ANAListi

Jan 29, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Dall’ultimo post “non di servizio” sono successe un bel po’ di cose.

La notizia più interessante del momento è stato il licenziamento di alcuni colleghi; la novella è stata accolta in vari modi anche se a nessuno piace la parola licenziamento in un periodo triste come questo: non piace persino a Mini-Microsoft, che predica da anni una cura dimagrante aziendale. Personalmente l'ho accolta con sentimenti “misti”: sarebbe stato più appropriato un taglio netto anziché scaglionato per i prossimi 18 mesi anche se questo sarà un incentivo per tutti a fare molto meglio. Mi ha però rattristato e disturbato parecchio leggere le reazioni dei cosiddetti analisti. Qualcuno crede di conoscere la situazione dell’azienda meglio di Steve Ballmer, che per quanto personaggio controverso si deve ammettere che sulla questione sappia cose che nessuno sa; qualche altro ha cominciato la caccia alle streghe e la notizia più idiota in assoluto è raccontata in questo articolo sintetizzabile in “la colpa è di Vista”. Credere che la colpa delle disgrazie di un’azienda sia imputabile ad un prodotto rilasciato più di due anni fa è bizzarro. Certo è che se dovessi malauguratamente cambiare mestiere vorrei fare l’analista: essere pagato magari anche profumatamente per fare a gara a chi la spara più grossa dev’essere un sogno proibito. Personalmente ritengo che ci siano prodotti che vadano “curati” con attenzione e che il licenziamento rappresenta sempre un insuccesso, inspiegabile poi se le revenue sono ancora stellari. L’economia intanto è quello che è meglio alzarsi la mattina e cominciare a pensare in che direzione correre.

Nel frattempo sono diventato ufficialmente caporale di un soldato solo: è un inizio ovviamente e già questo ha stravolto la priorità di tutte le cose. Speriamo bene; la mia agenda intanto si è arricchita di un numero quasi insostenibile di meeting alla ricerca del riannodo di fili persi in chissà quali oscure trame.

Per il resto, finite le migrazioni di tre siti verso nuovi lidi (grazie Luca!), la vita comincia a fluire verso la tranquilla normalità; perfino il mio dellaptop, che finora mi aveva fatto un po’ penare, è entrato in periodo di virtuosa stabilità interrotto solo da un BSOD occasionale. Non ho fatto analisi perché pochi giorni dopo mi sono imbattuto in questo changelog:

Networking: fixed intermittend (sic) BSODs when using the new host interface (Windows hosts only; bugs #2832,#2937, #2929)

Scommetterei un euro che il mio BSOD era appunto della famiglia degli “intermittendi”. Ma vaff…

-quack

Messaggio di servizio #42

Jan 28, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Blog-Tech

L’inevitabile è accaduto, ho cambiato ISP. Dal punto di vista pratico è un cambio di DNS ma finché la modifica sarà propagata potrebbe rispondere il vecchio ISP.

ISPChange

Sperando che almeno sia un po’ più affidabile del vecchio. Se i commenti sono bloccati, vuol dire che il DNS non è ancora rinfrescato. Intanto mi sto inventando qualcosa per rendere leggibile a tutti questo messaggio.

-quack

Controsensi

Jan 22, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Security

In uno dei post precedenti, riguardo la questione della controsensopreinstallazione di Windows da parte dei soliti Dell/HP/Toshiba, dicevo:

Qualcuno ne fa una questione di principio ed è disposto a investire quantità di tempo che superano di parecchio l’eventuale rimborso, come se il bundling stesso fosse illegale.

Tanto per chiarire io non ho nulla contro le questioni di principio: ognuno è libero di combattere contro i propri mulini a vento a prescindere.

Quello che un po’ mi infastidisce e procura antipatia a livello cutaneo è la totale incoerenza di certe battaglie. Faccio un esempio magari poco “reale”: si lotta per principio per farsi rimborsare la licenza di Windows e poi ci si compra un Mac? Con questo non voglio giustificare chi si comporta male portando l’esempio di chi si comporta peggio, ma se uno vuole filosofeggiare sulle alte questioni del bene e del male non dovrebbe cominciare ad acquisire per lo meno un po’ di coerenza.

Sullo stesso tema: 9 milioni di infezioni via Conficker e gli utenti Mac sono immuni, ma qualcuno lo vada a spiegare a quei 20 mila utenti che si sono infettati via iWork. Certo una goccia nel mare, ma intanto…

-quack

I.F.T.C.

Jan 22, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Trusted Computing

Per quanto riguarda l’argomento Trusted Computing ci sono due post molto interessanti da segnalare sul blog di Joanna.

Il primo si intitola “Why do I miss Microsoft Bitlocker?” e spiega in dettaglio la differenza tra Bitlocker +TPM e qualsiasi altro SW di encryption per dischi. Ne avevo parlato in precedenza ma Joanna racconta con dovizia di particolari gli scenari di attacco usando un esempio alla portata di tutti.

Il secondo post si chiama invece Attacking Intel Trusted Execution Technology. Parla molto bene di questa nuova tecnologia che permette di far girare codice trusted su una piattaforma untrusted. L’equivalente in codice – se vogliamo – del protocollo di scambio di chiave che va sotto il nome di Diffie-Hellmann.

Una cosa che ha subito colto la mia attenzione è la sigla I.F.T.C.: Irrational Fear of the Trusted Computing. Per fortuna qualcuno, dopo aver letteralmente sfrantecato gli zebedei su quanto funesto sarebbe stato l’arrivo inevitabile di questa tecnologia, ha cominciato a dedicarsi ad argomenti più leggeri anche se non meno controversi. A chi è ancora scettico sull’utilità del trusted boot dedico questo splendido paragrafo:

In other words, our system can be all full of boot sector viruses and BIOS rootkits, and god-knows-what-else, and still TXT should allow to load a clean VMM (or OS kernel) in a secure way, immune to all those rootkits present in the system in a moment just before the load process. This TXT-supported load process is called Late Launch, and is implemented via a special new CPU instruction called SENTER.

[…]

It is hard to overemphasize the potential impact that a technology such as TXT could have on computer security. One can immediately see that it could eliminate all the system-level persistent malware — in other words we can easily build systems (VMMs or even standard OSes) that would be immune to attacks that try to compromise system binaries on disk, or attack the system right from the bootloader or BIOS. Combining this with VT-x and VT-d technologies, system developers (for the first time, at least as far as the "PC" platform is considered) have gotten extremely strong tools into their hands that should allow them to create really secure VMMs and OSes…

È ancora troppo presto però per gioire, la tecnologia TXT (conosciuta anche come La Grande) è ancor meno diffusa del TPM.

-quack

Ubiquità

Jan 19, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

La leggenda narra che i miei compaesani abbiano il dono dell’ubiquità: ovviamente si intende a livello collettivo e non certo di singolo individuo. Non c’è paesino, spiaggia o posto al mondo in cui sia impossibile, dato un intervallo di tempo abbastanza lungo, incontrare il paisà che ti riconosce e racconta le ultime disavventure di Giacinto (personaggio in bilico tra il comico ed il male) o Matteo Quartequinta, che deve il suo soprannome al fatto che fosse capace di tirare la quarta e la quinta di una centoventisette sport nel suo garage.

Il 20 Gennaio 2009 sarà sicuramente una data storica. E in base alla leggenda, all’evento tanto atteso non poteva mancare un mio compaesano. Immagino che se capitasse che durante la cerimonia il neo-eletto presidente finisse per scambiare quache chiacchiera a distanza ravvicinata con il paesano in questione un gravinese di passaggio chiederebbe al suo vicino: ma chi è quell’uomo abbronzato che sta parlottando ora con Giovanni?

-quack

Scaveggiamenti

Jan 19, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Venerdì mi è arrivato il sintonizzatore digitale (Digital Cable); è stato un po’ complicato installarne il software per via di alcune dipendenze incrociate ma niente di che, anche se son andato vicinissimo all’esperienza Linux: scaricare l’aggiornamento necessario che non si installa, cercare su Google, aprire la finestra terminale e installare i vari pezzi dell’aggiornamento a mano. Ci mancava solo qualche pezzo di codice sorgente… anyway.

La scoperta sensazionale è che di criptato sul cavo digitale di comcast c’è ben poco. Anche canali some ESPN, che mi ha permesso di seguire i passati Mondiali/Europei, sono totalmente in chiaro. E così ho aggiunto un’altra bella fetta di soddisfazione alla bacheca, perché la storia di integrare PC e segnale televisivo è stata davvero molto lunga e tortuosa. Che ha inizio con l’ultimo trasloco casalingo diversi anni fa.

Allora arrivò anche il passaggio dalla parabola al cavo digitale, necessario per usufruire dei servizi di RAI Ciofetional. Per sfida personale decisi di mettere insieme un mediacenter piccolo in tutti i sensi, anche di prezzo: comprai una MB con scheda grafica compatibile MCE integrata, un processore AMD Athlon, lettore DVD, HD, RAM e li piazzai dentro la “lavatrice”, un case Antec Aria a forma appunto di lavatrice più “accomodante” dei vari Shuttle PC. Anche il rumore, date le condizioni di raffreddamento challenging di tanti componenti in pochissimo spazio, era quello tipico dell’elettrodomestico per eccellenza. Le connessioni allora erano piuttosto semplici: l'uscita digitale della presa veniva convertita in analogico composito dal sintonizzatore in comodato, riconvertita in digitale da una PVR 250 con MPEG-2 hardware, passava sull’HD e ritornava in analogico tramite la MX-440. Tutto funzionava egregiamente con la beta di MCE2005 ma al momento del rilascio l’amara sorpresa: la MX-440 non era più supportata per motivi di performance e dovetti in fretta e furia trovare un’altra soluzione. Decisi di ricominciare quasi da capo con un nuovo case molto più spazioso(Ahanix D-Vine 6 dotato di display VFD), una nuova CPU Intel (P4), una scheda madre con una ATI integrata riciclando tutto il resto: anche in questo caso la scheda grafica integrata non ce la faceva con la decodifica MPEG e passai ad una scheda grafica discreta ma raffreddata passivamente (GeForce 6200). Da allora il PC è rimasto grosso meno lo stesso a parte la sostituzione per morte prematura degli HD e un piccolo upgrade della RAM. Nel frattempo è arrivata l’alta risoluzione, il remodeling della living area, un televisore nuovo HDMI compatibile; e con esso una scheda grafica che supportasse l’HDMI (ATI 9250) ed ovviamente un “nuovo” sintonizzatore HiDef in comodato d’uso dotato di uscita firewire; ad aggiungere sconquasso il remodeling ha reso il mediacenter e il sintonizzatore estremamente ingombranti, al punto da trasbordare fuori dal nuovo habitat designato. Con qualche hack è diventato possibile cambiare canale via firewire (farlo tramite infrarossi era scarsamente affidabile) e addirittura registrare la TV in HiDef sempre via firewire a patto però di registrare lo stesso show contemporaneamente anche in SD via ingresso analogico. La cosa non mi sembrava malvagia fino a quando ho realizzato che 2 registrazioni per volta non erano il massimo per la vita degli Hard-Disk: per fortuna il sintonizzatore digitale aveva anche l’uscita component aggiuntiva e con qualche magagna si poteva vedere la TV dal vivo – ma senza le feature di un PVR – in HiDef senza dover ricablare l’intero pianeta solare: è stato così abbiamo visto i mondiali del 2006 e gli europei del 2008.

Però spesso non riuscivo ad addormentarmi (?) roso dal tormento di dover usare l’uscita analogica quando il segnale di partenza era già digitale (D->A->D->A): sono sempre stato attirato dai PC con CableCard ma con il mercato estremamente limitato trovare un modello che soddisfacesse tutte le mie richieste è stato impossibile. Troppo costosi, troppo brutti, troppo ingombranti. Mi ero perciò convinto che tutti i canali digitali fossero in qualche modo criptati ed alcuni di essi sigillati da stringenti vincoli DRM; che CableCard fosse l’unica alternativa al buco analogico (analog hole). Poi per caso ho letto di SiliconDust HD HomeRun e ho cominciato a informarmi: questo versatile sintonizzatore permette di ricevere tutti i canali digitali non criptati con una facilità disarmante. Ero piuttosto scettico sul fatto che quelli interessanti (ESPN, sci-fi, TLC, FX, NBC, etc.) fossero in chiaro: ho deciso di ordinare uno di questi gingilli tecnologici mettendo in conto di restituirlo al mittente a mie spese qualora la maggior parte dei canali interessanti non fosse disponibile visto che informazioni accurate a riguardo erano impossibili da decifrare.

Ed invece la sorpresa è stata ottima. Tutti i canali che ci interessano e molti di più sono in chiaro e funzionano in maniera “nativa” con mediacenter. Ci sono alcune limitazioni dovute al fatto che il sintonizzatore si spaccia per un sintonizzatore di tipo diverso ma sono limitazioni per me non vincolanti: 68 canali sintonizzabili bastano e avanzano. Per di più lo scatolotto, che occupa un ventesimo dello spazio del vecchio sintonizzatore, monta due sintonizzatori separati ed accessibili via rete contemporaneamente. Significa che mentre un PC è sintonizzato su un canale un altro PC può sintonizzarsi, tramite lo stesso scatolotto, su un altro canale. Magari via wireless. Con il risultato che ho tutta l’aria di aver fatto un upgrade che mi ha portato ad eliminare un bel po’ di cavi superflui: component (cavo a 5 ingressi RCA), composito (3 ingressi RCA) e firewire, una vera e propria opera di scaveggiamento.

Il prossimo passo sarà quello di sostituire il mediacenter con una soluzione più compatta basata magari su NVidia ION: pare che lo scatolotto sia in grado di supportare la decodifica 1080p con il solo raffreddamento passivo. Se qualche offerta per un barebone simile al mio mediaserver diventasse interessante tenterò l’esperimento, magari aggiungendo anche una soluzione di SSD agli ingredienti.

Incidentalmente, sempre a proposito di mediacenter, pochi mesi fa mi si era rotto il “telecomando”, un telecomando MCE universale in grado di imparare i segnali di spegnimento/volume TV da un altro “collega”. Non sono riuscito a trovarne in giro un rimpiazzo ad un prezzo decente e ho deciso di provare uno di quei telecomandi logitech super-universali: un Harmony 520 ricondizionato. Un’altra esperienza letteralmente mistica. E fù così che l’altra sera dissi: «un momento, programmo il telecomando e arrivo».

-quack

Preinstallato

Jan 17, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Dico la mia visto che sia gli ultimi commenti, sia gli ultimi avvenimenti sembrano spingere la discussione in tale direzione. Lo faccio elencando una serie di considerazioni in ordine sparso e probabilmente senza filo logico. La premessa che quello che scrivo è solo frutto della mia mente bacata è più che mai valida per questo post.

Monopoli. Secondo la dottrina economica americana non è il monopolio in sé ad essere considerato nocivo ma usare un monopolio a proprio vantaggio per aumentare la share in un altro mercato. L’esempio classico è quello di Windows/I.E. Secondo gli accusatori Microsoft ha usato il monopolio dell’OS (Windows) per aumentare la share di I.E. Anche allora l’accusa è stata accolta in maniera estremamente controversa per un paio di questioni. Una ad esempio è che Windows non impedisce l’uso di altri browser. Ce ne sono altre che probabilmente verranno fuori durante la discussione nei commenti.

Storia. Microsoft è stata chiamata in giudizio e condannata per alcune pratiche a dir poco discutibili. Quella di imporre l’esclusiva di MS-DOS è stata una di queste e da allora è stata messa sempre sotto stretta osservazione. Quello che la gente dimentica è il periodo storico in cui questo accadeva: sono passati più di 15 anni e la concorrenza allora non era Linux/OSX/qualsiasi-altro-gusto-di-Unix: si chiamava DR-DOS/Novell ed erano più che altro sistemi basati sul cloning di MS-DOS. Da allora le cose sono cambiate ed il prezzo della licenza OEM dipende solo dal “volume di acquisto” e non da diritti d’esclusiva.

Linux. Molti sostenitori di questo sistema aperto/gratuito fanno quest’equazione: Qualità Ottima / Prezzo Zero = Infinito. E a questo punto si chiedono: com’è possibile che un prodotto che ha un elevato rapporto qualità/prezzo e che per di più è gratuito non riesce a conquistare quote di mercato? Semplice, la concorrenza gioca sporco… Questo tipo di ragionamento è molto comune, sono pochi che riescono ad afferrare che qualità e prezzo sono fattori ben meno oggettivi di come si potrebbe pensare.

Libero mercato. Ripeto quanto ho detto in precedenza. Molti confondo il libero mercato con la disponibilità di avere quello che si vuole al prezzo che si vuole. Faccio un esempio che può sembrare ingenuo ma che è tristemente basato su una storia vera. Tempo fa Dell ha deciso di vendere alcuni modelli di laptop con Ubuntu anziché Windows. Alcuni personaggi loschi si sono leccati i baffi pensando: Vista ultimate costa 300euri, Ubuntu costa zero ergo un laptop con Vista da 400euri deve essere venduto a 100euri. Lo scontro con la realtà del costo della licenza OEM di Vista usata nei prodotti di fascia bassa per compratori di altissimo volume come DELL è di molto inferiore al loro immaginato risparmio li ha portati a gridare allo scandalo. Ricordo vividamente un commento del tenore “quei ladroni di Microsoft sono riusciti a trovare il modo di lucrare anche sulle licenze di Ubuntu”.
Tornando al discorso sul libero mercato: libero mercato è incontro tra domanda ed offerta. Se la domanda per un certo prodotto è bassa renderà l’offerta bassa e sconveniente soprattutto per prodotti a costo marginale nullo (software, know how, ecc.). Se Fry’s decide di fare lo sconto del 20% se compro un certo specifico modello di processore ed un certo specifico modello di motherboard non posso imporre a Fry’s di vendermi solo la motherboard con quello stesso sconto: ed infatti al momento dell’acquisto si sottoscrive un contratto in cui ci si accorda che CPU & MoBo sono inscindibili ed in caso di restituzione per rimborso vanno restituiti entrambi. La questione operatività sollevata da EnricoC è totalmente irrilevante: nessuno mi vieta di regalare un televisore con l’acquisto di un materasso e nessuno finora si è sognato di imporre (notare la scelta del verbo) al venditore la vendita del materasso “nudo”. Dell/HP/Toshiba hanno tutto il diritto di scegliere come e con cosa vendere i loro prodotti.

EULA e rimborsi. Tutto quanto detto sopra però ha una piccola/grande eccezione. Il software è un bene immateriale solitamente venduto in licenza d’uso. Sebbene questo non limiti il fatto che possa essere venduto in bundle con l’hardware, l’EULA di Windows permette una piccola scappatoia. Notare l’uso del termine “scappatoia” perché di questo si tratta. L’EULA di Windows permette il rimborso da parte del rivenditore (leggasi: Dell/HP/Toshiba) se prima di installare/usare il software non si accettino le eventuali condizioni d’uso. È una scappatoia perché nel momento in cui il prodotto viene venduto tali condizioni sono estremamente chiare. Tornando all’esempio dei materassi/televisori è come se la ditta di televisori dicesse “questo televisore non può essere usato per martellare dei chiodi e se lo avete comprato per usarlo come martello vi siete sbagliati e potete chiedere il rimborso al rivenditore”. Quando qualcuno cerca di ottenere il rimborso della licenza di Windows sta facendo proprio questo: in termini spicci sta facendo il finto tonto anche se dal punto di vista legale ha tutte le ragioni per farlo. A questo punto dovrebbe essere chiaro perché alcuni rivenditori possano essere meno accomodanti di altri. Qualcuno ne fa una questione di principio ed è disposto a investire quantità di tempo che superano di parecchio l’eventuale rimborso, come se il bundling stesso fosse illegale.

Unione europea: uno dei più grossi fraintendimenti è che un ente come l’UE sia super-partes. Se questo è vero in discussioni fra due entità entrambe “europee” sicuramente lo è meno quando una delle parti è americane. Se si combina questo con il fatto che anche alcuni commissari UE possono sbagliare, si può capire quanto portare sul tavolo affermazioni come “l’UE ha fatto la multa” siano di poca utilità nel cercare di capire come muoversi. Piccola parentesi: da cittadino europeo sarei un po’ più felice se quei soldi (che per me sono comunque ottenuti in maniera poco pulita) finissero per finanziare la ricerca fonte di innovazione e di futura competizione sana. Mi scusassero se esprimo tutti i dubbi del caso.

Opera, WMP e IE. Faccio una operazione temporanea di “suspension of disbilief”. Suppongo cioé che multare ed imporre a Microsoft di vendere copie di Windows senza WMP sia cosa buona e giusta (le famose edizioni N). Se così fosse mi dovrei aspettare una marea di copie vendute ed invece di Windows N sono state vendute zero (o quasi) copie. Errare humanum est, perserverare… Fossi nei panni di Christen Krogh, Chief Development Officer di Opera, passerei meno tempo a gioire e più tempo a capire come mai un browser uscito dal nulla (leggasi: Chrome) sia stato capace di ragranellare in pochissimo tempo market-share comparabili con quelle di un browser decennale.

Mi fermo qui, sicuramente c’è abbastanza per alimentare una discussione interessante. Unica richiesta è che i toni siano civili come al solito e magari anche di più.

-quack

Guarigione

Jan 15, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Il mio laptop è finalmente guarito da tutti i mali: come ultimo test tombale ho reinstallato il sistema, applicato tutte le patch, aggiornato tutti i driver e configurato tutto il configurabile (2 setting delle schede di rete).

Qualche male l’avevo attribuito a cause sbagliate, per cui riassumo qui un po’ tutto.

Sonnolenza: tutti i problemi di sonnolenza compresa l’insonnia ed il coma sono stati risolti dai driver aggiornati sul sito Dell. Sembrerebbe che la root cause sia più dipendente dai setting di “Wake-up mode” di entrambe le schede di rete. Ho impostato il Wake-up mode della scheda wireless a “Magic Packet” e quello della scheda wired a “None” ed il portatile si addormenta e si risveglia perfettamente a mio comando.

Click audio: si è rivelata un’interferenza con la “banda a” della scheda audio, come correttamente diagnosticato in precedenza.

64-bit vs 32-bit: 64, definitivamente 64.

Crash di mobsync.exe: scomparsi, credo a causa di alcune patch di sistema distribuite da Dell a fine dicembre.SickPC

Unregmp2: sul laptop non è più apparso ma credo di averlo visto apparire su un altro PC, ma non ricordo assolutamente quale. Credo abbia a che fare con il fatto che in qualche modo i setting di default di Media Player non sono “registrati” correttamente.

Bluescreen: scomparsi; il nuovo driver della webcam, del lettore di impronte e le ultime patch li hanno messi a posto.

BIOS lento: non credo di averne parlato in precedenza ma alcune volte il PO ST era estremamente lento. Ho scoperto poi essere una feature: se si interrompe un POST quello successivo diventa “full” anziché “quick” per scoprire se l’interruzione è voluta (leggasi: utente) o problematica. Il setting è disabilitabile via BIOS.

Giacché c’ero ho installato anche i driver di dicembre di ATI. Non so quanto questo abbia influito ma valeva la pena citarlo.

Chiaramente il DELL Studio 1535 non era completamente pronto per i 64 bit al momento del rilascio. Non posso parlare di quanto sia potuto essere stabile con il S.O. a 32-bit preinstallato e presettato da Dell visto che ho voluto immediatamente sostituirlo: magari alcuni dei setting erano già impostati correttamente e la reinstallazione ha azzerato tutto anche se non ci giurerei.

-quack

Unauthorized Windows 95

Jan 13, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Recensioni

Uno dei libri più interessanti sulla storia di Windows. In Italiano il titolo era “Windows 95 dunauthwentro il sistema” e l’ho comprato/prestato/sparito a pochi giorni dal rilascio dell’OS. Il libro conteneva analisi interessanti seppur alquanto ripetitive sul percorso evolutivo di Windows 3.x con qualche fatto alquanto sorprendente: Windows 95 non era il primo Windows a 32-bit e in alcuni casi Windows 3.11 si spingeva addirittura oltre; ancora più incredibile il metodo usato da Schulman per validare le sue teorie: metodo scientifico + notevoli dosi di reverse engineering. Alcuni giorni fa ne ho comprato un’altra copia in inglese allo straordinario prezzo di 92c e oltre 3$ di spese di spedizione. Mi sembrava importante citarlo prima di intavolare virtualmente argomenti che affondano le radici nel passato remoto e fioriscono luoghi comuni tra i più assurdi mai letti.

-quack

64-bit parte terza

Jan 13, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Un paio di mesi fa lamentavo il supporto ancora imperfetto per i 64-bit. Citavo il fatto che 3 periferiche collegate alla mia workstation non avrebbero mai supportato i 64-bit e finalmente mi son deciso a trovare una soluzione più o meno drastica a seconda dei casi:

  1. Webcam: si tratta di una antichissima webcam Intel. Per 20$ e per sbaglio ho comprato una webcam 1.3MP per laptop con microfono incorportato che ho dovuto attaccare al monitor con del bi-adesivo (mi sembrava di aver letto che fosse per desktop, ma poco importa). La nuova ovviamente supporta i 64-bit al 100%
  2. Lettore di impronte MS: di gran lunga più irritante della webcam in quanto ci si aspetterebbe che visto il supporto per Vista sarebbe costato poco supportare anche i 64-bit. Chissà cosa c’è dietro visto che lettori equivalenti e marchiati diversamente hanno visto i loro driver essere aggiornati. Visto che è disponibile un’offerta interessante tramite DigitalPersona (DigitalPersona Personal 4.0 + lettore a 30$) ho fatto l’upgrade.
  3. Scanner: l’ho collegato al server (WHS supporta solo i 32-bit per ora e sul server i 64-bit mi interesserebbero davvero poco) ma restava da risolvere il problema della condivisione dello scanner; ho provato e comprato BlindScanner Pro che emula un’interfaccia TWAIN e gira meravigliosamente a 64-bit. In questo modo posso accedere allo scanner da qualsiasi PC

Le prime impressioni sono davvero ottime: ho testato PE7 su entrambe le piattaforme e su 64-bit mi sembrava andare un po’ meglio, ma potrebbe benissimo essere dovuto anche all’effetto placebo.

Non c’entra davvero un tubo ma ho avuto modo di riprovare con più pazienza MP3Tag, software per il tagging di MP3/altro freeware. Con qualche accorgimento nella configurazione tipo la creazione di “macro” ad-hoc è diventato più comodo da usare di tag&rename. I prossimi esperimenti avranno a che fare con un sintonizzatore TV di rete. È il caso di dire stay tuned.

-pp

Il prezzo del blog

Jan 11, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Un’espressione tipica americana quando ci si riferisce a dei libri che contengono tips&tricks è “this tip is worth the price of the book”. Quello che segue è un tip che vale il prezzo di tutto il blog (i maligni penseranno: non vale niente ).

Ho scoperto da poco l’esistenza del microsoft update catalog. È un repository di tutti gli aggiornamenti di MU (patch, driver, ecc.) ma il bello è che contiente anche aggiornamenti normalmente non disponibili direttamente tramite Microsoft Update. Tra questi ci sono i driver per schede grafiche (e non solo) disponibili in versioni più aggiornate di quelle presenti in MU, ma a volte anche più aggiornati rispetto agli stessi OEM. Ad esempio i driver ATI disponibili sono aggiornati a dicembre 2008. Su Dell si va indietro ad ottobre, su MU si va ancora più indietro. Tutta questa roba è disponibile in formato CAB scompattabile anche tramite 7-Zip. Ovviamente bisogna essere abbastanza smanettoni per fare l’aggiornamento manuale dei driver ed è per questo che il sito è pensato per l’utenza enterprise. Ciononostante il MUC rappresenta un’ottima alternativa al ravanamento di driver su siti di altri OEM o a tool come ATI Mobility Modder visto che tutti i driver sul MUC sono firmati con WHQL.

-enjoy

L’anno che verrà

Jan 10, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Se il MacWorld e il CES sono un indizio minimamente valido dell’anno che verrà, mi aspetto che sarà un anno interessante. Segue una breve analisi piena di link su quanto successo di recente.

Windows 7 e dintorni: Quando è arrivata la mail del sign-off lo scorso 17 Dicembre della beta di Windows 7 ho sghignazzato come un pazzo pensando al post di Randall Kennedy di cui avevo già parlato in passato. Ora che è di pubblico dominio quanto precedentemente si ipotizzava, ci si può rendere conto di che figura barbina possa aver fatto Randall e quanto credibili siano le sue speculazioni: l’ultima delle quali, altrettanto risibile, vede in Windows 7 l’avvicinarsi della fine del duopolio Wintel. L’avvicinarsi di Windows 7 rende anche giustizia al tanto maltrattato Vista: “benchmark” in cui Windows 7 è molto più veloce di Vista/XP cominciano a far capolino, ma sbirciandovici si scopre che con hardware decente Vista è già decisamente meglio di XP. Windows 7 sotto certi aspetti è molto meglio di Vista dato che ne è la naturale evoluzione ma son convinto che qualcuno coglierà l’occasione per mascherare un cambiamento di idee su Vista stesso. Nonostante ciò entro la fine dell’anno qualcuno avvierà la campagna “Save Vista”, sarei pronto a scommetterci.

MacWorld e dintorni: si ha la sensazione che qualcosa di grave sia accaduto quando si legge Luca Annunziata scrivere che “il MacWorld non è stato per niente interessante”. Qualcuno è andato giù in maniera ancora più pesante:

At the annual Macworld trade show in San Francisco today, Apple put on an excruciating 90-minute keynote that may go down in history as the worst Apple event of all time. In brief: for the first time in recent memory, Apple has nothing interesting to sell.
[…]
One of my fellow journalists sent me a message from across the room: "Shoot me now."
[…]
This is a company that has run out of gas. The image of Steve Jobs in declining health, losing weight, looking old and tired, turns out to be a perfect metaphor for Apple itself

Nel 2009 in tempi di piena recessione vendere a 600$ un Mac-mini con le stesse specifiche di ere geologiche fa è pura follia considerando che ci si può costruire un Hackintosh niente male per meno di 240$.

CES: senza ombra di dubbio le novità più interessanti di questo inizio di anno arrivano dal CES di Las Vegas. Netbook/tablet, mini-PC che si infilano nella tasca dei jeans, nuovi modelli di Dell e tanta, tantissima roba interessante. Come l’anno che verrà.

-quack

Gelaskins

Jan 3, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Passavo “per caso” da Fry’s per qualche materiale di “consumo” (WebCam? Carica-batterie da auto?) e son passato davanti ad una parete arredata con una serie di skin per portatili della Gelaskins. Mi sono innamorata innamorato di questa:

InkPond

L’adesivo è tecnicamente perfetto si attacca che è un piacere e si stacca senza lasciare antipatici residui. Sul loro sito è possibile scegliere diversi design mentre alcuni concorrenti permettono addirittura di disegnare/uploadare la propria skin.

Mi sento di nuovo teen-ager (eh, magari bastasse così poco).

-quack

tutausendnain

Jan 2, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

2009

-quack

Effetti della neve a Seattle

Dec 30, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Seattle e dintorni

Negli ultimi giorni è nevicato tantissimo, mai vista tanta neve in 10 anni di permanenza a Seattle. La città è rimasta letteralmente paralizzata ed il servizio postale, già sovraccarico per le consegne natalizie, è letteralmente scoppiato. Sono giorni che per posta arriva il minimo indispensabile (le bollette) e finanche i corrieri privati migliori come FedEx sembrano incapaci di consegnare da più di una settimana. Un pacco proveniente dalla California ci ha messo meno di 24 ore per raggiungere il centro di distribuzione locale ed è fermo a 15 miglia da casa mia da ormai giorni e giorni: per fortuna ho scelto e pagato profumatamente per la consegna in 2 giorni, proprio per evitare il traffico di pacchi impazziti di Natale. Lo stesso è successo al servizio di garbage collection con bidoni stracolmi di monnezza. Cosa buffa è che guidare senza catene non era impossibile: in alcuni parcheggi si aveva l’impressione di fare off-road grazie alle buche nel ghiaccio altrimenti compattato, ma comunque si poteva…

A Seattle vale l’equazione: 15 cm di neve = caos.

neve

-quack

Buone vacanze 2008-2009

Dec 23, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Non so se riuscirò a bazzicare con regolare frequenza questo luogo di perdizione, visto che i tre nipotini sono molto più impegnativi di quanto potessi immaginare.

lucidinatale

Fate i bravi, ci si becca (con irregolarità) da queste parti. Buone vacanze a auguri di buone festività a tutti.

-quack

Automobilisti advanced

Dec 22, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Seattle e dintorni

Mi sono accorto che un paio di “profili” mancavano nel mio post precedente sull’argomento. Colmo immediatamente la lacuna.

Muratori: sulle autostrade americane è possibile sorpassare a destra, a sinistra e al centro. Tale tipo di manovra diventa impossibile quando si ha a che fare con i muratori. Il muratore è un automobilista che lavora in team. Il suo scopo è viaggiare alla stessa velocità del veicolo di fianco creando di fatto un muro di veicoli che viaggia 5mph sotto il limite: ci si accorge di essere in presenza di muratori professionisti, quando le corsie occupate sono più di due.

Infilati: gli infilati sono gli automobilisti che per immettersi nella corsia principale sporgono più di 3/4 del proprio veicolo e restano immobili nonostante abbiano occupato già l’altra corsia. L’effetto netto è il rallentamento del traffico: se si buttassero e basta tutto sarebbe molto più scorrevole. Di solito, e quello che sto per dire ha la stessa valenza della mia teoria sui corollari, si tratta di donne proveniente da un paese molto poco urbanizzato.

Incostanti: altra categoria che mette a dura prova le mie coronarie, soprattutto in autostrada. Sono gli automobilisti incapaci di mantenere una velocità di crociera e alternano brusche frenate a rapide accelerazioni. Molto simili agli indecisi, ma usano la quarta dimensione al posto delle altre tre.

Giratori: non ho altro modo migliore di definirli. Sono quegli automobilisti che tutti i sacrosantissimi giorni vogliono girare a sinistra sulla 24th St mentre sono sulla Bel-Red. Cosa che potrebbe sembrare innocua, ma a causa del traffico costante e continuo in direzione opposta garantisce il rosso a tutte le macchine in fila. La cosa che mi fa impazzire dei giratori è che accendono il lampeggiatore sinistro solo dopo che il semaforo è diventato verde, quando cambiare corsia è diventato impossibile.

C’è da aggiungere che in questi giorni è caduta tanta, tantissima neve e che la temperatura si è fermata sotto lo zero per diverse notti consecutive: risultato finale una marea di veicoli con difficoltà di guida e incidenti da film di azione, come questo breve video può dimostrare:

-quack

Virtualismi avanzati

Dec 21, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Virtualizzazione

Visto che non sono più riuscito a vendere il mio “vecchio” DELL ho deciso di fare un bel upgrade della RAM e passarlo alla formichina, in cambio del “vecchissimo” e-machine dotato di Sempron e 1.256 GB che da recidivo proverò inutilmente a vendere al mercatino di Craigslist. Il problema da risolvere era la migrazione dei dati dal vecchio al “nuovo” considerando che il nuovo ha un OS già installato (Vista x86), il vecchio un OS sovraccarico (XP SP2). L’idea era quella di migrare il vecchio PC in una VM che “congelasse” l’installazione attuale (e magari rimuovere un sacco di SW inutile dentro una VM).

Il primo esperimento è stato quello di usare drive snapshot + Virtual PC. Sono riuscito a copiare l’immagine dell’HD in un file VHD, ma ovviamente non era bootabile per via dei driver AGP paleolitici. Ho quindi tentato una sovra-reinstallazione dell’OS, ma qualcosa è andato storto: la VM funzionava, ma non in maniera affidabile come avrei voluto io. Son passati un paio di giorni ed è uscita la nuova versione di Virtual Box, che avevo scartato per via di due grosse pecche della versione precedente: il supporto per le immagini non VDI in tono minore (niente snapshot) ed il fatto che configurare la rete in modalità “full” richiedeva non pochi giri di configurazione passando per l’installazione di un antipatico bridge. La nuova versione, recensita dal buon Enrico, siDottor Shibastema proprio questi due problemi tra tanti altri miglioramenti ed è diventato de facto il mio VM host preferito. La seconda parte della migrazione, quella della generazione dell’immagine, l’ho effettuata, sul consiglio del solito Enrico, usando il tool di VMWare chiamato VMWare converter che si occupa appunto di fotografare una macchina “fisica” in  un’immagine VM.

Anche in questo caso l’immagine non era direttamente bootabile ma la sovrareinstallazione ha praticamente fatto miracoli. A vedere la VM girare sul nuovo laptop ho avuto una piccola sensazione di deja-vu. Mi è venuto in mente il cartone animato Jeeg Robot d’acciaio in cui la coscienza del dottor Shiba viene trasferita in un enorme computer cilindrico.

Tutto è bene quel che finisce bene e – in attesa di vedere quali miglioramenti verranno apportati in Virtual PC 200-che-sarà – non posso assolutamente evitare di consigliare il prodotto di Sun, anch’esso gratuito.

Buona virtualizzazione a tutti

-quack

Fargo

Dec 19, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Fargo, North Dakota. Una delle città più fredde di tutte gli Stati Uniti nonché ospite di una delle tante sussidiarie MS in Nord America. Nonché sede di tanti colleghi spiritosi che hanno risposto a questa mail:

Warning

Puget Sound Campus Open with Limited Services

The Corporate Facilities in Puget Sound, including satellite areas will be Open and is expected to have LIMITED SERVICES due to continued Snow/Ice conditions in the local area
[…]
Please exercise extreme caution driving and walking on campus

con molta ironia:

Warning

Fargo Campus Open with No Interruptions

Due to normal cold weather and heavy snowfall the Corporate Facilities in Fargo, including satellite areas will have NO SERVICES INTERUPTED due to Snow/Ice conditions in the local area.
[…]
Please exercise normal caution driving and walking on campus as you are more likely to be attacked by a bunny than slip and fall on the ice

In Fargo, d’inverno, è più facile essere attaccati da un coniglio incazzato che scivola sul ghiaccio e sbatte la testa che scivolare. Darwin docet.

-quack

Tagging

Dec 19, 2008 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Quando è saltato l’hard disk del mio mediacenter ho perso qualcosa di molto prezioso: il tempo che avevo impiegato nel taggare gli MP3 della mia collezione in maniera precisina precisina. Non tanto perché mi piace essere pignolo, ma perché l’interfaccia di Windows Media Center è molto basata sui tag.

Uno di questi tag, che quasi tutti i software che permettono di gestirli sembrano considerare di secondaria importanza, è quello che va sotto il nome di ‘album artist’. Qualcuno potrebbe chiedersi di che differenza ci sia tra ‘artist’ e ‘album artist’ ma la risposta diventa banale quando si prendono in considerazione le famigerate compilescion: chi ricorda quella con gli schiaffi? . In media center infatti è possibile vedere gli album in base al cantante ma in caso di compilescion formata da diversi cantanti/gruppi musicali, sotto quale dei tanti inserire l’album?

Windows Media Center perciò usa il tag ‘Album Artist’ per indicare questo raggruppamento. Per le compilescion diventa quindi sensato usare ‘AA.VV.’ come album artist. Il problema è che non tutti i software di ripping sono nati uguali, non tutte le compilescion sono vere compilescion, ecc. Tocca quindi ripassare i tag con qualche tool apposito. E magari per pignoleria cambiare anche il nome del file/folder (a me piace il formato: <Artist>\<Album>\<track> - <titolo>). In passato remoto ho provato tanti tool (gratuiti, shareware, commerciali, ecc.) ma il migliore di tutti è sempre risultato Tag&Rename giunto alla versione 3.5. Però ho sempre avuto il sospetto che qualcosa di gratuito che facesse bene queste due cose (taggare e rinominare).

Ho deciso di provare The GodFather, grazie anche al suggerimento di ELF, che non mi ha mai ispirato forse per il nome. Sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che in effetti la versione 0.70 di GodFather fa (quasi) benissimo entrambe le cose. Avrei tolto il quasi se il supporto per ‘album artist’ fosse stato più diretto: è possibile visualizzare/modificare un sacco di tag inutili, ma non ‘album artist’; tra le opzioni c’è la possibilità di copiarvici il valore di ‘artist’, ma nel caso delle compilescion questo non basta. Non mi sono scoraggiato più di tanto però perchè ho scoperto che The GodFather supporta un linguaggio di scripting Pascal/Delphi-based e creare uno script al volo è stato un gioco da ragazzi. Se non fosse per l’interfaccia di tag dall’usabilità un po’ convoluta, il tool sarebbe pressocché perfetto, nonostante sia datato 2005 (chissà perché si è fermato).

Ravanando sul forum di The GodFather ho scoperto però un altro tool, altrettanto potente e ricco di opzioni, che si chiama MediaMonkey. Dai primi esperimenti che ho fatto è il tool definitivo per il tagging: meno convoluto di The Godfather, a tratti molto semplice da usare (il tool di riferimento rimane Tag&Rename). MediaMonkey è disponibile in due opzioni, Free e Gold ma sinceramente già le opzioni inlcuse nella versione free (masterizzazione, ripping, ecc.) sono border-line bloatware.

Giudizio finale: sono definitivamente da provare tutti e tre. Ma io a questo punto mi accatterei MediaMonkey.

-quack