A Ovest Di Paperino

Welcome to the dark side.

  • SuperTools: FileHippo Update Checker

    FileHippo Con tutti i problemi di sicurezza che si leggono in giro, mantenere aggiornato il software che si usa sul proprio PC è un obbligo morale.

    Per fortuna un tool molto pratico come FileHippo Update Checker può davvero fare la differenza.

    Il funzionamento è davvero banale: scaricare l'eseguibile e salvarlo da qualche parte (magari sul desktop, sempre molto comodo). Se non si salva l'eseguibile in un folder locale, il tool avrà problemi a funzionare.

    Una volta lanciato, il tool farà un'analisi di quanto c'è di installato sul proprio hard drive:

    Analisi

    per poi successivamente aprire una pagina web contenente i link a tutti i programmi che necessitano di aggiornamento con tutte le informazioni sulle versioni:

    Detected

    inclusa una sezione sulle eventuali beta:

    BetaDetected

    Nonostante sia una versione beta, FileHippo funziona davvero egregiamente: occupa pochissimo spazio (~120K) ed è molto veloce. Oltre ad essere freeware.

    Insomma, come da mio solito per questi super tools il mio consiglio è uno solo: accattatavillo!!

    -quac'

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  • Gadgets 101

    I curiosoni come me sono sempre stati "stimolati" dal vedere iconcine «nuove» nella tray area dei PC di amici e conoscenti.

    ispetgadget

    La «versione» nuova di tali iconcine è rappresentata dai «gadget» disponibili per le varie piattaforme.

    Ultimamente ne ho scoperti 3 di nuovi ed interessanti per Vista, davvero molto comodi e che a questo punto mi fa molto piacere condividere.

    Il primo è CallWave SMS e permette di mandare - previa registrazione gratuita - un SMS a quasi tutti i cellulari del mondo. Davvero molto comodo seppur con qualche bacuzzo.

    Il secondo è The Magic Folder, che io rinominerei l'aspirapolvere magico. Trascinando un file sul gadget si ottiene l'effetto di spostarlo nel folder più appropriato in base al tipo di file, configurabile per estensione: funziona anche con selezioni multiple; è molto comodo per selezionare tutto il contenuto del desktop e fare pulizia immediata da cui il nome di aspirapolvere magico. Altro che Stacked Folder di Apple. Tze!

    Il terzo ed ultimo di questa carrellata è il Woot-gadget. Woot.com è un sito che vende un solo articolo al giorno (per lo più roba di elettronica) a prezzi estremamente scontati. Le quantità sono limitate per cui è importante agire in fretta: niente di più comodo perció di un gadget che tiene d'occhio per noi il sito in questione.

    Enjoy!

    -quack

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  • Tipi da Messenger: gli impazienti

    MSNImpazienteChi è l'impaziente?

    L'impaziente è il contatto messenger che ha urgenza di contattarti: mica per un motivo importante, sia chiaro! Ma per raccontarti l'ultima barzelletta, passarti l'ultimo link alla moda, raccontarti l'ultimo gossip del momento.

    Il punto è che l'impaziente arde dall'urgenza di avere un riscontro al suo messaggio. E lo fa in due fasi, distanziate di un delta temporale a piacere inversamente proporzionale all'impazienza del tipo in questione. Impazienza a sua volta classificabile grosso modo in 4 fasce: impaziente lento, impaziente moderato, impaziente grave e impaziente clinico.

    Fase uno. Messaggio: «ci sei?» o qualcosa di simile.

    Fase due. «Trillo», in inglese «Nudge», che viene notato anche dal collega che soprassiede nel frattempo in ufficio. E che ti fa notare che di «trilli» ne ricevi abbastanza (il collega appartiene alla sottospecie «capo impiccione»).

    Gli impazienti che conosco io appartengono tutti alla categoria «clinici», con un delta temporale c6-trrrillo[1] inferiore al millisecondo; per tale motivo occorre una dose minima di prevenzione. Evitare cattive figure è facile: basta disattivare il suono del trillo dal menù opzioni, come ho già fatto:

    NoNudge

    Ai miei impazienti dico: state avvisati... non vi «sento» più!!! Stick out tongue

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    [1] © by paperino Smile

  • T-shirt umoristiche

    ROFLMAOHo una grande passione per le t-shirt umoristiche. Tempo fa mi cadde lo sguardo su quella sulla sinistra.

    È basata sul gioco di parole derivante dall'acronimo LMAO (laughing my a-- off).

    La si può trovare in vendita presso questo negozio online.

    Siccome non riuscivo più a trovare la maglietta in questione ho dovuto ravanare un po' in giro con i motori di ricerca.

    Alla fine sono atterrato su questo blog, all about t-shirts, chiamato t-shirts around the internet. Big Smile

    Da lì mi son fatto catturare da un paio di altre t-shirt.puffi

    Tra queste la t-shirt nell'immagine qui a destra, chiamata l'attacco dei puffi.

    Consiglio vivamente di fare un giro sulla photo gallery della maglietta: è troppo troppo divertente!

    -Enjoy!

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  • Questo e' un lavoro

    ...per Superman!

    E chi non ha sognato mai di fare un'uscita del genere? (io la farei in uno di quei meeting noiosi giusto per dare un po' di colore)

    -quack

  • Brevetti software

    Raccolgo un paio di fatti e opinioni degli altri.

    Raymond Chen (passata quasi inosservata):

    "Software patents suck!" It's irrelevant what your or my opinion of software patents is. So long as they are legal, they will exist, and you and I will just have to deal with it. If you want a change, write to your congressman. Support candidates whose position on software patents is compatible with yours. Complaining to me accomplishes nothing.

    Mark Shuttleworth:

    Neither Canonical nor the Ubuntu project have any interest in signing an agreement with Microsoft on the back of the threat of unspecified patents. We have consistently (but politely) declined to pursue those conversations with Microsoft, in the absence of any details of the alleged patent infringements.

    Accordo di Microsoft con Xandros:

    Not content with one Linux deal with Novell, Microsoft has announced at the US Tech Ed that it’s done a similar deal with Novell’s competitor, Xandros, despite the latest draft of the GPLv3.

    Accordo di Microsoft con Linspire:

    Microsoft signs deal with Linspire

    L'approccio Ubuntu:

     

    Che dire: c'è gran fermento sull'argomento!!

    -quack

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  • Etichette

    label collage Si narra che quando Einstein lasciò la Germania nazista per espatriare negli USA dovette affrontare una guardia alla frontiera che, tra le generalità e le domande di rito, chiese:

    «Razza?»

    «Umana!», fu la risposta di Einstein.

    Non mi piacciono le etichette nonostante ce ne siano davvero tante tra cui poter scegliere; e provo una certa compassione per chi passa il suo tempo a cercare di appiccicare etichette sugli altri. Prendo in prestito da quel genio che fu John Lennon per ribadire che «Life is what happens to you while you are busy sticking labels to others».

    Per quanto mi riguarda poi ho la pelle molto ruvida; provare ad incollarci un'etichetta è tempo e fiato sprecato: «non attacca» Big Smile

    -quack

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  • Bachi noiosi: WMP11

    Il software non è mai perfetto, soprattutto quando si tratta di un sistema complesso come Windows Vista.baco È da un bel po' che ho beccato un paio di bachi di windows media player 11 davvero antipatici. Per il primo, quello davvero antipatico, così antipatico che mi aveva spinto ad installare un player aggiuntivo, l'ho risolto via workaround. L'altro, ha un aspetto molto randomico, ma per fortuna è molto meno antipatico del primo. Di che si tratta?

    1. Sul mio laptop DELL, verso la fine di una canzone diciamo 10-15 secondi prima che passi alla successiva, windows media player si mette a fare un po' di scratching. Ho indagato con Filemon e ho notato che in quello specifico punto WMP ravana un po' in giro nel folder della canzone.
      Alla fine ho trovato un post in giro che spiega che il tutto ha a che fare con gli Enhancement del suono (e quindi ha una qualche relazione con i driver della scheda audio). Disabilitandoli, WMP smette di fare il pazzo deejay. Ci si arriva via Control Panel/Hardware and Sound/Sound, cliccando su Speakers e poi scegliere il tab Enhancements. Dopo di che spuntare l'opzione mostrata qui sotto:
      WMPBug1
    2. Ogni tanto, molto ma molto randomicamente, chiudere WMP non uccide il processo corrispondente. L'effetto che si ottiene è che WMP continua imperterrito a suonare. Il workaround, banale, è quello di far partire il Task Manager e uccidere il processo.

    La speranza è che questi bachi vengano sistemati nel SP1: non c'è niente che sia davvero uno showstopper. Il che mi porta a fare la prossima domanda: ma ci sarà un SP1 o Vista sarà il primo OS Microsoft a non averne uno? E cosa vorreste che venga sistemato nel SP1? Io ho la bocca cucita Stick out tongue

    -quack

  • Creare un drive USB bootabile con WinPE

    UPDATE: in questo post è indicato un metodo più semplice, pratico e veloce.

    Avere un drive USB di boot può tornare molto utile nelle occasioni più disparate, sopratutto in casi di data recovery su PC che ormai non fanno più il boot.

    Ho parlato tempo fa di WinPE, ma i passi da seguire per creare una immagine customizzata possono essere anche un po' complicati. Ravanando in giro sono riuscito a mettere insieme questa piccola guida.

    Questi sono i passi da effettuare per creare un disco di boot con WinPE.

    1. Procurarsi un drive USB vuoto da almeno 256MB; volendo si può - alla fine delle operazioni - usare il drive USB anche per altri scopi: in questo senso più grande il drive, meglio è.
    2. Scaricare e installare il Windows Automated Installation Kit; WinPEformatnel frattempo che il Kit viene scaricato si può passare ai passi successivi
    3. Formattare il drive usando il file system FAT32 come da figura a lato
    4. A questo punto prendere nota della lettera assegnata al drive USB e aspettare che l'installazione del Kit al passo 3 sia completata
    5. Lanciare "Windows PE Tools Command Prompt" che si trova nella cartella programmi chiamata "Microsoft Windows AIK"
    6. Dal prompt di comandi digitare il seguente comando:
      Copype.cmd x86 c:\winpe_x86
    7. Copiare i file sulla chiavetta con questo ulteriore comando, sostituendo F:\ con il nome del drive creato al punto 3:
      xcopy c:\winpe_x86\iso\*.* /s /e /f f:\

    Nel folder root della chiavetta USB si possono copiare anche ulteriori programmi utili per scopi diagnostici e/o backup-restore. Alcuni suggerimenti:

    • drive snapshot di cui ho parlato in questo post
    • diskwipe, ottimo per cancellare in maniera sicura gli harddrive in disuso
    • free undelete, per recuperare file cancellati in maniera accidentale.

    Ovviamente scompattare i file zip prima di copiarli sul drive. L'ideale è creare un folder chiamato tools e metterci li tutto il software necessario.

    Piccola nota: una volta lanciato un sistema con WinPE comparirà un command prompt con il drive corrente settato su X:\
    X:\ non corrisponde però al contenuto della chiavetta ma ad un drive virtuale di boot specifico di WinPE. Il contenuto del pen drive è mappato sulla prima lettera di drive libera. Esempio: se il PC in questione ha 2 harddisk e un lettore CD-ROM, il pen drive sarà mappato con la lettera F:\ (C:\ e D:\ saranno assegnate agli harddisk, E:\ al lettore CD-ROM)

    Un altro paio di suggerimenti se si vuole usare il drive anche per altri dati:

    1. Nascondere i folder di sistema e file di sistema, cosi da non essere cancellati inavvertitamente: boot, EFI, source e il file bootmgr
    2. Creare un file di testo nella root del drive chiamato WinPE_drive_non_formattare: servirà come promemoria che il drive è bootabile

    -enjoy!

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  • Il blog degli altri

    lettore Una domanda che mi sono posto molto spesso è quella di leggere i blog degli altri. Mi spiego meglio: spesso mi capita di scoprire un nuovo blog; nuovo per me, ma non per l'autore che magari blogga già da qualche anno.

    Le opzioni si riducono a due:

    • arrendersi e limitarsi a leggere solo i nuovi post
    • mettersi con la santa pazienza e fare il percorso a ritroso; quasi nessuno dei blog infatti permette di leggere i post in ordine cronologico; forse ad eccezione di WordPress che per ogni post dà la possibilità di passare a quello successivo... se solo ci fosse un link al primissimo post

    Una terza opzione che mi piacerebbe vedere implementata sul blog degli altri è un pulsante "Export to PDF" con magari un bel layout disegnato per la carta stampata. L'idea ha sinceramente superato anche il confine di vaporware: avevo già cominciato a pensare ad una soluzione tipo blog2pdf; avevo pure cominciato a ravanare e ho scoperto che un tool simile è disponibile per Live Journal e altre piattaforme. Insomma ravanando, ravanando ho scoperto l'esistenza di queste interessanti librerie:

    Altre idee interessanti?

    -quack

  • L'erba del vicino

    Erba  vs. Erba2

    Tramite Punto di Vista sono finito su questo post.

    Anche Mirko Teo guardando gli screenshot di MacOS Leopard ha avuto un senso di Deja vù.

    La parte più interessante dell'articolo di Long riguarda il «perché». Long si chiede infatti quali sono i motivi secondo i quali l'azienda di Cupertino avrebbe dovuto anche lei scegliere l'erba come uno sfondo per il desktop (magari il motivo c'è ma è tenuto in gran «segreto»).

    C'è invece un motivo sul perché Microsoft abbia scelto l'erba come possibile sfondo? Lo spiega Tjeerd Hoek, ex-director del Vista design team. Il motivo è semplice e trasparente:

    To make [Aero] Glass really visible, and especially our fancy and costly Gaussian blur and frosting, it is important to see a delta visually on the edges where the Glass surface ends. Thus you want a background with clear, visible lines.”

    In soldoni gli sfondi contenenti line orizzontali o verticali, come le foto dell'erba e molti altri sfondi di default di Vista, aumentano la percezione dei bordi vitrei della nuova interfaccia trasparente. La domanda che tutti ci poniamo: che ci azzecca l'erba con Leopard?

    Ma si sa l'erba del vicino è sempre più verde, soprattutto se fa del buon marketing Big Smile

    -quack

    P.S. in realtà l'idea dell'erba è stata copiata da Microsoft. È stata rilasciata in anticipo grazie all'uso della macchina del tempo.

    Technorati Tags: ,

  • Vista: mixer audio ridisegnato

    Leggo in giro che con la nuova versione di ALSA in Ubuntu Feisty finalmente è possibile avere più sorgenti audio contemporaneamente.

    Anche in Vista lo stack audio (l'unico che c'è!) ha subito un miglioramento: non si tratta della possibilità di avere più sorgenti audio contemporaneamente - feature rilasciata con XP nel remoto 2001 - ma di miscelare l'audio delle singole sorgenti software in maniera indipendente.

    Un'immagine vale più di mille parole:

    Mixer

     

    Per chi si stesse invece chiedendo dove sono le proprietà di registrazione (praticamente quasi inutili grazie al nuovo stack), bisogna fare click-col-destro sull'icona del volume nella tray area:

    RightClick

    -enjoy!!

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  • Vista piu' sicuro di XP?

    Qualche giorno fa è comparso un articolo su CRN intitolato «Review: Vista, XP Users Equally At Peril To Viruses, Exploits». L'articolo, come si evince dal titolo, conclude che tra Vista e XP non ci sono significativi miglioramenti in termini di sicurezza in quanto molti dei virus ed exploit scritti per XP girano lo stesso su Vista. È bastato il titolo per guadagnarsi qualche link da parte dei soliti professoroni che hanno subito sentenziato «ve l'avevamo detto[1]». Ma stanno davvero così le cose?

    Naaah.

    All'articolo ha fatto seguito un contro-articolo pubblicato dalla più «affidabile» Ars Technica intitolato «Windows Vista no more secure than XP: report». Alcuni punti essenziali:

    The report faults Vista for "providing no improvement in virus protection vs. XP," but of course Windows Vista does not ship with antivirus software—something the reviewer fails to mention.

    Non c'è nessun antivirus di sistema in Vista, ergo il sistema non può proteggere dai virus (i famosi coniglietti danzanti).

    e poi:

    CRN doesn't tell the whole story with such exploits, however. IE7 in protected mode forces such scripts to run at a very restricted user privilege level, unlike XP which will allow those same scripts to run at the same privilege level as a user. Vista may let some of those scripts through, but the damage they do is also mitigated to a certain extent. This is why Microsoft believes such threats will have to evolve to survive with fewer rights and less access to the system: if they get through, they will find a very limited sandbox to play in. CRN's coverage complete ignores this point and fails to test for its effectiveness

    CRN in poche parole - e come si dice dalla mie parti - «nomina il lampo, ma non parla del tuono», insomma non la dice tutta. Non dice quali sarebbero le conseguenze e i danni di tali exploit che per via delle nuove misure di sicurezza hanno un impatto praticamente nullo (vedasi impatto dei cursori mannari su IE7).

    Insomma, sembra che quasi si voglia dimenticare a tutti i costi di:

    ecc.

    Le prove?

    Concludo il post con una figura, presa da questo post:

    vuln0307

    Riporta il numero di vulnerabilità «fixed» tra inizio Gennaio e fine Marzo dai vari OS (sorry sono in attesa che Jeff Jones pubblichi dati più aggiornati); a me non pare che Vista e XP siano sullo stesso livello.

    Enjoy!

    -quack


    [1] in realtà qualche professorone si è spinto oltre paragonando Vista a Windows 95 con dotazione di firewall e anti-spyware. Inoltre mi chiedo se i soliti professoroni abbiano davvero letto l'articolo o si siano fermati al titolo.

  • Xandros in Virtual PC

    Come promesso ho fatto la prova di xandros su VirtualPC; la prova della distro di Paperino è semplice: installare la distro e cercare di riprodurre un file MP3. In questo caso devo di che si è trattato dellE provE.

    Cominciamo con un sacco di note positive: col DVD allegato alla rivista è possibile installare in modalità VESA o 256 direttamente dal menù di boot. Questo mi ha fatto risparmiare il tempo per scaricare qualche ISO diversa.

    Son partito dunque con l'installazione in modalità 256 colori. Il primo glitch, essenzialmente estetico, si può notare nella schermata qui sotto, in cui la parte destra dell'immagine di splash è praticamente tagliata. Dal punto di vista pratico... chissenefrega, l'installazione ha funzionato alla perfezione.

    Baco install

    Una delle cose interessanti è il wizard di installazione ben curato. Permette ad esempio di scegliere fra quattro modalità di installazione, l'ultima delle quali è totalmente custom...

    SceltaCustom

    ...e permette di scegliere cosa installare di default. Probabile che sia possibile farlo anche con Ubuntu, ma il passaggio in Xandros è obbligato e quindi ho dovuto notarlo. Questa è la schermata che mostra le opzioni possibili:

    SceltaSoftware

    Per il resto l'installazione è proseguita senza altri intoppi. Carina la schermata di gestione degli utenti che permette di creare account anche durante l'installazione. Anche se preferisco l'approccio di Ubuntu con l'amministratore/non-amministratore come in Vista.

    AggiungiUtenti

    Come dicevo quasi tutto è filato liscio, nessun file di testo da configurare per far funzionare grafica e mouse. L'unico componente che non ha funzionato è stato l'audio della scheda Sound Blaster 16 simulata da Virtual PC. Nei vari tentativi di sistemare la questione mi son spostato da casa ad una biblioteca pubblica. Xandros non ha digerito molto bene il cambio di rete e ha cominciato a mandare pacchetti all'impazzata anche dopo aver fatto logoff. Ho disabilitato la scheda di rete ma anche dopo un reboot la schermata si congelava appena dopo il logon mentre carica il desktop (non si muove neanche il mouse). Fine del tentativo numero uno:

    Hang

    Tentativo numero due: stavolta ho eseguito l'installazione in modalità VESA. Lo splash screen era normale e l'installazione è filata liscia anche stavolta. Ancora una volta non sono riuscito a configurare l'audio con la SB16.

    Ho tentato queste strade:

    • aggiungere il modulo snd-sb16 al file /etc/modules come su Ubuntu e riavviato: l'icona nella tray area della regolazione del volume compare, ma nessun suono. Qualsiasi tentativo di riprodurre un file audio mi da l'errore di cui sotto:
      NoAudio
    • ho lanciato ALSACONF che ha rilevato la scheda audio e "modificato" a suo dire i file di sistema necessari:
      nosuono
      lanciando la riproduzione di un file audio ho beccato lo stesso errore di cui sopra
    • ho provato a cambiare la gestione del suono scegliendo un'opzione tra queste:

      SoundSystem 
      quando mi andava bene beccavo questo errore:
      Sound 
      quando andava male il pannello di controllo semplicemente andava in crash:
      ControlPanelCrash 
      In entrambi i casi, niente audio comunque.

    Morale della favola, l'audio con la SB16 non ne vuole proprio sapere di funzionare con Xandros. Questo mi ha lasciato con un paio di interrogativi a causa della mia Socratica ignoranza:

    1. la soundblaster 16 è ampiamente supportata dal Kernel Linux usato ed è dimostrazione il fatto che con Ubuntu funziona alla perfezione. Qual'è l'anello mancante?
    2. (retorica) perché ci sono tanti sistemi audio e trovarne uno che funzioni diventa un'impresa?

    Nota positiva il desktop KDE personalizzato molto Windows-XP like:

    xandros_pro_41

    Giudizio finale: prova non superata. Molto meglio Ubuntu Feisty Sad. A tal proposito uno degli ultimi aggiornamenti di Feisty è un nuovo Kernel, il 2.6.20-16. Da tale aggiornamento mi sarei aspettato che il baco del mouse fosse risolto ma purtroppo a quanto pare in Canonical tutti usano mouse USB. Smile Ora mi ritrovo con una voce in più nel GRUB e l'opzione di default non è quella corretta (lo so, son pignolo):

    GRUB

    Magari qualcuno in ascolto può chiarire qualche dubbio.

    Enjoy!

    -quack

    Technorati tags: , ,

  • Safari in Vista

    È un'interessante novità l'annuncio Apple del rilascio di Safari per XP e Vista: ho finalmente provato anche io l'ebrezza di installare il browser made in Cupertino sul mio PC in ufficio.

    Un paio di piccole note:

    Vedere un'applicazione girare con la UI di un altro OS fa letteralmente impressione. Oggi capisco veramente chi si lamentava del look and feel non nativo di Firefox su MacOs. Anche se il «passaggio» non è totale e ad un certo punto compare qualche piccola «incoerenza». Un esempio sono i pulsanti qui sotto:

    bottoni

    In alto i pulsanti di un'applicazione nativa per Vista, in basso quelli di Safari: non sono né MacOs né Vista  ma un po' XP-retrò.

    Altra nota è il rendering un po' scarso dei font[1]. Ne parla Jeff in questo post ma sono arrivato anche io in parallelo alle stesse sue conclusioni incuriosito da un collega che ne parlava invece abbastanza bene. Nelle immagini sotto un raffronto di rendering tra IE7 (sx) e Safari (dx):

    1Vista 1Apple
    2Vista 2Apple
    3Vista 3Apple
    4Vista 4Apple

    In tutti i casi il rendering più leggibile mi sembra quello a sinistra, ma come sempre YMMV.

    Come se la cava in security questo browser pensato con "built in security since day one"? A giudicare dal giudizio di David Maynor (che ad Apple sta sicuramente sulle scatole Big Smile) devo dire male. Anzi molto male. 4 DoS e ben 4 remote execution trovate in meno di qualche ora. Sulla security stendiamo davvero un velo pietoso: anche se è una Beta nessuna pietà per chi marchia il proprio software come safer:

    AppleSecurity

    Per quanto riguarda la velocità del rendering, sul mio PC non ho osservato nessuna differenza apprezzabile ma è un top-of-the-line. Altri riportano essere molto più veloce di IE7 e Firefox, per cui mi fido.

    Infine il piccolo pacco dono rispedito prontamente al mittente:

    NoGrazie

    non mi interessa QuickTime, ne tanto meno in accoppiata con iTunes, una delle applicazioni più «aggressive» che esistano per i servizi (in terminologia *nix demoni) che installa. No grazie!

    Giudizio finale: sicuramente una mossa interessante con l'intento di diffondere il browser in vista del lancio di iPhone; il tanto decantato SDK per iPhone altro non è che Safari stesso. Per cui «brava Apple»!

    - quack

    UPDATE: mi era quasi sfuggito di fare una considerazione sul memory footprint di Safari. In partenza a freddo la memoria occupata dalla mia homepage è di 36MB vs. i 16MB di IE7. Dopo qualche minuto di navigazione la memoria sale fino a raggiungere facilmente i 75MB vs. i sempre costanti 16MB di IE7. Immagino che - il rendering fai da te - usurpi quantità di memoria non indifferenti e sinceramente non ne comprendo i motivi. Perché fare l'override delle impostazioni di una piattaforma? ClearType funziona così bene... Infine sembra che il tutto sia affetto da gravi bachi di localizzazione per chi non risiede nel Jobs Standard Time come anche Luca fa notare.

    Technorati Tags: ,

    [1] Il rendering dei font è una bestia complicata. Queste sono le mie impressioni, con i miei font, il mio schermo e non ultimi i miei occhi.

  • Vista: effetti del nuovo stack di rete

    In Vista lo stack di rete è stato completamente riscritto. Quando pezzi di codice così importanti vengono riscritti da zero c'è sempre il rischio di qualche regressione, come ha potuto notare Enrico in questo post che parla di copia dei file via rete. Lo stesso Enrico nota che quando il baco non entra in "funzione" il trasferimento dei file raggiunge velocità decisamente superiori.

    Il Tolly Group ha prodotto un whitepaper commissionato da Microsoft che analizza le performance di rete analizzando tempi e throughput per diversi scenari (via PdV). Il whitepaper è disponibile a questo link.

    Allego qui sotto la prima figura del whitepaper (le altre sono molto simili):

    Throughput

    Ad un'occhiata superficiale mi sembra di capire che il gioco è valso la candela. Anche perché molto presto il baco sarà sistemato. Hopefully senza nessun effetto sulle prestazioni. Big Smile

    -quack

  • Weekend slack

    Leggendo il post di Luca mi è venuta voglia di sottopormi al «Programmer Personality Test», anche se ritengo il test poco affidabile perché su molte domande la mia risposta cadeva esattamente al centro tra due alternative davvero radicali; in alcuni casi invece come per il linguaggio da scegliere nessuna delle risposte è adeguata: il linguaggio è uno strumento e scegliere uno strumento sbagliato rispetto al contesto del problema può portare ad effetti devastanti; il solito Raymond spiega cosa succede quando qualcuno chiede «come si fa a gonfiare un pneumatico con una patata» (a proposito di metafore alimentari). Su un'altra domanda è venuta fuori la mia vera personalità ed è quella che riguarda lo spazio (white space) nel codice: lo spazio va usato in maniera pratica in modo da rendere il debugging semplice. Odio ad esempio righe di codice fatte così:

    if (condition) DoSomething();

    il motivo è semplice. Non mi permette di inserire facilmente un breakpoint su 'DoSomething()'; quando vedo il codice di cui sopra lo cambio d'istinto. Dettagli. Insomma il mio risultato è questo:

    DHSB

    You're a Doer.
    You are very quick at getting tasks done. You believe the outcome is the most important part of a task and the faster you can reach that outcome the better. After all, time is money.
    You like coding at a High level.
    The world is made up of objects and components, you should create your programs in the same way.
    You work best in a Solo situation.
    The best way to program is by yourself. There's no communication problems, you know every part of the code allowing you to write the best programs possible.
    You are a liBeral programmer.
    Programming is a complex task and you should use white space and comments as freely as possible to help simplify the task. We're not writing on paper anymore so we can take up as much room as we need.

    Sarei curioso di leggere il profilo dei commenDatori «tecnici» e non di questo blog.

    Sullo stesso tema di slack, preannuncio che ho comprato un'altra rivista che parla di Linux e Vista, chiamata Linux Magazine Pro. Devo ammettere che i titolatori di una volta non ci sono più: ricordo con nostalgia le varie PaperSoft, Commodore Computer Club e SuperVic del gruppo editoriale Jackson. Anche le riviste per animali citate nel film di Pieraccioni sembrano avere nomi più fantasiosi («che è arrivato Levriero 2000?» «No ma è uscito TuttoGuinzaglio»). Vista Magazine, Windows Magazine, Linux Magazine, Linux Magazine Pro: sono l'unico ad intravvedere un pattern? Anyway, il numero che ho comprato contiene una versione di XandrOs che ha stimolato la mia VM-curiosità dopo i recenti accordi con Microsoft; dagli screenshot si nota una somiglianza impressionante tra la GUI di XandrOS e quella di Windows XP. Altro argomento interessante è il confronto - in realtà due scarne ma sintetiche paginette - tra le due shell d'eccellenza: rispettivamente la bash e la SuperShell. Incuriosito, approfondirò.

    -quack

    Technorati tags:

  • Inglisc uan-oh-tu

    Premessa: In inglese, soprattutto in America, sono molto usati gli acronimi, soprattutto quelli di tre lettere; vanno sotto il nome three letter acronym, ovvero TLA per gli amanti della ricorsione. Un TLA è per estensione un acronimo anche quando non è più di tre lettere.

    Ci sono negozi che hanno addirittura un TLA per nome: l'esempio classico nel nord-west è il supermercato QFC che sta per Quality Food Center, ma ci sono posti anche come il BCC (il bellevue community college), il supermercato PCC (significato non pervenuto), ecc.

    Un giorno - approssimativamente nei miei primi due mesi di vita ammerigana - mi è arrivato un invito per un pranzo col team organizzato presso il "famoso" TBD. Ho pensato subito a qualche posto esotico ma non mi pareva di averlo mai sentito prima. Ho cercato in giro e sulle pagine gialle, ma niente. Il mistero me l'ha svelato poi il mio capo, non senza sganasciarsi un po' dalle risate: TBD sta per «to be defined» che significa appunto «da stabilirsi». Da allora con i TLA ci vado con i piedi di piombo ed ho cominciato perciò a farne una piccola raccolta. La cosa bella è che col tempo si comincia facilmente ad interpolare e a capirne di altri: capire è un elemento chiave perché un TLA è soprattutto una sfida. Eccone alcuni carini, che tornano comodi soprattutto su MSN messenger:

    BRB be right back torno subito
    TTYL talk to you later a risentirci
    YMMV your mileage may vary dipende da quanto lo usi
    IANAL I am not a lawyer non sono un avvocato
    WTF what the f eccheccaz
    ASAP as soon as possible al più presto
    ETA estimate time of arrival stima (in termini di tempo)
    IMHO in my humble opionion secondo la mia umile opinione
    FYI for your information per conoscenza
    AFAIK as far as I know per quanto ne sappia

    A questo punto un saluto a tema: brb & ttyl!!

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    P.S. updated thx to Amok

  • Tivoizzazione

    Ho deciso di scrivere due righe sulla TiVo«tivoizzazione» in quanto mi sono accorto che in Italia - e forse anche in Europa - quasi nessuno sa di cosa si tratta essendo il prodotto disegnato e destinato esclusivamente al mercato americano.

    Il TiVo è l'antesignano dei moderni mediacenter et similia (MythTV, MediaPortal, Windows MediaCenter, XBOX 360, AppleTV+Mac, ecc.). È stato pensato come un videoregistratore digitale avanzato; insieme a replaytv è stato il primo prodotto rilasciato in questa categoria. È un vero mini-computer ma è stato venduto solo come un appliance (insomma un vero e proprio videoregistratore) e dal primo rilascio avvenuto nel 1999 sono state create due nuove «versioni» (in gergo series) del prodotto.

    L'ultima versione di TiVo, la famosa ma costosa series 3, supporta la TV digitale in HiDef via cable-cards, qui negli USA tecnologia nuova di zecca. Il prodotto è tecnicamente fatto davvero bene con alcune soluzioni software davvero interessanti anche se il servizio mensile obbligatorio lascia un po' a desiderare; qualche dubbio sulla privacy degli utenti incombe. Sono stato felice possessore di due TiVo anche io, series 1 e 2: ma son stato altrettanto felice di dismetterli quando un update ha ammazzato il primo che era series 2 e Windows Media Center 2005 è diventata un'alternativa valida per via della facile estensibilità.

    Ora un paio di fatti su cui ognuno può farsi la propria opinione:

    1) TiVo Inc., l'azienda, ha deciso di usare per il suo prodotto un pezzo di sistema operativo (ai fini del discorso non conta quale) rilasciato sotto una particolare licenza che ha poi customizzato per le proprie esigenze; nel pieno rispetto della licenza del sistema operativo usato ha poi pubblicato tali modifiche sul proprio sito Web

    2) Il supporto della TV via cavo richiede per una legge federale degli Stati Uniti (nota: il prodotto viene venduto quasi esclusivamente in USA) misure DRM anti-hacking di tipo hardware. La legge va sotto il nome di «broadcast flag» ed è stata voluta dai produttori di contenuto televisivo; nel rispetto della legge TiVo ha introdotto nel proprio hardware sistemi crittografici di firma del codice per impedire che codice «malevolo» interferisca con il sistema di protezione. Il tutto senza alcuna violazione della licenza usata. Alcuni canali - come HBO e AMC - fanno già oggi USO del broadcast flag[1] .

    3) la licenza usata sta per essere modificata; la nuova versione - disegnata con l'intento di prevenire la «tivoizzazione» - impedisce l'uso di nuove versioni del sistema operativo che in prospettiva saranno rilasciate sotto questa nuova licenza da parte di TiVo, nel caso TiVo voglia rispettare la legge federale e continui ad usare misure anti hacking; TiVo deve ora scegliere se usare una versione vecchia del sistema operativo (dal punto di vista teorico potrebbe essere fattibile ma qualche aggiornamento di sicurezza potrebbe complicare le cose), passare ad un altro prodotto sotto licenza diversa o chiudere semplicemente baracca: qualsiasi scelta comporta una dose non trascurabile di sofferenza.

    Ed ora un po' di link WikiPedia (sorry, in inglese):

    • TiVo
    • Tivoization; in questo link manca un riferimento al fatto che le misure prese da TiVo sono per lo più richieste per legge; in più si parla di "aggiramento" - secondo me in maniera scorretta - della licenza da parte del TiVo
    • Broadcast flag: la legge di cui sopra  

    A ciascuno la sua (opinione of course)

    -quack

    Technorati tags:

    [1] in uno slancio di «imparzialità» Slashdot giorni fa ha pubblicato un post intitolato «Windows Media Center Restricts Cable TV» facendo notare che con Windows Media Center (evitando accuratamente e scientificamente di citare TiVo che soffre dello stesso «problema») non è possibile registrare canali come appunto HBO e AMC; comprendo le crociate anti-DRM ma non comprendo le crociate contro chi (non proprio tutti però) si limita a rispettare le leggi in corso.

  • Codice sorgente

    Avevo pensato di intitolare il post "open source" ma purtroppo è diventata un'espressione ambigua che indica diverse cose, anzi troppe. Invece vorrei parlare di software con "codice sorgente" e semplicemente dal punto di vista «tecnico».

    Quanto incide l'avere il codice sorgente nella scelta del software che io uso?

    Dipende: spesso niente (Premiere Elements) ma molto raramente tanto (password managers). Penso che il software sia valutabile come qualsiasi altro prodotto o, meglio ancora, servizio. Provo a chiarire con una stupida metafora. Se vado al ristorante, non mi interessa sapere la ricetta di quello che mangio (codice) ma semplicemente gli ingredienti/caratteristiche (feature). Non sceglierei un ristorante indiano solo perché da la ricetta: frequento ristoranti messicani perché mi piace quello che preparano. Stessa cosa per una macchina: non mi interessa se posso accedere facilmente al bullone più antipatico della cinghia di distribuzione perché vi ci penserà il mio meccanico; mi interessa che la macchina mi porti a destinazione e possibilmente incida sulle mie finanze il meno possibile. Certo il fai da te può in alcuni casi far risparmiare: ma solo se il fai da te «meccanico» è il nostro hobby preferito, perché considero il tempo da allocare ai miei hobby (risorsa scarsa) quasi più prezioso di tutto il resto del mio tempo; e siccome guardare codice non è più il mio hobby, il fai da te software non mi conviene: preferisco per questo soluzioni collaudate(*).

    spaghetti Quando valuto se un software è appropriato per i miei scopi, mi assicuro che tutto finisca nel calderone: se taluni scelgono di fermarsi al costo della licenza, io metto in conto anche il tempo speso spesso inutilmente. Se alcuni ritengono che avere codice sia "fondamentale", per me tale aspetto può arrivare ad essere totalmente irrilevante: riprendendo la metafora del cibo i primi sono come i vegetariani, per i quali nutro profondo rispetto, condannati ad avere meno "scelta" a disposizione degli onnivori come me, che nella dieta giornaliera includo anche una buona dose di vegetali (la dietologa mi legge Stick out tongue). Nel mio menù software tutte le alternative vengono considerate: con o senza sorgente, gratis o a pagamento.

    Un'altra teoria sul codice sorgente è quella che afferma che, guardando il lavoro degli altri, si impara più in fretta o si evita di re-inventare la ruota. Su questo discordo: gli algoritmi di ordinamento sono gli stessi da sempre e guardare un'implementazione in Pascal basta e avanza. Semmai bisognerebbe sapere qual è l'algoritmo di ordinamento usato dal prodotto X nel contesto Y: il codice sorgente a volte aiuta a volte no; ma la buona documentazione aiuta sempre. Per esempio si impara molto più in fretta sui dettagli interni di Windows leggendo "Windows Internals" che guardandone direttamente il codice e lo dico basandomi su esperienza personale diretta. In quanto a re-inventare la ruota, non mi sembra che il codice sorgente serva a molto: ai programmatori piace spesso ripartire da zero creando una piattaforma di blogging ex-novo (mea culpa! mea culpa!), che armarsi di santa pazienza cercando di migliorare quanto già disponibile. Lo stesso motivo per cui, secondo me, per certi tipi di software "con sorgente" ci siano diverse "varianti": Gnome/KDE, Evolution/Thunderbird, Mozilla/Konqueror, ecc. Attenzione: non critico il fatto che ci sia «troppa» scelta, ma l'argomento che secondo taluni il "codice sorgente" sia quasi garanzia di riuso.

    Infine c'è una scuola di pensiero che pensa che il software con codice sorgente abbia una qualità «intrinsecamente» superiore. Anche qui discordo perché nella mia piccola/grande esperienza quotidiana non ho potuto osservare nessuna correlazione. C'è software terribile con e senza sorgente, come c'è software terribile sia gratuito che a pagamento. Si potrebbe pensare che pubblicare il codice sorgente lo renda più sicuro: ma casi recenti hanno mostrato è possibile infilare backdoor dappertutto; anzi qualcuno pensa che il "codice sorgente" possa instillare un senso di falsa sicurezza: tutti pensano che c'è qualcuno che prima o poi lo guarderà ma nessuno in realtà poi lo fa. Di questo ho già discusso ampiamente in passato.

    Il mio consiglio è di scegliere in base alle proprie esigenze reali (ed in alcuni casi avere il codice sorgente può esserlo!) e di valutare seriamente gli effetti catastrofici del bad software sul proprio bilancio

    -enjoy

    (*) In passato ad esempio ho usato per il videoediting, che di per se già assorbe quantità di tempo industriali, un programma poco «costoso» che dopo 8 ore di lavoro ha letteralmente rasato a zero il mio progetto da piccolo Spielberg; ho risparmiato una manciata di dollari sul costo della licenza ma ho buttato al vento 8 ore «pregiate» della mia vita.

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