standpoint, however, Windows 7--like XP--is a major upgrade, one that erases problems with its predecessor and brings with it a slew of new capabilities, most of which are quite welcome, and some of which are laugh out loud excellent. (fonte)

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Vista WinPE su chiavetta USB in 10 minuti o meno

Oct 27, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Tempo fa ho indicato la procedura su come ottenere una chiavetta WinPE bootabile, ma la procedura stessa mi è sembrata troppo laboriosa. Ho cercato diverse scorciatoie e per caso mi sono imbattuto in un post che mantiene quanto promette: “Easiest Bootable WinPE on a USB stick - 10 mins max.... and only needs 120Mb or so” (Update: il link è morto nel frattempo ma le istruzioni riportate qui sotto sono valide)

Praticamente si tratta di scaricare un tool per portatili HP che con la semplice pressione di un pulsante si occupa di quanto è necessario perwinpe creare una chiavetta USB.

Nel post originale si consiglia di cancellare alla fine il file *.ibr nella root de l drive bootabile. Spiega anche che il file \IBRPE\thinstate.cmd viene automaticamente invocato subito dopo il boot e può essere modificato a completo piacimento.

Il tool è gratuito e la chiavetta USB risultante funziona anche su macchine non-HP.

Siccome è fikus e gratuito il consiglio è sempre il solito: accattatavill’

-quack

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Sul buon uso di un capo

Oct 27, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Svelo il mistero di ieri.

Tempo fa ho cominciato la collezione dei quartini celebrativi. Senza impegno mi son accorto che ho in realtà cominciato ben 8 anni fa. Poi ho nascosto il raccoglitore comprato ad una svendita per 3$ e la collezione è finita nel dimenticatoio fino a quest’estate. Ho ritrovato il raccoglitore per caso e mi son accorto che di monete ne mancavano più di trenta. Quando ne mancano così tante è molto facile progredire e in un mese sono arrivato a -15.

Poi il mio capo è venuto nel mio ufficio e mi ha chiesto se stessi facendo la collezione e se avessi per caso una Alaska extra (messa in circolazione ad Agosto). Gli ho detto di no e che mi mancava ben più dell’Alaska per completare la mia di collezione e lui si è offerto di darmi una mano. Gli ho dato la mia lista e mi ha letteralmente stupito con un ritmo di 2 o 3 monete al giorno.

A questo punto mi ha incuriosito: più o meno traffichiamo in maniera simile, tra pranzi e caffé giornalieri; eppure con tanto impegno non sono riuscito a fare meglio di lui. Fino a quando gli ho chiesto il suo segreto che come in un gioco di prestigio una volta svelato rende la magia meno tale. Lui semplicemente nei momenti di pausa forzata (deve fare 10 mila passi al giorno) va nelle kitchenette provviste di distributore automatico, inserisce una certa quantità di quartini e preme il pulsante di restituzione. La cosa interessante è che i distributori automatici qui in U.S.A. restituiscono monete diverse da quelle inserite come in genere ho visto fare altrove. Praticamente 3 o 4 volte al giorno il mio capo prende la mia lista, preleva un mucchio di quartini che ho lasciato a disposizione sulla mia scrivania e si diverte a cambiarli nella macchinetta.

Ad oggi mi mancano solo Missouri, Illinois ed Hawaii (in circolazione dal prossimo 3 Novembre).

Missouri Illinois Hawaii

(sorry per la banalità del quiz, ma non si dica che non ho avvisato )

Suspense!

Oct 26, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Altro quiz ispirato ad una delle “rubriche” della Settimana Enigmistica, in realtà più simile a quello dei fagioli della Raffa in TV. Il giusto teaser per il weekend che volge a termine

Cosa accomuna: Missouri, Illinois e Hawaii?

  • Non sono gli stati USA che ho visitato, ne quelli che non ho ancora visitato
  • Il legame non è di tipo geografico, politico o culturale
  • C’è un legame tra gli stati, il sottoscritto ed il 2008

Qualche indizio seguirà prima della mezzanotte PST. Poi domani la soluzione sarà rivelata.

(chiedo venia ai partecipanti ma si tratterà di una banalità)

-quack

Resource Hog

Oct 25, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Windows

Una delle tante litanie dei “droni” è che Vista è un mangia risorse incredibile. È chiaro che i minimun requirements per Vista debbano essere per forza di cause maggiori superiori di molto ad un OS rilasciato 5 anni prima; anche perché se la potenza di calcolo di un Core2Quad viene tenuta sotto lo 0.1% e lanciare un’applicazione di uso quotidiano spreca preziosi secondi, molto senso non c’è. Insomma what Intel giveth, Microsoft taketh away.

La cosa buffa è che i requirement minimi di Vista sembrano molto simili a quelli di MacOS. Infatti 3 cose sono molto importanti se si vuole vedere girare Vista:

  • un processore decente (1 Ghz o più)
  • una scheda grafica decente (DirectX 9.0 o più, possibilmente con 128MB di RAM dedicata), ma solo per Aero
  • una quantità di memoria adeguata (512MB minimo, 1GB ok, 2GB lusso, 4GB extra-comfort modello limousine)

Ho dato un’occhiata alle specifiche di uno degli ultimi PowerBook basati su PowerPC e ho avuto l’impressione che se Vista fosse stato compilato per PPC ci avrebbe girato “benino”. Infatti gli ultimi modelli venivano venduti con 512MB di RAM, una scheda grafica ATI 9700 DirectX 9 capable, e un processore su cui sempre resterà il dubbio (quando NT veniva compilato per RISC ci girava abbastanza bene). Stessa impressione che ha dato a qualcuno Leopard su G4: gira “benino” ma non consiglierei.

Insomma i requirement di Vista sembrano gli stessi di OSX Leopard, però il primo si è ricevuto la fama di Resource Hog e divoratore di RAM. Per fortuna nel campo dell’informatica quasi tutto è misurabile. E i risultati possono essere sorprendenti:

OSXFootprint VistaFootprint

A sinistra la quantità di memoria occupata da Leopard (583MB) a destra quella usata da Vista (594MB), con una differenza inferiore al 2% ed in condizioni di carico di sistema simili (una canzone MP3, una finestra del browser di default aperta). La differenza più grossa è nella memoria libera. Leopard di 430MB non sa che farsene e li tiene in parcheggio, Vista pensa che possano servire meglio come cache: e se qualcuno non è d’accordo con il caching, alla fine può sempre disabilitarlo.

Sempre in tema di memory footprint, un mio collega mi ha fatto notare l’esistenza underground di versioni di XP superstriminzite. Una con il nome di MicroXP è capace di essere installata in 5 minuti da una ISO di 88MB. Su youtube è presente un video. Ocio che tali versioni di XP fuori licenza d’uso.

Infine un paio di note sulle prove batteria di Anandtech ricavate da discussioni a tavola con qualche collega del team “basso consumo”:

1) le prestazioni di tenuta batteria sono estremamente dipendenti da tutti gli elementi dello stack; se un driver fa il polling continuo del lettore DVD, finirà per impedire il ciclo idle della CPU. Il confronto Vista vs. OSX tramite bootcamp non è pertanto significativo; personalmente aggiungo che vista la mancanza di cura con cui Apple scrive software per Windows non ci sarebbe da meravigliare della presenza di codice “poco ottimizzato” nei driver per Windows

2) il confronto con il Lenovo non è corretto per via delle caratteristiche diverse della batteria e dei consumi dei processori. Le batterie non hanno performance lineari e fare moltiplicazioni e divisioni non ha assolutamente senso.

Come si può fare un confronto serio? Non so neanche se si può; ho visto i risultati di alcuni confronti tra specifiche simili e la variabilità è estremamente alta. In particolare in 2 test “sensati” uno dei modelli si è comportato significativamente meglio del rivale OSX/Apple, l’altro modello si è comportato significativamente peggio (e purtroppo non posso neanche rivelare quali sono i modelli usati). Sarebbe bello se venisse fuori qualcosa di simile a http://www.shareyourscore.com che mostrasse le performance di durata delle varie configurazioni: un parametro in più per scegliere il PC/OS in base alle proprie esigenze.

-quack

Paperinesimo

Oct 24, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Aneddoti #Cazzate

Al papero dà fastidio essere autoreferenziale e ripetitivo; and he is very guilty of that, lo ammette. Però vorrebbe chiarire un paio di cose una volta e per tutte riguardo questo blog Paperinike l’autore ad uso e consumo dei visitatori futuri. Gli abitué, in quanto tali, sanno già che aria tira da queste parti. 

Nonostante tutto il post va preso con molta ironia. Insomma, come direbbe il mitico Raymond Chen: for entertainment purposes only.

Teorema 0: Il blog del papero non è depositario di nessuna verità assoluta
Questo è un posto di perdizione. È scritto nella tagline ed è più di una battuta.  Sembra strano doverlo chiarire: non sa se è più folle chiarirlo o insinuare il contrario.

Corollario al teorema 0: Il papero non è infallibile
Le critiche nel luogo di perdizione sono più che benvenute, come pure opinioni diverse. Suscitano compatimento quando sono totalmente gratuite e cariche di talebanesimo, a la Fantozzi contro tutti.

Corollario al corollario al teorema 0: Il luogo di perdizione non è l’Accademia della Crusca
Anche il papero soffre di ortografite. Se n’è già parlato in passato. Di solito la gente si accanisce sulla forma quando esaurisce gli argomenti o quando addirittura non ne ha in partenza.

Teorema 1: Il blog del papero non è un organo di informazione
Visto il gran segreto con cui si preparano tanti progetti sarebbe paradossale che qualcuno pensi che nel luogo di perdizione si possa leggere qualche “notizia” buona. Ciononostante spera che spunti di riflessione non manchino, insieme a qualche racconto tratto dal quotidiano.

Assioma 0: Al papero non interessa criticare gli altri per sport
Secondo il papero ci sono un sacco di attività molto più interessanti in cui investire il preziosissimo tempo libero. 

Assioma 1: Le passioni informatiche del papero antecedono di parecchio la sua data di assunzione
Il papero si ritiene fortunato di poter lavorare su progetti che reputa interessanti.

I teoremi sono lasciati come esercizio per il lettore; i corollari sono banali una volta dimostrati i teoremi. Per gli assiomi c’è solo la parola del papero. Sorry

-quack

Meeting accademici

Oct 23, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Era da un po’ che mi facevo sfuggire l’occasione per raccontare qualche categoria di meeting. L’ultima in ordine cronologico risale a molto più di un anno fa, durante la quale si parlava di meeting a reazione.lecture

I meeting accademici sono quelli in cui di solito uno parla e gli altri cercano di inventarsi di tutto di più per non ronfare. Nel mio team la cosa capita spesso durante gli “status meeting” data la deformazione di alcuni elementi del team ad assumere atteggiamenti accademici. Per alcuni veterani, incluso il sottoscritto, sentire parlare di cosa succede in determinate fasi del prodotto, subire la paternale sulle cautele da intraprendere, va ben oltre ogni spirito di sopportazione.

Per non morire precocemente di noia ci sono diverse soluzioni:

  • evitare il meeting per cause di forza maggiore; nell’ultimo periodo sono stato estremamente fortunato a causa di una pseudo-influenza, un giuramento da presenziare, una build da sistemare (che è sempre un guaio, ma se capita proprio durante certi momenti ha un suo lato positivo)
  • causare brevi interruzioni con battute, gag o provocazioni per interrompere la monotonia del discorso
  • portarsi una fonte di intrattenimento travestibile da telefonino: uno smartphone, iPhone, ecc. è perfetto

Finora le mie tecniche sono ad ampio spettro. L’ultima è consigliabile solo per i meeting serio-importanti, laddove neanche l’assenza per forza maggiore è tollerabile.

-quack

Trytor

Oct 22, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Google #Hardware

Non sono un traitor (traditore) ma un try-tor.

T-Mobile G1 Android

Ne ho appena comprato uno: meno di 200$ tasse incluse e con un data-plan (che finora non ho mai avuto) con minuti illimitati che mi costerà 15$/mese, sconto corporate incluso.

Vediamo come va con Exchange/Outlook (importanza primaria). La navigazione Web è bella, il trackball è molto funzionale e l’esperienza touch assolutamente decente. In attesa che l’HTC Touch HD si renda disponibile e desiderabile, per un cliente T-Mobile di vecchia data non mi sembra ci sia niente di meglio.

-quack

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P.S. appena mi capita un lettore SD sotto mano, seguirà screenshot del blog come renderizzato da Android.

Update:

CIMG5919

CIMG5918

L’anima del commercio

Oct 21, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Apple

I ‘nuovi’ spot televisivi di Apple sono buffi e devo ammettere divertenti. Se i vecchi spot erano focalizzati sui vantaggi del comprare un Mac, vedi ad esempio questo spot pubblicitario che vuol fare credere che per imparare a collegare un camcorder con un PC via firewire ci vuole un Mac, i nuovi sono totalmente focalizzati sul negative advertising.

Maliziosamente penso: forse perché i nuovi Mac in quanto a nuove funzionalità non hanno più niente da offrire? Forse perché il nuovo corso di Apple non è aggiungere nuove funzionalità ma rimuovere quelle esistenti? (via la firewire, lettore Blue-Ray non pervenuto, lettore multimediale missing in action, lettore di impronte assolutamente inconcepibile, ecc.).

L’ultimo spot segnalato da EnricoC. è forse quello più buffo. Vorrebbe far credere che i 300 milioni di dollari investiti nella campagna pubblicitaria siano una cifra abominevole rispetto a quanto investito nel sistemare “i problemi” di Windows Vista (il marketing Apple vorrebbe far credere 0).

Se si considera che:

  • i problemi più antipatici di Vista sono stati adeguatamente sistemati con il SP1, mentre alcuni problemi seri di OSX ancora persistono dopo il rilascio dell’equivalente SP5
  • i soldi spesi da Apple in marketing per OSX sono in quantità estremamente maggiore di quelli da MS per Vista

ci si verrebbe da chiedere se il sottotesto dei nuovi spot sia “la pagliuzza e la trave”.

Sinceramente, se fossi ancora un utente Mac incazzato per i vari glitch di Leopard, troverei la campagna davvero fastidiosa. Però dubito che Apple sia interessata a coltivare clienti ipercritici o che usano il Piccì per quello che dovrebbe essere, un mero strumento di lavoro. Bastano quei pochi fedelissimi capaci di pagare 2 GB di RAM 10 2 volte[1] tanto il prezzo di mercato:

image

(fonte)

Se dalla pubblicità si dovrebbe capire l’anima del venditore, quella di Apple sembrerebbe abbastanza opaca.

Put more simply, after being exposed as the charlatans they are, Apple responded, as always, in their usual arrogant and libelous fashion. I can see why so many people look up to these guys.

Ciarlatani ed arroganti. Concordo con Paul.

-quack


[1] Non sto scherzando. Fry’s vende un banco da 2GB di RAM per laptop a circa 15$. Ad essere pignoli però non ne ho verificato la frequenza. Newegg.com offre la stessa memoria di Apple a 68$ shipped. (grazie a uncle Scrooge per il link )

P.S. non vendo hardware.

HTML Sanitization

Oct 20, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Ho letto con interesse l’ultimo post di Jeff aka htmlfixCodingHorror riguardo la “disinfettazione” dell’HTML. L’articolo vale la pena di essere letto ed i link valgono la pena di essere visitati.

Jeff conclude il post con una affermazione buona e giusta ripresa da Joel Spolsky:  “If it's a core business function -- do it yourself, no matter what.

Affermazione sulla quale concordo ma che secondo me mal si applica al caso specifico del nuovo sito di Jeff (www.stackoverflow.com). Nei piccoli esperimenti con Blogoo mi sono reso conto che il problema della disinfettazione è molto interessante ma che sbagliare è molto facile. A parte poi il fatto che l’unico core business che dovrebbe essere interessato all’implementazione delle specifiche HTML dovrebbe essere quello del browser. L’HTML se si considerano tutte le forme di canonicalizzazione,  è troppo complicato per essere ridotto a qualche libreria di RegEx.

La mia soluzione è stata di accedere a materiale già disponibile per minimizzare il rischio e il lavoro. Ho guardato a come il meccanismo è stato implementato in altre piattaforme open source & liberal:

  • BlogEngine ha scelto la strada di BBQuote. È la via più sicura, ma anche la più scomoda in vista del fatto che ho sempre desiderato mettere a disposizione un editor HTML come TinyMCE.
  • DasBlog e SubText hanno scelto la strada di supportare un subset di tag HTML usando regular expression come strumento per il riconoscimento dei tag. Non è la soluzione ideale – e ad occhio il codice di SubText sembra migliore – ma buona abbastanza.

Io ho scelto il codice di DasBlog solo per motivi “storici”.

La soluzione di Jeff, simile a quelle di DasBlog/SubText è stata pubblicata su Refactor :my => ‘code’. Il post è stato letteralmente preso d’assalto ed uno dei suggerimenti a firma di Jon Galloway suggerisce l’uso di una libreria pubblica chiamata Html Agility Pack. Bingo!

Ho sperimentato l’Html Agility Pack per sistemare il contenuto di una migrazione da Live Spaces ed è fantastica. Non so se abbia senso per fare Html Sanitization, ma uno dei codici di esempio forniti in allegato si occupa di convertire HTML in testo (rimuovendone tutti i tag) cosa che risulterebbe più accurata dell’attuale pezzo di codice basato ancora una volta su RegEx. Unica perplessità la licenza basata su Creative Commons Attribution-ShareAlike. Qualcuno ci ha scherzato su:

I think the current licensing agreement says that if you perform an interpretive dance about HtmlAgilityPack, then you would have to display the URL somewhere on the stage.

ma il dubbio rimane. Qualche avvocato lì fuori può chiarire cosa significa CC-BY-SA applicato al software?

-quack

Se voi foste il developer - Ottobre 2008

Oct 16, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Prendo spunto dalla settimana enigmistica e la rubrica (?) “se voi foste il giudice” con un quizzillo per programmatori ispiratomi da un libro[1] molto bello (quanto accademico).

Data una stringa in input (S) e un insieme noto a priori di prefissi (xyz, abc, …) scrivere un algoritmo estremamente efficiente che ritorni il prefisso giusto se la stringa S comincia per uno dei prefissi.

Nota: i prefissi hanno lunghezza diversa. Se la stringa matcha due prefissi diversi, restituire il prefisso più lungo.

-quack


[1] Il libro si chiama “Algorithms on strings”: Algorithms on strings

Sipping from the firehose

Oct 15, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Hardware

Qui negli U.S.A. si usa l’espressione per indicare un flusso di informazioni così violento da stordire; letteralmente si traduce con“sorseggiare da un idrante”.

È accaduto ieri; come avevo anticipato in un commento anche se il problema dell’audio gracchiante era completamente risolto volevo vederci chiaro sulla faccenda della latenza. Siccome il mio gruppo (appcompat) fa parte del più ampio gruppo fundamentals che si occupa anche di performance, ho provato a mandare una mail alla ricerca di qualche pro-collega in grado di aiutarmi. Uno di quelli più in gamba si è reso immediatamente disponibile ma in cambio ho chiesto di illustrarmi l’uso degli strumenti di analisi in modo da essere più indipendente in futuro.

Mi ha iniziato all’uso del Windows Performance Toolkit, a cui immagino abbia lavorato direttamente in prima persona.

La sensazione è stata quella di cambiare totalmente la scala di osservazione passando da occhio nudo (Latency Checker) a microscopio elettronico (XPerf). È dai tempi di XP che è in Windows è stata introdotta una quantità di tracing da far paura: ma finché non si vede con i propri occhi non ci si può credere.

Firehose

Al mio collega ho spiegato l’esistenza di DPC Latency Checker mentre continuava a dire “sì sì, queste cose si vedono molto facilmente” davanti ad un me totalmente incredulo (e devo dire che ora mi è chiaro perché di Latency Checker non ne conosceva neanche l’esistenza). Lui ha installato il tool, fatto uno snapshot e concluso: non c’è assolutamente niente che non va. Ergo, Latency Checker è bacato (le sue parole sono state simili a “non capisco davvero come la misurino questa latenza”). Certo il driver della scheda wi-fi non era completamente beneducato, ma coi picchi della figura precedente non c’entra assolutamente niente. A guardare l’output del trace ho avuto per la prima volta la sensazione del sorseggio maldestro.

La seconda volta è successa qualche attimo dopo mentre il mio collega entrava nei dettagli del design del nuovo stack di rete introdotto in Vista. TMI, too much information per i miei gusti e mi sono ripromesso di studiare in dettaglio il capitolo Rete del nuovo Windows Internal di Russinovich.

L’unico problema rimasto è legato all’insonnia. Da un altro scambio di email è venuto fuori che sono molti i driver che anziché autoincolparsi per il causato risveglio, danno la colpa al pulsante di accensione. La mia deduzione, visto che in ufficio la wi-fi non la uso mai, è che la colpa sia appunto del driver 802.11n. O magari del router.

-quack

Cristalli

Oct 14, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Ieri, in occasione di un meeting trimestrale per fare il punto sull’AppCompat e sparlare un po’ come vecchie comari di alcuni OEM, io ed il mio capo siamo stati premiati con due cristalli:

cristalli microsoft

A lui è stato consegnato il cristallo azzurro (5 anni di servizio) a me quello verde (10), con tanto di base sempre in cristallo con incisione del mio nome (avrei preferito il mio pseudomino però ). Peccato che il riferimento ai cristalli di cryptonite non è stato colto al volo. A quanto pare ben pochi sono familiari con questa scena tratta dal film Superman II:

cristallo supermanPer me la somiglianza è a dir poco stupefacente.

-quack

P.S. ufficialmente i 10 anni di servizio li dovrei festeggiare domenica prossima

Fruizione digitale e formati

Oct 13, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #DRM

Cosa rende un qualsiasi formato “paladino della libertà di fruizione passata presente e futura”? È semplice: il luogo di creazione. Qualsiasi formato inventato o supportato fuori dai limiti cittadini di Redmond diventa de facto un formato che garantisce la libertà di fruizione.

La cosa può sembrare paradossale ma la libertà di fruizione non ha niente a che vedere con le diatribe DRM/non-DRM, aperto/chiuso, standard/non-standard. Perché se fosse una questione tecnica, anziché geo-religiosa, ci si stupirebbe dell’euforia che l’annuncio della vendita di 9 milioni di episodi di serie TV in pochissimi giorni ha provocato: «macché pirati, se il DRM è made in Cupertino noi si paga felici e contenti», disse il solito promotore delle libertà digitali altrui. Perché ad usare la pura logica razionale ci si chiederebbe quali problemi possa avere il formato non-standard di Office 2003 che di fruizione in proporzione ne ha avuta molta di più; usando invece il criterio sopra descritto il peccato originale di tale formato è abbastanza chiaro: Made in Redmond.

Visto il tema e visto l’invito di XKCD a “piratare” la sua vignetta, l’occasione ghiotta di provvedere un insolito link non me la lascio sfuggire.

PolemicaMente.

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P.S. Odio l’ipocrisia. E se non lo fosse sarebbe anche peggio.

De latenza

Oct 13, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

…o meglio Dell-latenza.

Durante il week-end ho provato davvero di tutto per cercare di capire la provenienza dei picchi di latenza regolari come un battito nervoso. Non ci sono riuscito; o meglio: ho eliminato tutte le possibili cause (ho pure sostituito l’Hard Disk con uno senza accelerometro! Ma quanto Hardware di scorta ho in queste quattro mura?!?) riducendole ad un minimo striminzito tra BIOS e chipset.

Ho passato un paio d’ore in compagnia virtuale di alcuni simpatici DELL customer rep in India cercando di individuare cosa potesse essere. Alla fine ci siamo arresi e mi hanno proposto di restituire il laptop in riparazione. Non hanno creduto alla teoria del BIOS bacato visto che secondo il loro Bug Tracking System l’ultimo BIOS è completamente immacolato: non hanno voluto neanche accettare la logica che anche i BIOS precedenti erano considerabili immacolati fino a quando qualcuno ha avuto da lamentarsene.

Insomma stavo per accettare la disfatta, impacchettare e salutare il mio DELL per qualche giorno o per sempre. Pensavo infatti che se il problema fosse endemico del modello o del BIOS non c’era altra scelta che considerare un altro modello che avesse le stesse caratteristiche. Il nuovo Dell Studio 1537 sembrava già appetibile con il suo chipset Centrino 2 e un BIOS diverso (e magari meno bacato), ma quei pazzi che gestiscono la matrice delle configurazioni dei Dell non hanno pensato ad un display a LED equivalente: unica alternativa ridurre ulteriormente la risoluzione da 1440x900 a 1280x800; ho quindi cominciato a guardare attentamente le specifiche dell’XPS M1530, simile sia per design che per caratteristiche, ma le due schede grafiche NVidia disponibili sono tra quelle che risultano bacate (8400GS, 8600GT); di tentare la fortuna proprio non me la sento.

Stanco e spazientito alla fine mi sono guardato un film sullo stesso laptop e con le cuffiette (The lives of others; stupendo). Questa volta però neanche un minimo glitch audio. Ho provato diversi MP3: stesso risultato. Ho ricontrollato i picchi di latenza, non si sa mai durante tutta la caciara qualche update avesse fatto il miracolo, ma sono tuttora presenti. In poche parole uno dei tanti tentativi ha eliminato il fastidioso click audio che a questo punto devo dedurre non avere niente a che fare, nello specifico caso del mio laptop, con i picchi. La mia ultima teoria è che essendo il microprocessore dual-core è possibile che tale latenza sia completamente gestibile senza problemi. A quanto pare una delle bande radio della scheda wireless integrata dà problemi di interferenza con l’audio. Per fortuna il driver permette di disabilitarne alcune in maniera selettiva e quella da disabilitare è la banda wireless più inutile che esista (la banda del 802.11a). Soluzione trovata quasi per caso cercando informazioni utili in giro.

Vado a letto contento che non devo più rispedire questo portatile al mittente e che Dell si è dimostrata ancora una volta super-professionale nel suo supporto coi clienti come ne conviene pure il nonno;  a parte qualche piccolo trascurabile inconveniente durante la sessione di assistenza remota che mi ha dato l’occasione per la prima volta di provare il ruolo dell’assistito. Ora sono (quasi) pronto per affrontare un’altra settimana lavorativa, più eccitante che mai.

-quack

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Spam fighting

Oct 10, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Link

In questi giorni sembrava che gli spammer stessero avendo la meglio e già avevo cominciato a spulciare fuori i miei libri di statistica in cerca di una buona implementazione dei filtri Bayesiani. In realtà il non plus ultra della lotta allo spam rimane il cosidetto Honeypot Captcha[1]; nella mia penultima implementazione avevo semplicemente commesso e ricommesso una piccola ingenuità: invece che attaccare lo style:hidden ad un elemento wrapper (span o div) l’avevo reso inline nella textbox e a quanto pare i bot sono già attrezzati a riconoscere questo tipo di inganno; ora che ho ripristinato l’implementazione originale usando un elemento span i bot ci stanno ricascando ed io mi sento letteralmente più leggero. 

Una raccolta delle migliori tecniche per combattere lo spam (anche per i trackback che, condividendo l’opinione di Jeff, considero totalmente fallati) è contenuta in questo post che parla di SubKismet una libreria .Net open source dedicata a tale sforzo.

Non c’entrano un tubo con il post, ma non credo meritino un post a parte, le seguenti letture consigliate per il weekend:

Il mio grattacapo per il weekend è invece questo problemino di latenza che affligge il mio Dell Studio e forse anche la mia nuova motherboard Gigabyte:

snipped

quando si dice essere nati sotto una buona stella. Il ringraziamento (?) va ad Edward che mi ha fatto scoprire l’esistenza di DPC Latency Checker. Non lo consiglio, a volte l’ignoranza è una benedizione

-quack


[1] Sono venuto a conoscenza di questa tecnica tramite il tanto chiacchierato plugin per WordPress Hiddy. Però siccome il post di Phil Haack predata di qualche settimana il rilascio di Hiddy (coincidenza? può essere…) non me la sono sentita di affibbiare la paternità dell’idea a Hiddy.