Grandi Magazzini

Nov 23, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Hardware

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Apple gets the opposite of what they intended: the version of an app currently available in the App Store tends to be an old and buggy one. One developer told me:

As a result of their process, the App Store is full of half-baked applications. I make a new version almost every day that I release to beta users. The version on the App Store feels old and crappy. I'm sure that a lot of developers feel this way: One emotion is "I'm not really proud about what's in the App Store", and it's combined with the emotion "Really, it's Apple's fault."

Another wrote:

I believe that they think their approval process helps users by ensuring quality. In reality, bugs like ours get through all the time and then it can take 4-8 weeks to get that bug fix approved, leaving users to think that iPhone apps sometimes just don't work. Worse for Apple, these apps work just fine on other platforms that have immediate approval processes.

[…]

I just bought a new 27" iMac a couple days ago. It's fabulous. The screen's too shiny, and the disk is surprisingly loud, but it's so beautiful that you can't make yourself care.
So I bought it, but I bought it, for the first time, with misgivings. I felt the way I'd feel buying something made in a country with a bad human rights record. That was new. In the past when I bought things from Apple it was an unalloyed pleasure. […] They make such great stuff, but they're such assholes. Do I really want to support this company?

(fonte, lo stesso Paul Graham che predicava l’avvento dei Mac)

Se avessi Paul di fronte chiederei che cos’hanno di favoloso questi monitor da tenere i clienti in posizione supina.

Alcuni developer rispettabili hanno cominciato a snobbare l’Apple Store.

Schiller non la pensa ovviamente così: gli utenti sono a quanto pare contenti di usare applicazioni più bacate della media.

Intanto posso definitivamente escludere l’X10 dalla lista dei telefoni interessanti; una rete intasata come quella di AT&T è davvero poco interessante.

A questo punto rimane solo l’Acer Liquid MIA e qualche speranza nell’arrivo del Google Phone.

-quack

Tre letture interessanti e due vincitori

Nov 18, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Link

Il salto della quaglia. Don Dodge, 90 minuti dopo essere stato licenziato da Microsoft, viene assunto da google: questo post del fake Steve Jobs riassume in maniera eccellente il Dodge-pensiero. Qualcuno si diceva dispiaciuto per il fatto di aver perso un personaggio così, questo ovviamente prima del post di Don Dodge.

Don dice che adora Android ma che prima non poteva dirlo. Le altre due letture interessanti riguardano un raffronto tra Android e iPhone e sono entrambe dello stesso tono. Sono le stesse considerazioni che ho fatto in privato con un collega che ha lavorato a versioni precedenti di Windows Mobile e che ora non si vergogna di andare in giro con un iPhone.

Android's rapid growth has some developers worried
The problem with iPhone killers

Aggiungo un mio pensiero bonsai: quando è stato rilasciato il G1 l’hardware su cui girava Android era di fatto superiore al migliore iPhone disponibile e permetteva la creazione di applicazioni “interessanti” non disponibili su iPhone. A dodici mesi dal rilascio viene messo sul mercato un dispositivo nuovo al giorno basato su Android ma nessuno di questi, dal punto di vista dello schermo e del processore, compete veramente con l’iPhone. Se la musica non cambia radicalmente in pochi mesi le piattaforme concorrenti diventeranno sistemi di nicchia come lo sono OSX e Linux nel mercato desktop. Se Apple decide di lasciar perdere l’esclusiva con AT&T sul mercato americano, viste le prove generali negli altri paesi europei, per la concorrenza potrebbe essere il colpo di grazia.

I Vincitori dello sConcorso:

Al primo posto Vik, con il suo tema paper-desktop a cui va una copia di Windows 7 Ultimate
Al secondo posto NickelGreen, a cui va una copia di Windows 7 Professional

Bravi entrambi, ora mandatemi se possibile i PSD/CSS.
Vi contatterò in privato non appena mi procuro i due premi, cosa che in questi ultimi giorni sembra essere più ardua del previsto (sold out la settimana scorsa, pochi minuti prima che raggiungessi il negozio; quando la sfiga si accanisce…)

-quack

Istruzioni di non-uso per Windows 7

Nov 11, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Security

È caldamente sconsigliato usare un portatile con Windows 7 come paracadute; nonostante le varie migliorie nel “settore” sicurezza, Windows 7 non può essere equiparato a dispositivi salva-vita come e non limitato a salvagenti, paracaduti, airbag, cinture di sicurezza, preservativi, mascherine anti-batteriche.

È caldamente sconsigliato approfittare delle nuove caratteristiche di stabilità di Windows 7: per quanto se ne dica (bene) in giro Windows 7 non è resiliente a terremoti, intemperie, immersioni, martellate e forti stress di tipo chimico, fisico, elettrico o meccanico.

mlss_luigi-hammer

Sembra strano dover fare certe raccomandazioni, ma a leggere certe disinformazioni in giro non credo di esagerare. Ovviamente le disinformazioni di Sophos sono state subito riprese e ripubblicate con una certa enfasi dai siti disinformati di tutti il mondo: il sotto testo è sempre lo stesso, “io ho un mac e non ho di questi problemi”.

A proposito di mela: tempo fa ho comprato Snow Leopard dal negozio fantascientifico con tanto di ricevuta via email. Senza chiedermi il permesso hanno deciso di aggiungermi alla loro mailing list di novità; dopo essermi cancellato hanno deciso che sono comunque interessato alle loro novità e continuano a spammarmi. Un po’ come succede per la nuova mirabolante versione di iTunes: vuoi abilitare l’autorun? No?? Allora te lo abilitiamo lo stesso in una maniera o un’altra buttando nel cesso anni e anni di evoluzione in termini di sicurezza. Un consiglio spassionato anche se inutile per chi mi segue: non comprate prodotti che richiedono software fogna per funzionare.

-quack

Topolinia

Nov 9, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Il mouse secondo MS:

MsMouse

  • carino
  • ergonomico
  • compatto
  • funzionale

Il mouse secondo Apple:

AppleMouse

Il mouse secondo Open Office:

OoMouse

  • 18 programmable mouse buttons with double-click functionality
  • Three different button modes: Key, Keypress, and Macro
  • 512k of flash memory, 63 on-mouse application profiles with hardware, software, and autoswitching capability, 1024-character macro support.
  • ….
  • Adjustable resolution from 400 to 1,600 CPI
  • Windows Toolbar Functionality (W.T.F.!)

Giuro che appena l’ho visto mi è venuto in mente il Tron-maggiordomo.

-quack

I miei guai con Windows 7

Nov 9, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

In realtà non si tratta di guai con l’OS in sé per sé ma mi sembrava male non continuare la saga cominciata con i miei guai con il Dell (*) (nonno-copyright). Sono problemi che sto riscontrando solamente sulla workstation e molto probabilmente più a causa dell’arcana combinazione di HW/SW installato che di altro.

  1. Messenger Crash. Se messenger è impostato per l’avvio automatico al logon, in un buon 80% dei casi va in crash (access violation) immediatamente. Il mio sospetto è che il logon sia così veloce che non tutti le dipendenze sono caricate nell’ordine testato. Workaround temporaneo: evitare il caricamento automatico di messenger
  2. La SD card di Android si “smonta” immediatamente dopo la conferma. Sono in diversi a riportare questo problema che credo sia dovuto alla combinazione astrale “build del tabaccaio” + Workstation; sul laptop funziona tutto bene e prima della build taroccata sembrava funzionare alla perfezione. Workaround definitivo: aFile per Android, che crea un server WebDAV che funziona benino e mi permette di fare l’upload/download via WiFi. Sinceramente il workaround è meglio del problema e sfido i possessori di iPhone a fare altrettanto (please, non invidiatemi ) fixed con la nuova versione della build taroccata made in tobacco.
  3. Explorer freeza per circa un minuto se si clicca il tasto destro in un folder di rete: sembrerebbe un problema del menù di Mercurial; disabilitandolo tutto funziona come prima, ma per ora uso il condizionale in mancanza di controprova…
  4. Durante un risveglio mi son beccato questo errore atroce:
    The platform firmware has corrupted memory across the previous system power transition.  Please check for updated firmware for your system.
    Praticamente il BIOS ha corrotto la memoria durante l’accensione o lo spegnimento. Evento molto più unico, che raro…

Altri guai a seguire (forse?)

-quack

(*) tutti scomparsi con l’installazione di Windows 7.

Perché Steve Ballmer non è Bill Gates

Nov 5, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

Il 13 Gennaio 2000 Bill Gates lasciò le redini dell’azienda a Steve Ballmer.

Il 13 Gennaio 2000, alla chiusura del mercato, le azioni MS valevano $53.905; i giorni successivi i mercati hanno preso la notizia come buona e le azioni raggiungevano, il 18 Gennaio, il valore di $57.655. Il massimo storico è stato $59.56, il 27 Dicembre 1999.

Quasi dieci anni di carriera, e…

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(nel momento in cui scrivo valgono $28.46, magra consolazione)

Daniel Lyons, il famosissimo fake Steve Jobs, trae qualche conclusione in un articolo intitolato “The Lost Decade”.

Bill Gates vs Steve Ballmer. Certo la MS di Bill Gates era quella “aggressiva”, che ancora attrae le antipatie di tanti a dieci anni e passa dalle violazioni (o presunte) più eclatanti. Però…

-quack

Grandi manovre

Nov 2, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Oggi impacchetto l’arredamento del mio ufficio in una decina di scatole, è in atto “la reorg”. Un numero non precisato di uffici vera rimescolato: da un piano ad un altro, da un building all’altro e così via; si narra sia il più grande rimescolamento della storia di questa corporation, più del doppio del secondo in termini di grandezza. Per questo motivo, a partire da Venerdì p.v. sarò a casa per un’intera settimana. Di rimescole ne ho sopravissute tante, all’inizio della mia carriera era un continuo muoversi da un building all’altro: 24-10-8-4-42-35-26 e un paio di altri building di cui ora non mi sovviene ma questa sembra la più delicata. Il mio ufficio per questo “girone” verrà spostato nell’altra sotto-ala della stessa ala dello stesso building e siederò di fianco al mio mentor che per fortuna mi ha lasciato una caterva di libri da leggere per diventare produttivo in men che non si dica. Grandi Manovre

In quanto allo Sconcorso do il via all’invio dei temi, che devono arrivarmi entro la mezzanotte italiana del 15 Novembre. Chi vuole può chiedere suggerimenti e fare modifiche anche all’ultimo momento, l’importante è che siano finalizzate entro la scadenza. Si possono inviare i temi in tanti modi: il più consigliato è hostarlo da qualche parte e mandare un link tramite commento o via email, ma in generale tutto fa brodo. Ai vincitori verrà richiesto il file con tutti i layer (Photoshop o Paint.Net) in modo tale che possa modificare qualche aspetto: il diavolo è nei CSS-dettagli. In bocca al lupo a tutti, anche ai miei pacchi…

-quack

Installare un server Mercurial su WHS

Oct 29, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

Dopo l’upgrade del serverozzo ho dovuto reinstallare il server Mercurial. Ho deciso di farlo da zero per segnarmi tutti i passi nel caso debba rifarlo su un altro (virtual) PC.

La procedura che ho usato è quella indicata in questo post che spiega come installare e configurare Python, dove prelevare i file e come configurare IIS in modo tale che il server sia accessibile via HTTP.

Dopo di che ci sono da notare un paio di cose: con la versione 1.3.1 di Mercurial va usata la versione 2.5.x di Python in quanto alcuni file binari sono compilati(*) con tale versione ed incompatibili con le successive.

La seconda cosa importante da notare è il fatto che il client mercurial per Windows supporta solo la basic authentication, per cui la coppia utente/password viaggia in rete in chiaro. Per i paranoici ci sono due possibili soluzioni:

  1. creare un utente ad hoc su WHS solo per Mercurial
  2. installare un certificato SSL

Io, avendo anche un’utenza DynDNS, ho voluto intraprendere la seconda strada. Se non ci si vuole procurare un certificato ufficiale che di solito costa un certo ammontare di $$ l’anno, si può usare un tool chiamato SelfSSL e che serve a generare un certificato SSL auto-certificante; il certificato va poi esportato su due file, uno contenente anche la chiave privata per future reinstallazioni del server, uno da installare su tutti i client in modo da evitare l’errore di “trusted root certificate authority” non riconosciuta.

Allego un paio di schermate come promemoria di dove sono tutti i setting da cambiare:

IIS management, right click sulle proprietà del sito, tab Directory Security:

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Edit su Authentication and access control per abilitare la Basic Authentication e disabilitare l’accesso anonimo:

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Cliccando “View Certificate” per esportare il certificato:

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Il checkin completo di una nuova feature ha garantito che il tutto funziona a dovere come dovrebbe

-quack

(*) whatever it means.

What is your CRASH plan?

Oct 26, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Backup #Software

Uno dei pensieri che sempre più spesso mi logora è quello del CRASH totale del server. Il sistema di pseudo-raid mi protegge dall’eventuale logorio meccanico di uno degli Hard Disk ma non ho nessuna polizza incendio&furto sul valore affettivo di certe foto o certe riprese video.

Ci sono ottime soluzioni a pagamento per il backup in da cloud ma mi piacciono molto  poco in quanto:

  1. GB e banda hanno costi estremamente irrisori rispetto al pCrashiù economico backup online
  2. l’idea di avere le mie foto in da cloud non mi rallegra ed oltretutto l’eventuale operazione di restore risulterebbe molto dispendiosa in termini di tempo

Ho cercato in vano a lungo un prodotto che funzionasse in maniera distribuita via p2p o similare ed ho trovato solamente un servizio dal nome evocativo di Crashplan. Pensavo ad una soluzione con un harddisk esterno da collegare al mio PC dell’ufficio ma purtroppo l’applicazione ha seri problemi con il firewall aziendale. Per il resto Crashplan permette il backup p2p criptato e sarebbe stato altresì perfetto.

In questi giorni sto invece ripiegando su una soluzione più “artigianale”: installare un servizio RSync sul server casalingo ed un client su una workstation in ufficio che spari i file sull’HD esterno crittografato con TrueCrypt.

Ora sono nella fase, quella della raccolta dei “componenti”. Pubblicherò i dettagli qualora il mio crash plan dovesse entrare in funzione.

-quack

Regole dello Sconcorso versione bozza

Oct 24, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Visto che per istituire un concorso ed elargire premi bisogna contattare i monopoli di stato, ci tengo a precisare che questo sarà tutto fuorché un concorso a premi e perciò d’ora in poi semplicemente sconcorso.

Per partecipare bisogna preparare un tema grafico che possa sostituire per qualche periodo di tempo quello corrente (i temi grafici sono piezz’ ‘e core ). Il tema può essere disegnato graficamente (Photoshop, Paint.Net, ecc.) o via CSS tenendo presente un paio di limitazioni:

  1. possibilmente niente Javascript e se necessario compatibile con JQuery
  2. la colonna del contenuto deve essere larga circa 500px (meglio ancora se 495px esatti)
  3. il tema deve essere inerente agli argomenti trattati (informatica, cazzate, America, ecc.)
  4. deve possibilmente includere la pagina 404 (esempio) e la pagina “the world is falling” (esempio)

I vincitori li decido io e sicuramente in maniera poco obiettiva: nel senso che il tema deve per prima cosa risultare gradevole al sottoscritto . Ci sarebbe spazio anche per un secondo posto ma solo se c’è abbastanza partecipazione.

Si può inviare sottoporre più di un tema a testa o variazione di ma si può vincere tuttalpiù un premio solo. Le regole possono cambiare ovviamente in base al feedback dei partecipanti e dei tifosi, ma saranno congelate entro una settimana ed il giorno prima (30 Ottobre PST) l’apertura dello sconcorso (31). Lo sconcorso rimarrà aperto per due settimane ed i vincitori dichiarati qualche giorno dopo per dare il tempo di pensarci.

Se si vuole usare qualche avatar nel tema c’è a disposizione l’intero campionario Paperino-Paperinik oltre ovviamente a quelli postati qui in precedenza: è importante notare che di questi tempi ho i capelli con i riflessi blu notte.

In bocca al lupo e che vinca il migliore.

-quack

Apple style

Oct 23, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Windows

Per ogni party c’è sempre un rovina-feste.

Ho installato Win7 sul vecchio Sony e funziona tutto molto bene tranne la webcam, il cui driver non ne vuole sapere di installarsi (l’installazione è per Windows Vista e tra Vista e Win 7 dal punto di vista di driver della Webcam non è cambiato niente).

Windows 7 Upgrade Advisor riporta che i driver “sono disponibili sul sito del produttore”. Sul sito del produttore, per il VAIO VGN-SZ381P ieri era scritto che sarebbero stati disponibili con il rilascio al pubblico di Windows 7.

Oggi c’è scritto:

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Più sotto:

AppleStyle

Sì, certo, come no! Apro subito il portafogli. La cosa più irritante è il fatto che questi ca**ony abbiano speso tempo e pecunia per fare un sito in cui dare un annuncio “a mezzanotte” pur di non eliminare il blocco del driver della webcam. Vorrà dire che mi toccherà installare Vista, installare il driver e creare un installer a mano per bypassare il problema. (*)

Cosa buffa anche per la scheda grafica, una normalissima NVidia Go 7400, c’è bisogno dei driver “Sony” in quanto il PnPID è “taroccato”: Apple Style per l’appunto.

-quack

(*) Ho poi risolto installando i driver per XP, che hanno funzionato senza menarsela tanto.

G.A. is coming

Oct 21, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Windows

È un piacere bestiale vedere che qualche volta qualcosa va secondo i piani. Dovevamo essere pronti per domani e lo siamo: Windows Compatibility Center e Windows 7 Upgrade Advisor sono RTM.

Del Windows Compatibility Center (aka WEC) ho coordinato lo sviluppo, anche se verso la fine – quando tutto sembrava andare già per il verso giusto – mi son dato latitante. Per W7UA ci ho lasciato lo zampino in due modi: il primo, molto poco rilevante, è stato quello di giocherellare con la traduzione italiana e segnalare un paio di ‘chicche’. Il secondo contributo, quello più importante, è stato di fare in modo che la quantità di dati disponibile per WEC fosse mappata anche in W7UA con un progetto dal nome in codice PIMS: problema che si è rivelato molto più insidioso di quanto potesse apparire. PIMS è un sistema che utilizzando un meccanismo di feedback migliora i risultati con il passare del tempo. Un progetto abbastanza divertente se non fosse per l’interazione con il test team, che è stato uno dei tanti motivi che mi ha spinto ad abbandonare la via vecchia… Quindi visto che tutto funziona, sto facendo in modo che Venerdì sia l’ultimo giorno, quello di addio ai vecchi compagni e di ben trovati a quelli nuovi.

A proposito di G.A. (general availability ovvero disponibilità al pubblico) mi è venuto in mente un modo per mettere in palio un paio di licenze retail di Windows 7: uno pseudo-concorso grafico/CSS possibilmente inter-nos per rifare quasi ex-novo il tema di questo blog. Al vincitore una licenza di W7 Ultimate, al secondo posto W7 Home premium. I due stili verranno usati come look di default in due fasi separate ed ovviamente devono rispondere ai temi di questo blog: informatica, cazzate, Seattle e…. Paperino.

Prima di lanciare però il concorso ufficialmente, ho bisogno del parere dei possibili partecipanti sulla bontà dell’idea (la cosa deve essere divertente e non vuole essere un tentativo di procurarmi della ‘consulenza grafica’ a poco prezzo). Lasciate un commento in coda a questo post.

-quack

Scammers 2009

Oct 16, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Security

Campionario spam 2009 diviso in categorie e percentuali ad occhio.

Arrapati: Cial1s, v1agra & co. Un classico sempre-verde, circa il 50% dello spam. Scopo: vendere prodotti scadenti di origine probabilmente asiatica e con probabile riciclo di carta di credito.

Gamblers: una interessante novità del 2009; il mittente fa finta di avermi aggiunto per sbaglio ad un thread in cui spiega un sistema “vincente” per vincere ai Casino online e che si rivela essere una variante più aggressiva e pericolosa della martingala. Il sistema è presentato in parole semplici e con accluso link ad uno dei tanti mirabolanti siti per testarlo immediatamente. Circa 10% dello spam. Scopo: truffa e riciclo della carta di credito.

Rolex: circa 10%, anche questo un sempre verde.

Malware: clicca qui, clicca là, c’è una foto che non ti devi perdere, ecc. 29% del mio spam.

Craiglisters: classica truffa nigeriana, ho bisogno assolutamente del portatile/macchina fotografica/mulo/scimmia di mare che stai vendendo localmente su Craiglist. Purtroppo verrei di persona ma sono di Washington D.C. e sto in vacanza a Londra e devo fare un regalo a mio figlio/nipote/pronipote/amico delle elementari che vive (indovina un po’?) in Nigeria (*). Ti mando un paypal perché voglio che tu spedisca in fretta e per poi ritrattare dicendo che mi è stata rubata la carta di credito. Già dal primo contatto, quello in cui ti chiedono il prezzo “finale” dell’oggetto o se è ancora disponibile, sono riconoscibili per una ragione fondamentale: usano nomi banali del tipo “John Smith”, “Robert Williams” e “Joy Sweet” (bellissima questa!).

-quack

(*) Giuro, tutto vero.

Copyrightz

Oct 15, 2009 - 0 comments - Archiviato in:

Windows Home Server Iterazione terza (ultima?)

Oct 14, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Backup #Hardware

La storia delle prime due iterazioni è raccolta in questo post.

La prima iterazione aveva il difetto di essere troppo rumorosa.
La seconda è poco “espandibile” per mia personale definizione.

Se tre è il numero perfetto, la terza iterazione sarà per sempre, come dovrebbe essere per un dispositivo di backup espandibile.

In breve: quello che doveva essere un progetto da “weekend” a.m. si è trasformato in un vero e proprio progetto “stagionale”. Usare una Compact Flash da 128GB è praticamente proibitivo. Ho pensato a tentare di spostare la partizione di sistema, ma impelagarmi in una manovra pericolosa coi dati del mio server non è tra le mie attività preferite. Un’altra alternativa considerata è stato un drive da 1.8” da 120GB, ma alla fine mi è sembrato anti-economico e troppo vincolato al fatto che il drive deve avere necessariamente un’interfaccia IDE.

Ho deciso per una nuova motherboard basata su ION (e quindi con 3 porte SATA) ed un case un po’ più grande in grado di accomodare i 3 drive. Per il terzo hard disk ho pensato di usare uno dei tanti SATA 2.5” da laptop avanzati durante qualche upgrade festival. Così facendo il sistema sarà installato sul “mini-drive” da 160GB e gli altri due dischi destinati a contenere esclusivamente dati. Nel momento in cui uno dei due drive si rompe o va in saturazione spaziale, l’upgrade sarà Tombaleestremamente indolore in perfetto stile plug&pray. Insomma, failure spettacolari a parte, questa iterazione sembra avere i requisiti di una RC.

E a proposito di sistemi di backup: ma 17 mesi e 4 giorni non sarebbero un po’ troppo pochi per un sistema pubblicizzato come “server grade”?

Ad posterioram ardua sententiam

-quack

Robocops

Oct 13, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Seattle e dintorni

Se i poliziotti ammerigani sono tutti un po’ Robocop, quelli di Seattle e dintorni lo sono più di tutti gli altri. Ho già raccontato qualche storiella, ma quello che ho visto oggi ha dell’incredibile.

robocop

Antefatto: nella notte c’è stata una vera bufera di vento, non molto intensa ma forte abbastanza da mandare in tilt il semaforo a ridosso della parabolica (vedasi). Quando sono arrivato all’incrocio, a notare l’imprecare di una signora che non ha neanche minimamente pensato di rallentare come di default ad un semaforo spento, avevo pensato che il semaforo fosse rotto solo per la direttrice est-ovest. Oltrepassata la svolta a sinistra mi son reso conto che tutto l’incrocio era spento e avevo pensato di avvertire la polizia, vista l’abbondanza di str*nzi in giro come la signora appena citata. Ero abbastanza indeciso quando mi son accorto che c’era un robocop fermo ad un centinaio di metri dall’incrocio in servizio multa. L’ho accostato lentamente e gli ho notificato di persona la questione. Sono rimasto allucinato quando ha detto “sì, sono qui per questo”.

Ho mentalmente imprecato e abbandonato il luogo del delitto il più velocemente possibile ma senza attirare troppo ancora la sua attenzione.

E pensare che l’area di Bellevue-Redmond in qualche statistica non troppo datata era al terzo posto in tutti gli Stati Uniti per percentuale di furti d’auto.

-quack

Successe a Berlino

Oct 10, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Video

Nessuna dietrologia politica, solo voglia di divertirsi un po’ e provare WL Movie Maker. Buona visione.

-quack

Dongles

Oct 8, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Hackintosh my way, ultimo atto.

Nonostante abbia abbandonato per sempre la dongle tedesca, il pallino di avere un dispositivo di boot interno, che non occupi le porte USB d’uso comune, mi è sempre sembrata l’opzione da seguire per tirare su un hackintosh da zero. Mi ero dapprima procurato una di quelle chiavette USB interne, ma ho ripiegato per una soluzione decisamente migliore e molto meno costosa:

  • cavetto USB da motherboard, uno di questi per intenderci. Costo da Fry’s 2.49$
  • lettore micro-SD ultra-minuscolo, costo 2.99$
  • memoria micro-SD da 2GB, costo approssimativo di circa 5$
  • disco di installazione di Snow Leopard (29$ per ugrade, 169$ per full)
  • chiavetta USB da 8GB, approssimativamente circa 15$

La costosissima dongle (circa 10$ centesimo più/meno) una volta preparata è veramente minuscola, più piccola di una vecchia moneta da cinquecento lire:

500-lire

C’è da aggiungere ovviamente il costo del PC contabilizzabile come nullo se in generale una scheda madre vale l’altra e per la scheda grafica nonPartitionScheme si è a caccia di ogni singolo frame. La guida che ho seguito è quella mitica di lifehacker che però soffre di una grossa limitazione: richiede l’accesso ad un mac per preparare la chiavetta da 8GB bootabile. La limitazione è però facilmente aggirabile usando uno dei tanti CD di boot per Snow Leopard o altri metodi meno ortodossi.

Per non sprecare il preziosissimo spazio inutilizzato sulla memory card ho creato due partizioni: una di boot con degli abbondantissimi 64MB ed una FAT utile per il passaggio di file tra i due sistemi. A causa di quello che credo sia un baco del drive manager di Windows è però importante che la partizione FAT sia allocata prima di quella destinata al boot in formato HFS come da immagine a lato.

Sul lato Windows c’è solo da installare il servizio Apple che fa parte di boot-camp e che permette di sincronizzare l’orologio di sistema ogni volta che il PC si avvia: non c’era nessuno motivo pratico per scegliere il formato universale ma Apple è abbastanza snob da non lasciar passare certe stupide convenzioni.

-quack

Svendo Link – Ottobre 2009

Oct 7, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Link

tTorna a (im)popolare richiesta la rubrica pseudo mensile:vendesi

  1. Anche Mozilla ha paura di Chrome Frame; parere personale: CF è una ottima mossa commerciale ma tecnicamente una grossa stron**ta
  2. Visioni del mondo: la replica di De Icaza all’ennesimo attacco personale di RMS; per quei pochi scettici su quanto sia co***ne il guru della FSF
  3. Mastering CSS Coding: la migliore guida online per dummies caproni sui CSS, parola di caprone
  4. Apple vs. Woolworths: siamo alla (solita) frutta
  5. Perché ai CIO non interessano i mac in due parole: costano troppo; la dice lunga sulla parzialità di certa stampa di cui si è già parlato in passato nel LdP
  6. Did Chicago Lose Olympic Bid Due to Passport Control? Domanda interessante, molto curioso il fatto che siano state assegnate a Rio. Come una specie di profezia avverata
  7. IPhone: “Just Works” (70% of the times)
  8. MSSE niente male stando alla stampa; schifo totale stando alla concorrenza of course; parere spassionato: finalmente!!!!!!
  9. Schmidt (una famosa anima in pena) parrebbe ancora attaccato alla poltrona mentre Apple pare che stia lavorando al rimpiazzo di Google Maps: di questo passo i clienti del melafonino vedranno Google Voice col binocolo.
  10. HP mini 311, il netbook con le stesse perf grafiche di un MacBook ad un quarto e mezzo del prezzo; interessante

Per stavolta niente bonus point.

-quack

Hello I am a hack

Oct 6, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Hardware

Avevo promesso che sarei tornato sull’argomento hackintosh per raccontare qualche novità interessante che ho scoperto nel mettere su il sistema che funziona in dual boot in maniera magnifica: lo scopo non è mai stato quello di violare la licenza, ma di cercare di capire a fondo le differenze minime tra un Mac ed un PC. Sono ancora in fase di comprensione, quindi qualche affermazione potrebbe risultare grossolanamente inaccurata. Ovviamente il post è infarcito di considerazioni personali a cominciare dall’interpretazione delle motivazioni dietro alcune scelte di Apple. booloader

Tutto è cominciato ovviamente quando Apple ha deciso di abbandonare l’architettura PPC e passare ad Intel: non a x86 ma all’implementazione x86 di Intel. Il primo problema che Apple ha dovuto risolvere è il boot, visto che i Mac si sono sempre differenziati dai cugini IBM&Co. fin dalla schermata di boot, decisamente semplificata. Il secondo problema è stato quello di proteggere l’IP, la proprietà intellettuale e fare in modo che fosse molto difficile far girare OSX su un comune PC. Il tutto è stato poi vincolato dal fatto che su tali Mac ci doveva comunque poter girare anche Windows: sono convinto che Apple non faccia niente “per caso” ed il supporto a Windows XP è stato ingegnerizzato nel sistema sin dal primo giorno di progettazione (ovviamente sempre secondo me). La parte più semplice del lavoro è stato il porting di tutto il codice visto che ormai tutti i SO sono disegnati per essere portati su diverse architetture. Per tutti questi motivi Apple ha scelto di supportare il boot tramite EFI che altro non è che un BIOS molto evoluto, cosa che secondo me è un ossimoro. Infatti il compito del BIOS è di controllare l’integrità del sistema il più velocemente possibile, interrogare e configurare tutte le periferiche installate e passare il controllo in men che non si può al boot loader vero e proprio. Quest’ultimo è il primo pezzo di software vero che a differenza del firmware viene letto dal supporto di massa.

Il boot-loader ovviamente si incaricherà di controllare l’integrità del sistema da un punto di vista più comprensivo (leggasi: controllare che effettivamente sia un Mac), settare una serie di parametri e passare il controllo al sistema vero e proprio caricando ed eseguendo il kernel. Il boot-loader perciò è la prima misura di difesa che Apple ha a disposizione per evitare che il sistema operativo giri sui cloni. Il secondo espediente usato è ancora più convoluto: ogni periferica hardware PnP ha un suo identificativo particolare pre-stampato nella ROM della periferica come da specifiche PnP. A questo punto basta sostituire l’identificativo associato con uno personalizzato e quella periferica, nonostante sia dal punto di vista elettrico identica ad un’altra, non verrà più riconosciuta come tale e avrà bisogno di driver specializzati. Per fare un esempio se la scheda grafica NVidia GT 9800 viene normalmente riconosciuta come XYZ1, nel caso dell’equivalente Apple la firma viene cambiata in XYZ2. Apple poi ha associato i propri driver al nuovo ID e quindi se teoricamente si sostituisse la scheda grafica con l’equivalente per PC non verrebbe riconosciuta. A conferma quanto appena detto si può fare un esperimento: installare Windows su un Mac via boot-camp e cercare di configurare le periferiche di sistema senza usare i driver scritti ad-hoc da Apple e disponibili sul “lato Windows” del disco di installazione.

Ora tutta questa serie di protezioni funziona solo se si ha la certezza che il software parlerà sempre direttamente con l’hardware: qualora questa assunzione viene a cadere, lo schema di protezione può essere aggirato. Apple ha persino provato a fare in modo che questo fosse impossibile da ottenere introducendo in alcuni modelli un dispositivo TPM: mossa rivelatasi inutile quando a Cupertino hanno capito che il TPM serve a proteggere l’integrità di un sistema dal punto di vista dell’utente finale. E se l’utente finale è il farabutto della questione, come nel caso degli hackintosh, non c’è nulla da fare.

Per aggirare perciò tutte le protezioni imposte basta appunto scrivere un boot-loader che sostituisca quello di sistema. La cosa è estremamente semplificata dal fatto che il boot-loader, per natura sua stessa, è un componente estremamente piccolo. Gli hackintosh-boot-loader moderni fanno (quasi) tutti la stessa cosa seppur con funzionalità diverse tra loro.

La dongle hardware (niente nomi!!) ad esempio, a differenza di altre soluzioni più “soft”, è in grado di riconoscere anche il DVD originale e di fare il boot di quest’ultimo. La cosa buffa della dongle è che è stata ingegnerizzata per non essere copiata perché sotto tutti i punti di vista si comporta semplicemente come una chiavetta USB. Tale ingegnerizzazione ha fatto in modo che la casa produttrice fosse in grado di farsi pagare un sacco di soldi per un accrocchio da 15$ di hardware, riuscendo a battere Apple sullo stesso terreno (overpricing). Nel frattempo anche le soluzioni fatte in casa si sono evolute fino al punto che c’è un boot-loader in grado di fare tutto quello che fa la dongle e di più, supportando ad esempio il patching del DSDT al volo richiesto per il supporto di Snow Leopard (non saprei se è una nuova misura di protezione o semplicemente una modifica necessaria per alcune nuove funzionalità introdotte): purtroppo tale boot-loader avanzato e made in China rilasciato senza nessuna garanzia, leggasi: codice sorgente; qualcuno specula che possa essere un trojan viste le origini ed il discreto supporto finanziario dietro il progetto.

Come si tira su il miglior hackintosh possibile? Prima bisognerebbe definire cosa può essere considerato “miglior hackintosh”: tutti tendono a concordare con il fatto che il MH è quello che non richiede driver di terze parti per funzionare completamente. Per far ciò c’è bisogno di una scheda madre apposita che abbia gli stessi chipset di quelli di un Mac (e qui entra in gioco la Gigabyte GA-EP45-UD3P) e stessa cosa dicasi per la scheda video. Dopodiché basta installare il boot-loader ad hoc, ed il gioco è fatto. Di guide passo passo su come fare ce ne sono a bizzeffe: io sono stato invogliato da un post su lifehacker fatto molto bene che però richiede l’accesso ad un Mac; volendo è possibile fare il tutto via Windows o Linux, però il perché o meglio ancora il per come esula completamente dallo scopo di questo post che è di raccontare a parole mie quanto appreso durante il processo.

-quack