A Ovest Di Paperino

Welcome to the dark side.

  • Gelaskins

    Passavo “per caso” da Fry’s per qualche materiale di “consumo” (WebCam? Carica-batterie da auto?) e son passato davanti ad una parete arredata con una serie di skin per portatili della Gelaskins. Mi sono innamorata innamorato di questa:

    InkPond

    L’adesivo è tecnicamente perfetto si attacca che è un piacere e si stacca senza lasciare antipatici residui. Sul loro sito è possibile scegliere diversi design mentre alcuni concorrenti permettono addirittura di disegnare/uploadare la propria skin.

    Mi sento di nuovo teen-ager (eh, magari bastasse così poco).

    -quack

  • tutausendnain

    2009

    -quack

  • Effetti della neve a Seattle

    Negli ultimi giorni è nevicato tantissimo, mai vista tanta neve in 10 anni di permanenza a Seattle. La città è rimasta letteralmente paralizzata ed il servizio postale, già sovraccarico per le consegne natalizie, è letteralmente scoppiato. Sono giorni che per posta arriva il minimo indispensabile (le bollette) e finanche i corrieri privati migliori come FedEx sembrano incapaci di consegnare da più di una settimana. Un pacco proveniente dalla California ci ha messo meno di 24 ore per raggiungere il centro di distribuzione locale ed è fermo a 15 miglia da casa mia da ormai giorni e giorni: per fortuna ho scelto e pagato profumatamente per la consegna in 2 giorni, proprio per evitare il traffico di pacchi impazziti di Natale. Lo stesso è successo al servizio di garbage collection con bidoni stracolmi di monnezza. Cosa buffa è che guidare senza catene non era impossibile: in alcuni parcheggi si aveva l’impressione di fare off-road grazie alle buche nel ghiaccio altrimenti compattato, ma comunque si poteva…

    A Seattle vale l’equazione: 15 cm di neve = caos.

    neve

    -quack

  • Buone vacanze 2008-2009

    Non so se riuscirò a bazzicare con regolare frequenza questo luogo di perdizione, visto che i tre nipotini sono molto più impegnativi di quanto potessi immaginare.

    lucidinatale

    Fate i bravi, ci si becca (con irregolarità) da queste parti. Buone vacanze a auguri di buone festività a tutti.

    -quack

  • Automobilisti advanced

    Mi sono accorto che un paio di “profili” mancavano nel mio post precedente sull’argomento. Colmo immediatamente la lacuna.

    Muratori: sulle autostrade americane è possibile sorpassare a destra, a sinistra e al centro. Tale tipo di manovra diventa impossibile quando si ha a che fare con i muratori. Il muratore è un automobilista che lavora in team. Il suo scopo è viaggiare alla stessa velocità del veicolo di fianco creando di fatto un muro di veicoli che viaggia 5mph sotto il limite: ci si accorge di essere in presenza di muratori professionisti, quando le corsie occupate sono più di due.

    Infilati: gli infilati sono gli automobilisti che per immettersi nella corsia principale sporgono più di 3/4 del proprio veicolo e restano immobili nonostante abbiano occupato già l’altra corsia. L’effetto netto è il rallentamento del traffico: se si buttassero e basta tutto sarebbe molto più scorrevole. Di solito, e quello che sto per dire ha la stessa valenza della mia teoria sui corollari, si tratta di donne proveniente da un paese molto poco urbanizzato.

    Incostanti: altra categoria che mette a dura prova le mie coronarie, soprattutto in autostrada. Sono gli automobilisti incapaci di mantenere una velocità di crociera e alternano brusche frenate a rapide accelerazioni. Molto simili agli indecisi, ma usano la quarta dimensione al posto delle altre tre.

    Giratori: non ho altro modo migliore di definirli. Sono quegli automobilisti che tutti i sacrosantissimi giorni vogliono girare a sinistra sulla 24th St mentre sono sulla Bel-Red. Cosa che potrebbe sembrare innocua, ma a causa del traffico costante e continuo in direzione opposta garantisce il rosso a tutte le macchine in fila. La cosa che mi fa impazzire dei giratori è che accendono il lampeggiatore sinistro solo dopo che il semaforo è diventato verde, quando cambiare corsia è diventato impossibile.

    C’è da aggiungere che in questi giorni è caduta tanta, tantissima neve e che la temperatura si è fermata sotto lo zero per diverse notti consecutive: risultato finale una marea di veicoli con difficoltà di guida e incidenti da film di azione, come questo breve video può dimostrare:

    -quack

  • Virtualismi avanzati

    Visto che non sono più riuscito a vendere il mio “vecchio” DELL ho deciso di fare un bel upgrade della RAM e passarlo alla formichina, in cambio del “vecchissimo” e-machine dotato di Sempron e 1.256 GB che da recidivo proverò inutilmente a vendere al mercatino di Craigslist. Il problema da risolvere era la migrazione dei dati dal vecchio al “nuovo” considerando che il nuovo ha un OS già installato (Vista x86), il vecchio un OS sovraccarico (XP SP2). L’idea era quella di migrare il vecchio PC in una VM che “congelasse” l’installazione attuale (e magari rimuovere un sacco di SW inutile dentro una VM).

    Il primo esperimento è stato quello di usare drive snapshot + Virtual PC. Sono riuscito a copiare l’immagine dell’HD in un file VHD, ma ovviamente non era bootabile per via dei driver AGP paleolitici. Ho quindi tentato una sovra-reinstallazione dell’OS, ma qualcosa è andato storto: la VM funzionava, ma non in maniera affidabile come avrei voluto io. Son passati un paio di giorni ed è uscita la nuova versione di Virtual Box, che avevo scartato per via di due grosse pecche della versione precedente: il supporto per le immagini non VDI in tono minore (niente snapshot) ed il fatto che configurare la rete in modalità “full” richiedeva non pochi giri di configurazione passando per l’installazione di un antipatico bridge. La nuova versione, recensita dal buon Enrico, siDottor Shibastema proprio questi due problemi tra tanti altri miglioramenti ed è diventato de facto il mio VM host preferito. La seconda parte della migrazione, quella della generazione dell’immagine, l’ho effettuata, sul consiglio del solito Enrico, usando il tool di VMWare chiamato VMWare converter che si occupa appunto di fotografare una macchina “fisica” in  un’immagine VM.

    Anche in questo caso l’immagine non era direttamente bootabile ma la sovrareinstallazione ha praticamente fatto miracoli. A vedere la VM girare sul nuovo laptop ho avuto una piccola sensazione di deja-vu. Mi è venuto in mente il cartone animato Jeeg Robot d’acciaio in cui la coscienza del dottor Shiba viene trasferita in un enorme computer cilindrico.

    Tutto è bene quel che finisce bene e – in attesa di vedere quali miglioramenti verranno apportati in Virtual PC 200-che-sarà – non posso assolutamente evitare di consigliare il prodotto di Sun, anch’esso gratuito.

    Buona virtualizzazione a tutti

    -quack

  • Fargo

    Fargo, North Dakota. Una delle città più fredde di tutte gli Stati Uniti nonché ospite di una delle tante sussidiarie MS in Nord America. Nonché sede di tanti colleghi spiritosi che hanno risposto a questa mail:

    Warning

    Puget Sound Campus Open with Limited Services

    The Corporate Facilities in Puget Sound, including satellite areas will be Open and is expected to have LIMITED SERVICES due to continued Snow/Ice conditions in the local area
    […]
    Please exercise extreme caution driving and walking on campus

    con molta ironia:

    Warning

    Fargo Campus Open with No Interruptions

    Due to normal cold weather and heavy snowfall the Corporate Facilities in Fargo, including satellite areas will have NO SERVICES INTERUPTED due to Snow/Ice conditions in the local area.
    […]
    Please exercise normal caution driving and walking on campus as you are more likely to be attacked by a bunny than slip and fall on the ice

    In Fargo, d’inverno, è più facile essere attaccati da un coniglio incazzato che scivola sul ghiaccio e sbatte la testa che scivolare. Darwin docet.

    -quack

  • Tagging

    Quando è saltato l’hard disk del mio mediacenter ho perso qualcosa di molto prezioso: il tempo che avevo impiegato nel taggare gli MP3 della mia collezione in maniera precisina precisina. Non tanto perché mi piace essere pignolo, ma perché l’interfaccia di Windows Media Center è molto basata sui tag.

    Uno di questi tag, che quasi tutti i software che permettono di gestirli sembrano considerare di secondaria importanza, è quello che va sotto il nome di ‘album artist’. Qualcuno potrebbe chiedersi di che differenza ci sia tra ‘artist’ e ‘album artist’ ma la risposta diventa banale quando si prendono in considerazione le famigerate compilescion: chi ricorda quella con gli schiaffi? . In media center infatti è possibile vedere gli album in base al cantante ma in caso di compilescion formata da diversi cantanti/gruppi musicali, sotto quale dei tanti inserire l’album?

    Windows Media Center perciò usa il tag ‘Album Artist’ per indicare questo raggruppamento. Per le compilescion diventa quindi sensato usare ‘AA.VV.’ come album artist. Il problema è che non tutti i software di ripping sono nati uguali, non tutte le compilescion sono vere compilescion, ecc. Tocca quindi ripassare i tag con qualche tool apposito. E magari per pignoleria cambiare anche il nome del file/folder (a me piace il formato: <Artist>\<Album>\<track> - <titolo>). In passato remoto ho provato tanti tool (gratuiti, shareware, commerciali, ecc.) ma il migliore di tutti è sempre risultato Tag&Rename giunto alla versione 3.5. Però ho sempre avuto il sospetto che qualcosa di gratuito che facesse bene queste due cose (taggare e rinominare).

    Ho deciso di provare The GodFather, grazie anche al suggerimento di ELF, che non mi ha mai ispirato forse per il nome. Sono rimasto piacevolmente sorpreso nello scoprire che in effetti la versione 0.70 di GodFather fa (quasi) benissimo entrambe le cose. Avrei tolto il quasi se il supporto per ‘album artist’ fosse stato più diretto: è possibile visualizzare/modificare un sacco di tag inutili, ma non ‘album artist’; tra le opzioni c’è la possibilità di copiarvici il valore di ‘artist’, ma nel caso delle compilescion questo non basta. Non mi sono scoraggiato più di tanto però perchè ho scoperto che The GodFather supporta un linguaggio di scripting Pascal/Delphi-based e creare uno script al volo è stato un gioco da ragazzi. Se non fosse per l’interfaccia di tag dall’usabilità un po’ convoluta, il tool sarebbe pressocché perfetto, nonostante sia datato 2005 (chissà perché si è fermato).

    Ravanando sul forum di The GodFather ho scoperto però un altro tool, altrettanto potente e ricco di opzioni, che si chiama MediaMonkey. Dai primi esperimenti che ho fatto è il tool definitivo per il tagging: meno convoluto di The Godfather, a tratti molto semplice da usare (il tool di riferimento rimane Tag&Rename). MediaMonkey è disponibile in due opzioni, Free e Gold ma sinceramente già le opzioni inlcuse nella versione free (masterizzazione, ripping, ecc.) sono border-line bloatware.

    Giudizio finale: sono definitivamente da provare tutti e tre. Ma io a questo punto mi accatterei MediaMonkey.

    -quack

  • Rebate

    Devo per forza dedicare un post al fenomeno prettamente americano dei rebate (noto anche come MIR). Chi ha pazienza di leggere un articolo lunghetto in inglese può trovare tutte le spiegazioni in questa pagina.

    Rebates

    Un rebate è uno sconto postumo che viene inviato a casa, previa registrazione presso chi lo offre (può essere il produttore ma anche il rivenditore) compilando un modulo cartaceo ed includendo il codice a barre del prodotto acquistato. Dopo un certo lasso di tempo di processing viene recapitato un assegno pari all’importo del rebate al registrante. Il problema è che il meccanismo dei rebate è piuttosto eterogeneo e non tutti i venditori offrono lo stesso tipo di garanzie. In generale gli sconti dei produttori sono piuttosto affidabili in quanto mirano a passare il ribasso direttamente al cliente evitando che il ribasso del prezzo venga cannibalizzato dal rivenditore. La stessa cosa non è valida per i rebate offerti direttamente dai rivenditori che il più delle volte utilizzano meccanismi di registrazione volutamente convoluti per fare in modo che il rebate non sia applicabile; questo accade molto raramente con i rebate dei produttori, ma accade lo stesso.

    A complicare le cose c’è il fatto che purtroppo le tasse (l’equivalente dell’IVA) si pagano sul prezzo pieno per cui calcolare il prezzo reale diventa un gioco matemagico. Alcuni rivenditori molto affidabili utilizzano un sistema completamente on-line generando un codice unico per il tipo di prodotto direttamente sullo scontrino, ma per chi fosse sprovvisto di qualsiasi forma di connessione a internet può sempre far riferimento al processo cartaceo.

    Ci sono casi rari in cui il rebate è superiore al prezzo totale incluso di tasse: se non fosse per il fattore rischio mai nullo sarebbe comunque una pacchia, ma così non è.

    Wikipedia dedica un’intera sezione ai vantaggi che un rebate promozionale può avere dal lato sia del venditore che del compratore. Giusto per la cronaca, l’ultimo rebate produttore per un banco di memoria da 2GB comprato da Fry’s ha richiesto i seguenti passi:

    • scaricare un PDF online con le istruzioni per il rebate. Il link era stampato in maniera semi-sbiadita sullo scontrino
    • le istruzioni a loro volta riportavano un codice numerico da inserire nel sito del produttore per accedere alla pre-registrazione online
    • una volta immessi i dati per la pre-registrazione è comparso un altro codice insieme ad un link contenente il modulo rebate compilato completamente e corredato di istruzioni; il codice sarebbe dovuto servire per eventuali problemi nella stampa del modulo
    • ritagliare il codice a barre e appiccicarlo sul modulo, nello spazio designato, con del nastro adesivo. Le istruzioni indicano chiaramente che usare la spillatrice porterà (nel senso di ‘con certezza’) ad inevitabili ritardi, come pure spedire il codice a barre in maniera “sfusa” (?); nessuna penalità è indicata per l’uso della colla ma non me la son sentita di rischiare
    • allegare (non è spiegato come, ma immagino in maniera sfusa) la copia apposita dello scontrino
    • infine fotocopiare e spedire il tutto all’indirizzo di destinazione

    Tale processo è un po’ fuori dal comune ma dà correttamente l’idea di come funziona la gara ad ostacoli.

    Infine è interessante notare che qualsiasi tentativo di approfittare del meccanismo dei rebate è considerata frode postale che è un reato federale. Caveat emptor.

    -quack

  • Hardware Upgrade ++

    Questo post non centra un fico secco con i computer (o quasi; i PC sono impossibili da evitare). Ieri mi è arrivata la nuova Canon VIXIA HF 100, primo camcorder HD tapeless.

    Vixia

    La notizia che ha fatto scattare la molla è quanto mi ha detto un collega: su una SD da 16GB c’è abbastanza spazio per 2 ore di filmato a qualità massima compresso in AVCHD. Non che mi importi molto dell’alta definizione, ma è meglio avere molti pixel in più quando la compressione si fa spinta per arrivare a destinazione con una qualità decente. I costi già bassi ma in prospettiva ancora più bassi delle schede SDHC mi hanno convinto che questa è la scelta giusta anche rispetto al modello leggermente più costoso HF 10 con 16GB già inclusi. Passare contenuti dal camcorder al PC via firewire è obsoleto: è il principale motivo per cui non ho mai avuto abbastanza pazienza per testare PE4; per fortuna sono riuscito a corrompere lo stesso collega a farmi comprare la versione 7 di Premiere Elements che include, guarda caso, il supporto nativo per AVCHD. Nota stonata la mancanza di un carica batterie separato: l’unico modo per caricare la batteria è alimentare direttamente il camcorder. Forse mi rivolgo al mercato della componentistica “compatibile” prima del compimento della visita parenti che comincia domenica prossima: due cognati e tre nipoti spassosissimi. Roba da ispirare anche Spielberg!

    -quack

  • Digital Cable Conversion

    Tra poco più di due mesi il passaggio al “digitale terrestre” in America sarà totalmente irreversibile. La maggior parte delle persone ha già provveduto a dotarsi di decoder gratuito (dopo rebate), ma qualche anziano che di digitale non ne sa proprio niente finirà sistematicamente per avere problemi. Questo spot racconta fedelmente quello che succederà quando qualche simpatico nonnino cercherà di connettere l’accrocchio alla TV:

    nonnina digitale

    -quack

  • 10.5.6

    È disponibile il nuovo aggiornamento per OSX. Tra le “novità:”, scusassero il sarcasmo, il 10.5.6 Improves Time Machine reliability with Time Capsule. Un po’ come è successo per quasi tutti gli altri aggiornamenti fino ad ora e mi fa chiedere qual’era la qualità di Time Machine/Capsule. Giusto per ricapitolare:

    10.5.1:

    Time Machine
    Addresses formatting issues with certain drives used with Time Machine (specifically, single-partition MBR drives greater than 512 GB in size as well as NTFS drives of any size and partition scheme).
    Resolves an issue in which files restored in Time Machine may be restored to the backup hierarchy rather than the folders to which they belong.

    10.5.2:

    Time Machine
    […]
    Improves backup reliability when computer name contains slash or non-ASCII characters.

    10.5.3:

    Time Machine
    […]
    Updates Time Machine to reliably restore attachments and messages in Mail.

    10.5.5:

    Time Machine
    […]
    Improves Time Machine reliability with Time Capsule.

    Nota positiva, la 10.5.6 sistema una ben nota vulnerabilità:

    CVE-2008-4224: An input validation issue exists in the handling of malformed UDF volumes. Opening a maliciously crafted ISO file may lead to an unexpected system shutdown. This update addresses the issue through improved input validation.

    Dopo sei aggiornamenti finalmente “qualcuno in Italia” se ne è accorto. Un ringraziamento a Mauro Notarianni per aver dimenticato di citare la fonte.
    -quack

  • Fiji de p*ta

    Chiedo scusa per l’espressione colorita riferita ai soliti str*nzi cinesi alla ricerca di password per World of Warcraft et similari.

    Due parole sull’ultima vulnerabilità di IE7. È seria, per tanti motivi, ne elenco almeno un paio:

    1. questa gente è alla ricerca di password e cookie; il protected mode purtroppo non serve a proteggere dalla lettura, ma solo dalla scrittura.
    2. gli str*nzi di cui sopra stanno sfruttando vulnerabilità da SQL injection per infettare a gogo tramite IFrame. Questo significa che molti siti “tranquilli” potrebbero diventare portatori sani della vulnerabilità.

    Il consiglio migliore è quello di navigare al largo usando una virtual machine continuando ad usare il browser preferito (IE7, Chrome, Firefox, ecc.) FUORI dalla virtual machine per siti “protetti” (banche serie et. similia).

    Firofox non è una soluzione. Safari/Chrome neanche (thanks Rocco). È immaginabile che presto gli attacchi diventeranno sempre più elaborati.

    L’evoluzione della vicenda può essere seguita sul sito ufficiale o in alternativa sui soliti siti molto informati.

    -quack

  • Automobilisti del Nord West

    Guidare a Seattle non è come guidare in nessun’altra parte del mondo per quanto riguarda la fauna automobilistica e questo è dovuto essenzialmente a quattro fattori:

    1. il cambio automatico, molto popolare in America. Chi guida il cambio manuale è considerato esemplare da museo (vedasi sottoscritto)
    2. il livello di melting pot: si dice che Seattle sia una delle città più eterogenee di tutti gli Stati Uniti a livello di provenienza geografica dei suoi abitanti; probabilmente quindi anche di tutto il mondo
    3. il livello di geekness: la concentrazione di geek “puri” a Seattle, ovvero di gente incapace di sostituire una ruota di scorta, è una delle più alte del mondo
    4. l’aria generalmente rilassata e cool se confrontata con la frenesia di altre metropoli (Los Angeles, Seattle).

    Il risultato è un campionario di manovre e situazioni automobilistiche altrove impensabili. Questi alcuni stereotipi che ho individuato:

    Gli accodati: quasi tutte le strade “normali” hanno due corsie per ogni senso di marcia, quelle a più alta percorrenza hanno tratti a tre corsie soprattutto nelle vicinanze dei semafori. In queste condizioni ad un semaforo rosso ci si aspetterebbe che le macchine si distribuiscano equamente tra le due corsie senza svolta obbligatoria. Invece molto spesso capita di vedere una delle due corsie avere code di 10-15 veicoli in più rispetto all’altra per nessun motivo apparente.

    I sorpassatori da manuale: per lo stesso motivo di cui sopra relativo al numero di corsie “sorpassare” è una operazione teoricamente molto semplice: si cambia corsia e si prosegue. I sorpassatori da manuale, sempre senza nessun motivo apparente, una volta superato il veicolo “lento” ritornano sulla corsia di prima certe volte senza neanche lasciare molto spazio dietro di loro e tagliando di fatto la strada a coloro che hanno appena superato.

    Gli indecisi: gli indecisi cambiano corsia inutilmente e più volte.

    Gli indaffarati: guidano ma al tempo stesso mangiano un biscotto inzuppato nel caffelatte alle tre del pomeriggio e tra un biscotto e l’altro leggono l’ultimo romanzo di Danielle Steel. Ne ho beccato una che in un momento di traffico intenso tra una frenata e l’altra spuntava le unghie dei piedi.

    Gli imbranati: di solito provengono da piccoli paesini extra continentali molto rurali e sono abituati al traffico di un motoveicolo per kilometro quadro e a dare spesso la precedenza ad animali quadrupedi. Guidano come se fossero indaffarati-indecisi-accodanti ma senza averne nessun’altra peculiarità.

    I corollari: sono quelli che guidano una Toyota Corolla. Sarà placebo ma da quando ho cominciato ad ipotizzare la correlazione tra Corolla e modo di guidare vado sempre più convincendomi che siano i più pericolosi automobilisti in circolazione. Può darsi che in altre parti del mondo i corollari siano ottimi automobilisti, ma non a Seattle e Dintorni.

    -quack

  • Miti Microsoft: James Hamilton

    Non dimenticherò mai il giorno e il modo in cui ho conosciuto James Hamilton. Erano gli ultimi giorni precedenti il rilascio di .Net 1.1 e c’era un baco James Hamiltonnel DataSet improvvisamente venuto fuori a causa di alcune modifiche alla temporizzazione dei thread che gestiscono la garbage collection nella CLR. Il baco era in un pezzo di codice che nessuno aveva toccato da mesi ma che appunto era stato esposto da cambiamenti esterni. Schivata la pallottola della regression, che può risultare molto velenosa se il prodotto è in dirittura di arrivo, è cominciata l’analisi del baco e la proposta della fix. Ero pronto per affrontare la war-room, quando all’improvviso si presenta nel mio ufficio il capo del mio capo (Dev Manager) presentandomi James: blue jeans, chiodo e la stessa capigliatura da rock star come da foto, sono rimasto esterrefatto quando il Dev Manager ha detto che James era il suo capo. Era da pochi giorni diventato GM del mio team e pensavo che fosse una strana visita di cortesia ma James mi spara a bruciapelo domande molto tecniche riguardo la fix. Wow, sono rimasto molto sorpreso dalle sue competenze e lui felice di essere in buone mani per quello che stava per accadere nella war room. Da allora si è creato un rapporto più amichevole del solito rapporto tra GM e dev. Lui poi è finito ad architettare data-center in roulotte, io nei meandri di Windows e non ci siamo più potuti beccare. Anyway…

    Era da tanto che avrei voluto scrivere due righe su di lui, mi è sembrato appropriato farlo prima che rendesse definitiva la sua dipartita dal Campus per la volta di Amazon nel ruolo di VP per i Web Services. Sono contento che, in fin dei conti, lascia per inseguire ancora una volta la sua passione. Che sagoma!

    -quack

    P.S. il baco nel DataSet poi non fu accettato: il cliente, anche se importante, stava usando alcune API in maniera non supportata. Rischiare di destabilizzare tutto il DataSet per i capricci di un baco fu considerata a giusta ragione mossa molto azzardata. Ma mai 10 righe di codice furono analizzate con più meticolosità

  • Appello

    Premessa: non mi interessa parlare di politica su questo blog. Ho rispetto per quello che io chiamo”il mio Presidente”, un po’ meno per le sue gaffe internazionali. Però siccome mi è sembrato che nessuno abbia colto la genialità di questa perla, perdonate l’abbondante off-topo.

    Senza parole.

    -quack

    P.S. l’episodio è andato in onda al TG delle venti del 6 dicembre 2008.

  • CUDA, OpenCL e Windows 7

    Segnalo questo post interessante e provocatorio di Adrian: Could Snow Leopard leave Windows 7 eating its dust?

    Interessante perché Adrian si sofferma sull’unica informazione reale disponibile oggi su Snow Leopard, ovvero le specifiche OpenCL. Provocatoria perché la questione di fondo su OpenCL, ovvero il fatto che siano multi-piattaforma - mi ha fatto riflettere parecchio e portato alla mente il confronto OpenGL vs. DirectX proposto in questo thread. Concordo con NonZealot, in certi settori molto verticali la compatibilità multi piattaforma è una qualità poco ricercata.

    E poi a proposito di multi piattaforma mi è venuto in mente un aneddoto: c’era un gioco online ed open source che mi piaceva molto ma il cui sviluppo languiva e progrediva a passi di bradipo. Il gioco era scritto in C++ ma usava librerie multi piattaforma (WxWidget/OpenGL) anche se era rilasciato solo per Windows. Alla mia domanda se avesse senso continuare col C++ o passare a C# che offre un framework molto più completo e robusto, mi è stato risposto che fosse imperativo supportare più piattaforme. Sono passati 3 anni, la versione ‘2.0’ langue e se mai verrà rilasciata entro il 2010 funzionerà solo su Windows. Se fosse stato un prodotto commerciale, una politica del genere sarebbe stata sicuramente suicida. Morale della favola, anche se con CUDA/OpenCL questo inciso non centra un fico secco, molto spesso ad uccidere non è cattivo codice ma l’over-engineering.

    -quack

    P.S. credo che questi aggiornamenti Apple volti a “migliorare” la stabilità del sistema possano essere considerati indizi sufficienti a dimostrare che i problemi menzionati nel post precedente siano tutto fuorché FUD. Se tre indizi fanno una prova…

    P.S.2: dimenticavo due bachi importanti Zero Day descritti in questo post. Uno molto grave riguarda IE7 su Vista SP1, anche se è descritto molto peggio di quello che è in realtà (rimane molto grave). Il fatto che l’exploit sia apparso il giorno dopo il patch Tuesday significa che qualcuno punta a farci lauti guadagni anche se mi meraviglia il fatto che in Cina gli account dei giochi online si vendano come le caldarroste. La Cina per me rimane un mistero.

  • ZuneGate, AppleGate e GoogleGate

    Mentre le uniche “notizie” con qualche fondamento dal mondo Apple sembrano essere solo guai con i nuovi MacBook (a quanto pare su alcuni modelli fare l’upgrade della costosissima RAM porta a freeze improvvisi e casuali; su altri sembrano esserci problemi con la scheda grafica che porta invece a freeze improvvisi e causali) è fresca di qualche giorno la simpatica protesta degli Apple fan nei confronti del neo-eletto presidente Obama definita ZuneGate: simpatica come un brufolo sul posto più inappropriato perché – aldilà se il presidente in pectore usi o meno uno Zune – il motto “think different” mal si applica agli iPod che sul mercato hanno quote da maggioranza bulgara, oltre ad essere nelle versioni base dei player molto scadenti se confrontati con uno Zune. A proposito di sensibilità: il mondo dei Zune fan da poco annovera anche Manuel De Icaza, affascinato dal modello di jukebox in the cloud offerto dalle subscription mensili. Sensibilità totalmente contrapposta allo stile neo-zoticon di certi personaggi pseudo-biblici.

    Notizia altrettanto fresca ed interessante il rilascio della piattaforma CMS che è alla base di siti come Mix dal nome di Oxite. Completamente riscritta da 0 sotto ASP.Net MVC presenta spunti alquanto interessanti nonostante sia ancora una Alpha (MVC stesso è una beta).

    Sul fronte Google notizia altrettanto interessante il rilascio di NativeClient, che a me suona tanto di resa sul fronte JavaScript. Sono molto scettico a riguardo vista già la serrata battaglia tra Adobe Flash (ubiquo) e SilverLight (tecnicamente superiore e DRM friendly) però il progetto sembra tecnicamente interessante. La domanda che mi chiedo è: ce la faranno i nostri eroi a tirare fuori l’ennesima VM che possa soppiantare un intero OS? Da cui tutto il mio scetticismo…

    -quack


    [1] Non ne possiedo uno, ma ammetto che l’effetto subscription + 10 download mi ha messo l’acquolina in bocca…

  • Senza

    Bottino del weekend: 3 dei miei problemi con il DELL Studio sono – forse – definitivamente risolti: parlo del problema numero 1. (insonnia), numero 3. (coma) e numero 8. (crappy video).

    La soluzione del primo, che a questo punto sospetto sia dovuta alla installazione da zero che resetta alcuni parametri vitali, è descritta in questo post. Per il coma, ovvero tempi di risveglio esageratamente lunghi, problema che avevo già segnalato come scomparso ma che è misteriosamente riapparso come il primo, pare che sia stato benefico l’aggiornamento del driver del fingerprint reader. In questo caso la nota di rilascio recita: Added the Vista 64-bit OSes support (in realtà Vista-64 era già supportato, ma la nota mi fa capire che qualcosa evidentemente non andava al 100%).

    Infine il terzo problema mi ha dato l’occasione di sperimentare DD-WRT: è un firmware alternativo Linux based per router basati su chipset Atheros o BroadCom. In confronto a quello standard ha un sacco di feature aggiuntive di tutto rispetto; quelle a me più gradite sono il DHCP statico ovvero la possibilità di assegnare lo stesso IP allo stesso mac-address che facilita di molto la configurazione del firewall; la possibilità di settare il QoS per alcuni protocolli; il supporto funzionante per i siti di DNS dinamico; la possibilità di configurare dettagli inimmaginabili del funzionamento del router. DD-WRT è rilasciato in diverse versioni: micro, mini, standard e mega in dipendenza della Flash RAM a disposizione sul router. Siccome per installare la standard sul mio c’era bisogno di passare dalla mini, ho deciso di evitare un ulteriore upgrade e tenere la mini in quanto la differenza tra le feature non è per niente appealing. Per l’installazione di DD-WRT è fortemente consigliabile avere un router di scorta, il bricking potrebbe essere a portata di upgrade.

    -quack

    P.S. necessario per chi mi legge e pensa che io sia anti-apple: non sono “anti”, sono semplicemente “senza” (riciclando una battuta del vecchio settimanale satirico Cuore).

  • Defaillance

    Un motivo ulteriore per odiare gli antivirus e cercare di viverne senza è dovuto ad alcune defaillance che possono risultare molto, molto, pure troppo antipatiche. Purtroppo, nel bene e nel male, sui miei PC in ufficio l’antivirus è obbligatorio in tutti i sensi pena l’impossibilità di collegarsi al dominio e poter anche solo pensare di lavorare. La scelta è più che giusta visto che in azienda non lavorano solo programmatori scaltri ma un fitto campionario di utenti di ogni genere e grado.

    L’ultima clamorosa defaillance è stata quella di AVG che ha reso inoperabili i PC di mezzo mondo cancellando senza appelli alcuni file di sistema. Di un paio di giorni fa invece è la defaillance di InocuLAN: niente di grave ma i preparativi tecnici di youtube per supportare l’alta definizione hanno fatto scattare un falso allarme alquanto antipatico:

    The Actns/Swif.T was detected in C:\USERS\…\L[1].SWF.
    [omissis]
    File Status: File was cured; system cure performed.

    L’allarme scattava anche per i video di youtube hostati su questo blog. Dopo qualche millisecondo di pre-panico mi sono reso conto che la URL in youtube era diversa dal solito. Facendo 2+2 sono arrivato alla conclusione che tutto rientrasse nella semi-normalità.

    In questi minuti il week-end volge al termine il week-end, molto positivo in quanto ho risolto (spero) un paio di glitch con il mio DELL. I dettagli in un prossimo post ma la colpa stavolta era del router. Prima del congedo notturno la risposta al quizzillo: è il codice di sblocco operatore del mio G1 gentilmente offertomi da T-Mobile per “anzianità” di servizio. Complimenti a tutti per le risposte molto originali

    -quack

    P.S. pensando al post sul malware mi è venuto in mente il seguente corollario. Visto che iTunes per Windows si ostina ad installare Apple Update anche contro la volontà dell’utente, la definizione di malware ci sta tutta. Non è il fine che fa il malware ma il mezzo.