A Ovest Di Paperino

Welcome to the dark side.

  • Habemus contractor

    Finalmente abbiamo assunto l'ultimo dei tre contractor, ovvero persona impiegata a progetto a tempo determinato, che serviva per il nostro nuovo progetto super-segreto.

    L'accento è sulla parola finalmente.

    Finalmente perché le statistiche sono state contro questa assunzione che si protrae da diversi settimane: per ogni set di cinque curricula buoni, solo uno passava lo screening iniziale. Per ogni set di cinque candidati che superavano lo screening, solo uno fittava la posizione richiesta come un guanto. Ed il penultimo candidato ha avuto qualche problema ortogonale ed è stato scartato (non so e non voglio sapere cosa abbia combinato nella sua vita precedente). Fatti i calcoli per tre posizioni abbiamo ascoltato/intervistato/interrogato una media di 100 persone in due mesi o meno.

    Finalmente perché certi curricula sono gonfiati come una combinazione soda + mentos. Se n'era accorto anche Jeff.

    Finalmente perché la persona che dovrà dirigere il progetto è andata allegramente in vacanza lasciando il compito di colloquiare a tre poveri sfigati, divisi in uno screener telefonico e due intervistatori [quasi]-live. Se si calcola che il tutto si è svolto in 8-10 settimane si può capire come la crisi di identità personale (chi sono e cosa voglio) è stata più volte paventata; e dopo questo rush intensivo, questo ruolo è diventato per me un po' demodé.

    Finalmente perché, la coordinazione di tutto questo, ha fatto traballare un po' quello che dovrei fare per stipendio. Per fortuna c'è stato anche Natale. O sfortuna?

    Finalmente perché nei corridoi si può tornare a parlare di altro, anziché del problema Kanji:

    a) An ASCII character is one byte long and the most significant bit in the byte is always '0'.
    b) A Kanji character is two bytes long. The only characteristic of a Kanji character is that in its first byte the most significant bit is '1'.

    Now you are given an array of a characters (both ASCII and Kanji) and, an index into the array. The index points to the start of some character. Now you need to write a function to do a backspace (i.e. delete the character before the given index).

    Finalmente perché, a valutare una risposta al problema "bastardo" di cui sopra, non ci devo più neanche pensare. Stick out tongue

    -quack

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    P.S. il problema Kanji è solo un esempio. I contractor vengono assunti in base all'esperienza nel dominio del problema da risolvere. Wink

  • Quattrocento lire

    Ci sono pochi film che possono essere rivisti migliaia di volte di seguito. "Il pap'occhio" è uno di questi. La scena che segue è tratta dal mitico film di Arbore che ha lanciato anche Benigni. La voce di San Simeone è quella dell'ingegner Luciano De Crescenzo.

    L'audio è fuori sincronia ma il clip rimane tuttavia godibilissimo.

    Enjoy!

  • Gioco quadridimensionale

    Gioco quadridimensionale

    -enjoy

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  • Guerra fresca

    A dire la verità se ne sentiva davvero la mancanza a furia di sentire sempreReligious Wars, image (c) 1993 Steve McConnell gli stessi ritornelli.

    Parlo di quella di WordPress vs. Graffiti che, nonostante imparentata con quella di PHP vs. .Net (come se una guerra fosse davvero possibile[1]), sembra alquanto interessante e ricca di colpi bassi (...I’d rather slit my wrists than use IIS, ASP.NET, or SQL Server, for example...).

    L'elenco si allunga.

    -quack

    Technorati Tags:


    [1] la mia opinione è fortemente influenzata dalla relativa facilità di scrivere codice in condizioni impensabili ("an ORM layer while blindfolded, upside down and with both hands tied behind the back" [cit.])

    PS la citazione, proveniente da uno dei meeting di WinFS, merita una storia a parte

  • RDS gadget

    Beppe mi ha trasmesso la passione per RDS, una radio con un buon mix di canzoni Italiane, straniere hot e cazzate. Mi ha pure mostrato un piccolo gadget per ascoltare le webradio via sidebar di Vista, tanto comodo in ufficio, ma mentre lo cercavo online mi sono imbattuto in un piccolo gioiello: Perfect Radio, un gadget quasi perfetto, ma piccolo, comodo con la regolazione volume e solo quanto serve: dulcis in fundo, come tutti i gadget, gratuito.

    PerfectRadio

    Unico neo il fatto che il toolino non permette la configurazione delle stazioni. Basterà farlo a mano, editando il file in C:\Users\<nomeutente>\AppData\Local\Microsoft\Windows Sidebar\Gadgets\PerfectRadio.gadget\stations.xml

    Il mio è diventato semplicemente:

    image

    ma nulla vieta l'aggiunta di altre stazioni. Smile

    Cosa manca? Il link al gadget. Eccolo.

    -enjoy!

    P.S. è ricominciato il lavoro ufficiale e pure la sfiga: causa tempesta di vento un ramo abbastanza "robusto" si è accartociato sulla mia macchina ammaccandola. Il buon giorno si vede ancora dal mattino?

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  • Duemila8

    Basta con i buoni propositi. Questo è quello che accadrà o sta già accadendo.

    • Addio Google. Per le ricerche passo - anzi sono già passato - a Scroogle. Stessi risultati senza i miei dati in cambio. Addio pure Google Notebook (rimpiazzato presto ad una applicazione ASP.Net ad hoc: una cazzata insomma) e spero addio pure a Google Reader un po' più complicato da rimpiazzare.
    • Una nuova piattaforma di blog in arrivo, grazie anche a Beppe.
    • Il corso di nuoto.
    • La cittadinanza ammerigana (?). Un altro passo è stato fatto ieri, 31 Dicembre. Se non ci sono intoppi potremo votare alle prossime presidenziali. Si accettano suggerimenti

    Altre novità dovranno attendere tempi migliori.

    SpaceNeedle2008

    (sopra: i problematici fuochi artificiali di quest'anno)

    -quack

  • Commento sul 2007

    2007: well, that sucked.

    Buon anno.

  • Privacy e paradossi

    Surprise, surprise, surprise. Profetico? No il corso di certi eventi è semplicemente inevitabile.

    Privacy

    -quack

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  • Somme algebriche

    I problemi con i PC sono come le correnti in un nodo: la somma algebrica è costante e magari fosse zero. In una puntata precedente erano rimasti sospesi due problemi o presunti tali. Quello dell'abbonamento di OneCare, che risultava erroneamente scaduto, e quello di un hard-disk che sembrava difettoso.

    Il primo è stato risolto come "fixed" con 2 mesi di abbonamento gratis per l'impiccio:

    There was a technical issue due to which your subscription was cancelled. This issue has now been fixed; we have extended your subscription and it will now expire on December 21, 2008. We apologize for this inconvenience, and thank you for being a Windows Live OneCare customer.

    Il secondo invece è stato risolto come "by design". In effetti sembrava che certe operazioni ci mettessero tanto perché tra l'avvio dell'operazione e il completamento c'era sempre di mezzo un periodo di sleep. Ed io chissà che mi pensavo.

    Per due problemi che vanno, due problemi che arrivano. Uno riguarda Windows Home Server ma questo post mi rassicura un po' almeno fino al rilascio della patch ufficiale; la paranoia intanto è alle stelle. Il secondo riguarda le previous versions e qualche interazione strana con OneCare (ancora tu?!). Di più appena io stesso ci vedo chiaro.

    Forse vale la pena giocare qualche numero al lotto. Suggerimenti?

    -quack

  • TPM e bitlocker

    bitlock Nella "puntata" precedente ho raccontato come funziona il secure boot su una Trusted Platfrom (TP). Bitlocker è una feature di encryption "tombale" introdotta con Vista per arginare il fenomeno del trafugamento dei dati via furto dei laptop. Bitlocker, per funzionare, non richiede la presenza del TPM ma laddove esistente ed abilitato ne può fare uso. In questo post farò ampio uso di terminologia (es. sealing, PCR) introdotta nella puntata precedente.

    Bitlocker funziona in maniera piuttosto semplice. Innanzitutto divide la partizione principale (es. C:\) in due partizioni "asimmetriche". Una piccolina e destinata a contenere il minimo indispensabile verrà usata per fare il boot (di solito chiamata S:\); l'altra verrà usata per contenere tutto il resto del contenuto originale di C:\. Nella versione attuale Bitlocker non permette di sigillare drive non di sistema (D:\, E:\, ecc.).

    Splittata la partizione di sistema, l'attivazione di Bitlocker avviene in due fasi: la creazione di una chiave simmetrica e successiva criptazione del drive C:\ con tale chiave simmetrica. La chiave simmetrica, che va sotto il nome di Volume Master Key (VMK), può essere memorizzata in due diverse locazioni: in assenza di TPM può essere archiviata su chiave USB[1]; laddove il TPM è presente la VMK viene "sigillata" e salvata sul drive S:\

    Una copia della VMK (recovery) viene generata per dare la possibilità di sbloccare il boot laddove succeda legittimamente qualcosa che possa prevenire l'un-sealing della VMK (esempio: installazione di hardware che cambia la configurazione del BIOS). Ovviamente il consiglio è di stampare la chiave di recovery e tenerla chiusa in un posto "tranquillo": il parallelo è con la copia della chiave di casa.

    La criptazione del drive avviene in background grazie al low priority IO e in maniera safe. L'algoritmo basato su AES, la cui interessantissima descrizione è contenuta in questo paper in inglese, è sector based: il SO è in grado di distinguere quali settori sono criptati e quali no, nel caso un evento esterno possa interrompere il processo di criptazione.

    In aggiunta alla chiave simmetrica è possibile proteggere il boot tramite PIN. Tali impostazioni sono poi forzabili a livello aziendale via group policy.

    Per ulteriori approfondimenti consiglio una visita al System Integrity Team Blog da cui cito un paio di post interessanti:

    Possibili FAQ:

    Quale differenza c'è tra tenere la chiave di volume (VMK) su pendrive e fare uso di TPM?
    Aldilà di una questione soggettiva di praticità, solo un TPM può garantire che il sistema è integro tramite il meccanismo di secure boot.

    Cosa succede se il sistema non si riavvia e chiede la chiave di recovery?
    Questo può accadere per svariati motivi, uno dei quali la modifica legittima di impostazioni del BIOS, l'aggiunta/rimozione di hardware, installazione di un menù multi-boot, ecc. Una volta inserita la chiave di recovery, il sistema si avvia e a questo punto basta disattivare/riattivare Bitlocker per rigenerare l'impronta del sistema con le nuove impostazioni. Dal successivo riavvio la chiave di recovery non sarà più necessaria. Un'altra possibilità, per evitare questa noiosissima operazione in caso di frequenti cambi di impostazioni (es. il Sony Vaio ha uno switch stamina-performance che cambia le impostazioni nel bios), è quella di indicare esplicitamente i registri PCR da usare per il sealing della VMK. Questo si può fare con i seguenti via gpedit.msc -> Administrative Templates - Windows Components -Bitlocker Drive Encryption -> "Configure TPM Platform Validation Profile"

    I dati criptati con BitLocker sono inviolabili?
    Assolutamente no. BitLocker usa algoritmi pubblicamente documentati e attacchi di forza bruta sono sempre possibili. BitLocker è un deterrente eccezionale per il trafugamento di dati ma non è un espediente magico contro le forze del male. Con sufficiente tempo e risorse qualsiasi algoritmo di criptazione diventa violabile.

    Posso conservare la chiave di recupero nella partizione di boot (S:\)?
    Certo, ma è come chiudere la porta a chiave e lasciare la chiave nella serratura. Non mi sembra un'ottima idea.

    Lo voglio "comprare" ed "installare", cosa devo fare?
    BitLocker, come tutte le feature "aziendali" di Vista, è disponibile solo su Vista Enterprise o Vista Ultimate. Su quest'ultima è disponibile - via Ultimate Extra - il BitLocker drive preparation tool che semplifica le operazioni di ripartizionamento dell'HD. In ogni caso una guida passo passo è presente a questa pagina in inglese.

    Argomento del prossimo post sul Trusted Computing sarà il controverso meccanismo della remote attestation.

    -quack

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    [1] Per memorizzare la chiave su pendrive è necessario - per ovvi motivi - che il sistema BIOS+chiavetta supporti il boot da pendrive: questo garantisce che il codice di pre-boot possa accedere allo VMK sul pendrive senza bisogno di driver

  • Feste comandate

    Oggi, a differenza di quanto accade in Italia, qui negli USA si lavora. Il calendario delle feste comandate è ovviamente completamente diverso:

    FesteComandate

    Il silenzio surreale nel building è impagabile: nel parcheggio ci sono quattro macchine soltanto. Per un papero solitario come me, fichissimo!

    -quack

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  • Messaggi di auguri

    Pochi giorni fa ho festeggiato i miei primi 35 anni. Un amico, nato esattamente 10 mesi prima di me, mi porge gli auguri in maniera bizarra. Lui alza la palla, io schiaccio:

    Compleanno

    Due regali eccezionali quest'anno: festeggiare il compleanno in "famiglia" per la prima volta in 10 lunghissimi anni e un corso di nuoto per principianti da fare a Gennaio; roba da buoni propositi, di quelli eterni sempre uguali da anni.

    -quack

  • Buone feste 2007

    Buone feste... e se usate Windows, affrettatevi ad ascoltare i vostri MP3. Fra otto giorni scadono (*), parola di Ross Anderson! Wink

    By 2008, you may find that the costs of turning TC off are simply intolerable.

    PaperXMAS

    (*) ovviamente non è vero!

    -quack

  • Meeting e navette

    È da tanto che non parlo di meeting chiuso come sono nel mio ufficio a lavorare (!) in questi giorni da calma piatta post pandemica (molti annunciano di essere malati ed intravedo una correlazione con i giorni di malattia inevitabilmente persi con la fine dell'anno solare). Pochi giorni fa però, invitato per la seconda volta ad un meeting per backup, ne ho scoperto un'altra categoria niente affatto rara. I meeting in trasferta.

    shuttlecampus Si definisce meeting in trasferta, un meeting organizzato in posto che richiede la maggioranza assoluta di trasferte: ovvero la metà più uno dei partecipanti proviene da un building diverso. Maggiore è la distanza media da coprire, più alto il valore dei "punti trasferta" acquisiti dal meeting. Proprio nei giorni scorsi mi hanno invitato per la seconda volta ad Alcatraz, nome in codice dato al building in questione per via dell'aspetto esteriore alquanto austero. A voler coprire a piedi la distanza B27-Alcatraz, ci metterei nei giorni di perfetta forma almeno 40 minuti, per cui l'opzione pedonale non è neanche PiC (prendibile in considerazione). Siccome mi è capitato in entrambe le occasioni di essere piacevolmente smacchinato, l'unica alternativa rimasta è quella della navetta.

    Prendere la navetta è un'esperienza che va fatta almeno una volta a trimestre: le navette "normali" sono calde, rassicuranti e dotate di caramelline anti-stress. L'esperienza deve essere trimestrale per meglio confrontare gli algoritmi di distribuzione e di percorso delle navette. In nove anni si sono evoluti in maniera pazzesca, giungendo all'attuale perfezione (max. 20 minuti tra chiamata e arrivo a destinazione) passando attraverso diverse macro fasi qui elencate in ordine di implementazione cronologica:

    • FCFS: first come first serve. La navetta raccoglie i passanti e li porta a destinazione in ordine di salita sulla navetta. Questo algoritmo rendeva il tempo di navigazione totalmente imprevedibile
    • CSF: closest served first. La navetta raccoglie i passanti ma serve per prima il più vicino. Poteva capitare però che una navetta venisse presa in ostaggio da prigoni con poca voglia di andare a piedi tra due building ravvicinatissimi.
    • AdL: autobus di linea. Due percorsi, il rosso e il verde, che vanno tra i vari building in due sensi di marcia opposti, orario e antiorario. La navetta si ferma a tutte le stazioni e questo penalizza chi ne ha più bisogno e cioé quelli che si muovono tra due estremità opposte del campus
    • FM: fritto misto. Due percorsi fissi come in AdL ma la navetta si ferma solo nei building necessari e perciò può prendere scorciatoie. Finora effettivamente il migliore in assoluto.

    In questi giorni kilometrici sto pensando seriamente all'introduzione di una tessera Shuttle-Millemiglia. Chissà che prima o poi mi diano retta, nel frattempo mi consolo con il fritto misto.

    -quack

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  • Teorema

    La sfiga esiste

    Dimostrazione:

    Partita a Catan, piazzamento iniziale:

    catan4 catan5
    I numeri 8, 6, 9 e 4 sono buoni. Ma le statistiche pessime:

    catan1

    Il 9 è stato 'tirato' 3 volte. Il suo equivalente statistico (5) ben 9 volte.
    Il 4 è stato 'tirato' 5 volte. Il suo equivalente statistico (10) 8.
    Il 3 è stato 'tirato' 1 volta. Il suo equivalente statistico (11) 4.
    Rapporto uscita ai dadi numeri scelti-equivalenti: 9:21.
    Il 7, numero dello spostamento del ladro, è apparso solo 6 volte. Il ladro ha stazionato sul 6 abbastanza a lungo. Risultato:

    catan2
    47 risorse guadagnate contro 91-94.
    Di queste 47:
    catan3

    23 sono andate perse per colpa del ladro (contro 6 e 11).
    Siccome è la somma che fa il totale, queste le risorse a disposizione: 24 contro 85 e 83. Sconfitta memorabile, teorema dimostrato. La sfiga esiste, ci vede benissimo e prende la mira anche al buio. [cit.]

    Big Smile

    -quack

    P.S. se a qualcuno è venuta voglia di imparare uno dei giochi da tavolo più belli di sempre, qui può trovare qualche link utile.

  • Saluti Acidi

    AcidTest2

    A solo pochi giorni dal rantolo di Opera IE8 ha superato il famoso test Acid2: data la mole di lavoro coinvolta credo sia solo una coincidenza.
    Il post del team di IE, per quanto autocelebrativo, è illuminante per quanto riguarda i temi degli standard e della compatibilità.

    Ne consiglio caldamente la lettura.

    -quack

  • A volte funziona

    Stanotte mi son svegliato alle 3 per bere un po' d'acqua. Il "ristorante" cinese di ieri e il gelato da coldstone mi causato un improvviso attacco di sete.

    Già che c'ero ho acceso il PC e ho cominciato a navigare: sono finito su un blog in cui si parlava di far girare MacOS su un PC con tanto di link ad una crew autrice del misfatto. Curioso come una scimmia ho cliccato ed il sito ha cercato di spararmi un JavaScript malefico intercettato da OneCare. OneCare si è incazzato, ha messo il file in quarantena dopodiché il PC si è inchiodato letteralmente al punto che ho dovuto spegnere di forza.

    Quando ho riacceso, curioso come una scimmia, sono andato su OneCare che nel frattempo mi diceva che la mia subscription è scaduta. Ho rinnovato la subscription giusto due mesi fa, qualcosa non va. Vado su http://billing.microsoft.com che oltre a dirmi che ho ancora 400 Microsoft Points da spendermi su XBOX Live mi conferma l'atroce verità:

    OneCare1

    salvo poi lasciarmi perplesso quando clicco sul link e leggo:

    OneCare2

    Contatto il supporto commerciale che mi dice che è un baco di cui loro sono a conoscenza e che verrà sistemato al più presto. Rassicurato mi faccio un giro di OneCare che mi dice che ci sono alcuni aggiornamenti importanti che vanno installati. Strano! Ci clicco e scopro che c'è un aggiornamento del driver del bluetooth, che mi pareva desse problemi, e tre aggiornamenti di sicurezza risalenti a 2 mesi fa che dopo innumerevoli tentativi non riescono a installarsi per via dell'errore 800B0100.

    Parto con il driver bluetooth, installo riavvio e ops:

    (prima)

    BT3 BT2

    (dopo)

    BT1

    Ovvero col driver aggiornato manca la voce per attivare e disattivare il dispositivo a volontà. SSR (Santo System Restore) mi viene in soccorso e rimette a posto il driver precedente. Evviva.

    Passo al problema degli aggiornamenti di sicurezza. Cercando in giro finisco su un forum in cui si consiglia di scaricare e installare gli aggiornamenti a mano. I primi due filano liscissimi come l'olio, il terzo invece:

    AVF

    Ravanando ancora in giro scopro di aver scaricato la versione sbagliata dell'aggiornamento, ma non ho assolutamente idea di cosa ci fosse di sbagliato visto che si trattava lo stesso di una versione x86. Scarico quella "giusta" e tutto fila a posto. Faccio un giro nell'event viewer prima di coricarmi e vi spulcio:

    LongTime 

    Neanche l'hardware è perfetto, occorre fare un salto su newegg e comprare un HD di rimpiazzo. Così facendo avrò modo di provare le funzionalità di ripristino di Windows Home Server prima di doverlo fare in condizioni di emergenza. Sono passate le quattro ed è ora di tornare sereni a letto soprattutto dopo aver lasciato un commento spiritoso (?) sul blog di Giovy.

    Morale della favola: a volte il software non funziona; la cosa non mi sorprende visto la complessità dei sistemi e tutte le variabili (bacate) in gioco; ma mi consola il fatto che solo qualche anno fa - senza System Restore, event log, Google e la rete - sarei semplicemente rimasto con un palmo di naso.

    -quack

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  • Customer Service Americano

    Mentre sono felice come una cozza per l'operatività del server  il rumorino della ventola e le temperature inusuali mi turbano non poco.

    Ieri decido di testare il customer service di newegg chiedendo una ventola sostitutiva. Questo in sintesi i vari dialoghi:newegg_logo

    Paperino: Salve ho comprato un barebone che è fantastico ma la ventola è difettosa. Potrei avere una sostituzione?
    CustomerService1: Purtroppo non possiamo mandarle solo la ventola. Potremmo sostituirle il barebone...
    Paperino: eh ma mi toccherebbe smontare e perdere l'uso di un PC....
    CustomerService1: Faccia una cosa; ne ordini uno nuovo e chieda un rimborso per il vecchio
    Paperino: si ma spedire questo coso non è facile... una ventola proprio non si può?
    CustomerService1: Guardi le mandiamo un foglio di spedizione con affrancatura prepagata; oppure provi a contattare quelli di MSI e chieda a loro per la ventola

    chiamo MSI che mi collega ad un IVR sadico che per parlare con un operatore devi premere il tasto uno ogni 40 secondi pena il dirottamento in segreteria telefonica:

    Paperino: Salve ho una ventola difettosa, potrebbe sostituirla?
    CustomerService2: le mandiamo subito una nuova. Dovrebbe pagare solo le spese di spedizione...
    Paperino: e a quanto ammonterebbero?
    CustomerService2: 8$
    Paperino: (pensa: questi sono scemi; spedire una ventola costa la metà che spedire l'intero barebone) senta ma almeno mi manda anche l'heatsink? Così non rischio di rompere la filettatura inutilmente...
    CustomerService2: guardi la richiamo fra un'ora e le faccio sapere

    È passato un giorno ma da MSI nessuna telefonata. Penso che quasi quasi per una ventola, al max 3$, non c'è bisogno di fare tutto questo casino. Passo in negozio e noto che non c'è nessuna ventola simile e che quelle decenti costano dai 10$ in su. A questo punto è una questione di principio. Richatto con newegg:

    Paperino: Salve vorrei fare un RMA. Mi dice se mi restituite anche le spese di spedizione originali?
    CustomerService3: Purtroppo no, le restituiamo solo il prezzo della merce
    Paperino: Senta mi si sta rompendo la ventola. Possibile che debba venirmi a costare 15$ la sostituzione di qualcosa che ho comprato già difettoso?
    CustomerService3: Capisco. Guardi se lei ordina il nuovo barebone glielo spedisco gratis così non le viene a costare niente.
    Paperino: Allora procediamo...
    CustomerService3: il numero di RMA è XYZABC
    Paperino: Il numero di ordine è ABCZYX
    CustomerService3: perfetto, le ho cancellato le spese di spedizione. Vedrà la situazione aggiornata entro 10 minuti. Buona giornata!

    Tutto è bene quel che finisce (?) bene. E al diavolo quelli di MSI.

    -quack

  • Software vs Hardware

    Alla fine è arrivato e come Enrico me lo son quasi andato a cercare (due upgrade di scheda madre e processore senza reinstallare l'OS). Ma il mio era speciale, un BSOD in serie e pilotabile a comando: ed il mio olfatto da papero mi diceva che stavolta non poteva essere hardware ma doveva essere software.

    Questi gli indizi degni da quiz da Settimana Enigmistica (quelli che di solito vanno sotto il titolo di Suspence!).

    1. Ha cominciato a manifestarsi randomicamente quando Beppe si connetteva via remote desktop alla workstation
    2. Ha cominciato a manifestarsi randomicamente quando, dopo aver registrato la mia impronta digitale, anche io mi connettevo alla workstation
    3. Abbiamo scoperto che per farlo manifestare a comando bastava connettersi alla workstation in remoto e lanciare il memory diagnostic tool di Vista, tra l'altro anche abbastanza carino
    4. La workstation come già detto precedentemente è dotata di 3GB di RAM: 2 sono DDR2 5300, il rimanente terzo DDR2 6400; il memory diagnostic ha però riportato che la memoria era OK

    A questo punto memore di lezioni di vita dal passato sintetizzabili nelle due pseudoequazioni:

    randomico ≈ hardware
    sistematico ≈ software

    ho cominciato ad indagare. Ho rimosso il software del fingerprint reader ma il problema continuava a manifestarsi. A questo punto la colpa è ricaduta immediatamente sul driver della scheda di rete. Non sono neanche rimasto sorpreso più di tanto quando, cliccando il pulsante maggico Upgrade Driver, Vista mi ha confermato che un nuovo driver fosse disponibile. Installazione, riavvio (necessario solo perché il router - ormai l'ultimo baluardo Linux in casa mia - si rifiuta di assegnare indirizzi IP come dovrebbe!) e puff! problema scomparso. Un altro caso è chiuso, come direbbe Russinovich, l'indice di reliability è nel frattempo sceso in cantina e pertanto mi consolo con una hot chocolate prima che di BSOD ne arrivi un altro:

    MyBSOD

    -quack

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  • They are alive

    Desktop: Alive1

    Server: Alive2

    logono

    Alla fine Venerdì ho tirato un morso al proiettile, espressione americana equivalente all'italiana "'ingoiare il rospo" ma forse più gustosa, e mi sono definitivamente deciso ad assemblare le seguenti configurazioni:

    Upgrade del desktop
    Core 2 Quad Q6600 (con virtualizzazione!) e terzo GB di RAM. Ora con 4 macchine virtuali ciascuna col suo core e i sui 512MB di RAM potrei giocare a Catan da solo. Big Smile Prossimo upgrade fra 2 anni.

    Windows Home Server
    Pentium D 820
    1 GB RAM
    HD Seagate Sata 320GB
    HD Seagate EIDE 400GB
    Barebone MSI Hetis 900

    Tutto è filato quasi liscio: avrei pensato che sostituendo scheda madre, processore, memoria e tutto l'hardware correlato Vista non sarebbe riuscito neanche a fare il boot in modalità non-provvisoria. Ma non solo il sistema si è avviato ma ha configurato tutto il configurabile in pochi minuti e senza nessun intervento esterno a parte il cambio di risoluzione. L'unico piccolo batticuore c'è stato quando ad un certo punto il desktop non riusciva ad ibernarsi ma il mistero è stato risolto da Beppe ad ulteriore conferma che se l'ibernazione non funziona la colpa è solo dell'OS che in questo caso non riusciva a leggere un file di configurazione; ora l'unico intoppo rimasto è la ventola del server: rumorosa per via di un cuscinetto rotto al punto da doverla sostituire e CPU che gira a temperature un po' sospette (~57°C). Se mi scappa un po' di pazienza provo a spalmare un altro po' di pasta termica, ma che rottura visto per questi lavorini di precisione non ci sono per niente portato. E pensare che 40° mi sembravano all'inizio un po' troppi. Comunque, il server è stato complicato da assemblare per via del form factor del case, ma molto facile da configurare. I permessi sui folder di default sono semplicissimi come pure la folder replication attivabile per ogni singolo folder: l'ho subito attivata per foto, video e musica. Nei prossimi giorni si tratterà di fare il backup tombale dei PC in casa, vendere un po' di hardware avanzato, migrare i file condivisi dai vari PC sul server e cominciare a dormire sonni tranquilli; they are alive e windows home server è il mio gadget dell'anno. E TGIsS.

    -quack