Il processore che visse due volte

Oct 4, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Storie di return policy.

Antefatto: nel tentativo di capire meglio il mondo hackintosh ho finito per procurarmi una motherboard estremamente più compatibile, la GA-EP45-UD3P trovata su newegg in offerta “open box”. Sono stato invogliato dal fatto che, avendo a disposizione un sacco di ferraglia in deposito, avrei potuto mettere su un intero PC ex novo, piazzarlo sul mercato dell’usato e praticamente finanziarmi il sidegrade. Mancava solo un processore che intendevo comprare localmente da Fry’s magari pescandolo tra le tante offerte in bundle. Ho però ripiegato su un Q8400 (il vecchio era un Q6600) ad un prezzo più o meno in linea con i tanti megastore online. Era giovedì sera e in pochi minuti ho sviscerato il vecchio PC e ri-assemblato il nuovo da zero. Ho fatto il boot in modalità Mac Hack e tutto sembrava in ordine; ho fatto il primo riavvio e ho notato che la quantità di RAM fosse inferiore a quella installata. Ho spento tutto, staccato tutte le spine e verificato che i banchi fossero propriamente inseriti e riacceso: silenzio. Le ventole partivano ma dopo un secondo si spegnevano: tre secondi di pausa e di nuovo ventole on-off-pausa-on-off-pausa. Ho verificato che tutto il resto fosse a posto ma nel frattempo si era fatta notte fonda e stanco sono andato a nanna non senza aver cercato su qualche forum una risposta: quella più qualificata sembrava indicare un corto circuito sulla scheda madre causato dalle viti di supporto.Renton

Il venerdì mattina l’ho speso a fare diverse ipotesi, prove e contro prove senza successo apparente. Avevo cominciato a pensare si trattasse di un problema di scheda madre in quanto la motherboard aveva origini non DOC e con immenso piacere ho scoperto che Fry’s aveva in stock lo stesso modello. Piccolo pellegrinaggio e son tornato a casa con un nuovo esemplare di circuito stampato dall’inebriante profumo di nuovo e con un alimentatore semi-modulare che visto che dovevo rismontare tutto valeva la pena metterne uno con qualche cavo in meno. Processore, scheda madre, alimentazione e amara sorpresa: anche la nuova combinazione dava lo stesso problema; ancora prove e contro-prove per arrivare ad un assurdo: la possibilità che fosse il processore ad essere la chiave del mistero. Con estrema titubanza ci ho piazzato il vecchio Q6600 e tutto ha funzionato senza colpo ferire: il nuovo Q8400 sulla vecchia scheda madre portava agli stessi sintomi on-off-pausa. Per la seconda volta in vita mia un processore aveva steso le cuoia davanti ai miei occhi; addirittura era la prima volta se si prende in considerazione il fatto che il processore fosse nuovo. Ciliegina sulla torna il nuovo alimentatore, nel micro case compatto da ufficio a scomparsa, proprio non ci entrava.

È scattata quindi l’ora di fare il terzo viaggio, quello che nel gergo italo-microsoft-geek può essere definito “pellegrinaggio di ritorno”, dall’inglese to return = restituire. Ho restituito la scheda madre (unwanted), l’alimentatore (unwanted) e il processore (defective) e sono tornato a casa con un ulteriore upgrade, un Q9400 con 2MB di L2 in più rispetto al Q8400 (ma anche 2MB in meno rispetto al vetusto Q6600). Costo dell’operazione: zero. Sui prodotti comprati da Fry’s vige una return policy estremamente liberale di 30 giorni inclusi prodotti ad alto rischio come memorie, hard disk, motherboard e processori seppur con la limitazione a “solo” 15 giorni dall’acquisto. Per fare un paragone restituire la motherboard a newegg mi sarebbe costato circa 50$ tra restocking fee, spese di spedizione di ritorno e non rifondabilità di quelle di andata. Se avessi saputo che lo stesso modello di scheda madre era disponibile anche da Fry’s non mi sarei neanche messo in moto per comprarla online, anche se fosse stata una scelta apparentemente anti-economica: una return policy come quella di Fry’s, per rubare uno slogan, è decisamente priceless.

In seguito pubblicherò tutto quanto ho scoperto riguardo la questione hackintosh: ci sono succosissime novità che rendono la soluzione fatto-in-casa alla portata anche dei meno addetti ai lavori.

-quack

Me ne vo’

Oct 2, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

Dopo cinque anni di onorata carriera nel team di AppCompat ho deciso di intraprendere una nuova impresa, sempre nell’ambito della stessa azienda e dello stesso gruppo (Windows Fundamentals). La decisione è stata sofferta ma non troppo; sono stato privato, a causa di regolari vicissitudini ri-organizzative, di tutte le cose buone che avevo accumulato in questi anni: un ottimo manager interessatissimo alla mia carriera, l’opportunità di tornare a lavorare su cose che mi interessano tanto e last but not least la possibilità di poter scegliere per modo di dire di che morte morire. L’unica cosa che mi hanno lasciato è un test lead che è la perfetta personificazione del lato cattivo del “Signor No” e questa è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo ben oltre l’impossibile colmabile. Cosa farò da grande? Non posso ancora dirlo, non perché sia un segreto, ma per scaramanzia nei confronti di tutto quello che può andare ancora storto durante questa dolorosa transizione, non foss’altro per l’alias che mi son scelto. Ma nel momento dell’ufficializzazione della mia nuova posizione racconterò dove andrò a finire e perché: solo un attimo prima di mandare al mio “vecchio”/nuovo team una mail intitolata so long and thanks for all the fish.

-quack

Bad Microsoft

Sep 29, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Microsoft

Questa lettura su “Microsoft, Moonlight e open source” mi ha fatto venire in mente la “corporate idiocy” ed un bel articolo di Ed Bott chiamato “Good Microsoft, Bad Microsoft”.

Bad Microsoft è un CEO affetto da Berlusconite e che ogni volta che parla in pubblico fa calare il valore delle azioni, sia quando fa il bullo (l’IPhone venderà 100 mila unità al massimo) sia quando fa il mea culpa (con WM abbiamo sgarrato).

Bad Microsoft è il genio dietro l’annuncio e l’accordo con Intel per una versione ufficiale di Silverlight su Linux che sembra una coltellata alle spalle al progetto Moonlight, pochi giorni dopo aver nominato De Icaza come membro della CodePlex.org board.

Bad Microsoft è un team come Windows Media Center che sforna un prodotto incredibile ma suo malgrato arriva tardi a certe conclusioni e che è incapace di sfornare feature presenti in Tivo dalla notte dei tempi della 1.0: nonostante abbia visto design document su come implementarle sin dal 2003!!

Bad Microsoft è tirare fuori Zune HD e non aver ancora capito il mercato; e non aver ancora intentato causa ad Apple giusto per rompere i maroni come invece fa la concorrenza.

Bad Microsoft è quella parte dell’azienda che con una copertura di stampa negativissima è capace di oscurare il lavoro della rimanente parte, 99 volte più grande del “lato oscuro”.

E ora, allegriahhh.

Autunno

Sep 28, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Seattle e dintorni

I colori autunnali da queste parti sono semplicemente spettacolari.

Questo è il mio primo esperimento di fotografia HDR:

autunno Ne seguiranno sicuramente altri…

-quack

Supertabaccai

Sep 26, 2009 - 0 comments - Archiviato in:

Se ci fosse un sistema operativo mobile ufficiale per l’associazione tabaccai informatici sarebbe Google Android. Perché.

Il fatto che Android sia stato rilasciato con codice sorgente ha creato una vera pletora di build non ufficiali disponibili all’utente più smaliziato: solo oggi ne sono state rilasciate ben tre diverse, mica pizza e fichi eh? Cosa che mi ha fatto venire in mente un altro progetto pieno di fork e deviazioni e che ovviamente è alla base stessa di Android.

Nel mio caso tutto è cominciato il weekend scorso come un progetto AM. Ho seguito le istruzioni for dummies su Gizmodo che spiegano come sostituire il bootloader con uno più hack friendly e mi son precipitato ad installare la distro più chiacchierata del momento, ovvero la CaioOriginalMod. Sui forum si parla benissimo anche delle build cosiddette “sperimentali” ma per cautela sono partito con una build stabile (ovviamente dopo tutti i backup e i contro-backup dell’occasione). Risultato: reboot spontanei ogni tot ore, il problema del bluetooth che è peggiorato e l’applicazione Music che parte di sua propria volontà tra un reboot e l’altro facendomi prendere un colpo ogni volta che succede. Della fomentata “reattività” nemmeno l’ombra: lentino era, lentino è rimasto dopo l’installazione delle 3 applicazioni “fondamentali”. Ho cominciato a leggere di un’alchimia chiamata APP2SD che libera RAM (o Flash, non si capisce bene) e sembra di aumentare l’ulteriore reattività: si tratta di creare una partizione Ext3 o similare ma per fortuna c’è una applicazione che fa tutto da sola, chiamata appunto APP2SD 2. Tabaccai Installazione, lancio, spartizionamento, messaggio di errore “SD non riconosciuta” da parte del sistema e l’applicazione che dice “Ooops, qualcosa è andato storto, visita la homepage di questa app per trouble-shooting”, linkando una pagina su un forum generico come “homepage”. Svaffanc*lamenti vari per aver lasciato il backup della SD in ufficio, installo una applicazione per PC chiamata TestDisk (evidentemente scritta da un non-tabaccaio) che recupera tutti i file. Formatto la SD e riprovo la ripartizione con APP2SD 2: stesso identico problema, sfanc*lo un po’ di meno e ci rinuncio. Decido di passare ad una build della concorrenza che mi rendeva curioso ma non sembro in grado di copiarla da PC a telefonino in quanto la SD si “smonta” automaticamente dopo qualche secondo. Sul laptop intanto tutto sembra funzionare alla perfezione, per cui installo la nuova super build TizioTalDeiTaliSuperMegaMod con 12 mila feature in più ma all’accensione mi sembra identica a quella di CaioOriginalMod. Nelle prossime ore potrò scoprire se è un po’ più stabile ma il mio scetticismo ha radici solide.

Per fortuna il progetto iHack si è concluso magnificamente. Rimane ancora da capire se c’è qualche possibilità per WHS: ho scritto al team e mi aspetto una risposta nei prossimi giorni, nel frattempo proverò la via della “copia della partizione di sistema” e speriam che va (*); per farlo sono in attesa di un masterizzatore DVD esterno che riutilizzerò comunque per il netbook in futuro.

-quack

(*) resto scettico: non sono mai riuscito a copiare una partizione di sistema Windows dai tempi di Win9x senza dover intervenire successivamente per renderla bootabile.

Shark attack

Sep 25, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Microsoft

La notizia dell’avvistamento di un felino non proprio ‘domestico’ nei pressi del campus, e la conseguente mail di avviso da parte della security interna, è finita persino sulle pagine di Punto Informatico. L’autore ci scherza su, ma in realtà non è raro avvistare felini selvatici da queste parti. Qualche buon tempone interno invece, e ce ne son tanti, ha colto la palla al balzo:

Security Alert

Possible shark sighting – employees should exercise caution

Investigators with Microsoft Global Security have investigated the reported sighting of a great white shark in the fountain of Studios West. An inspection of the area did not provide any evidence that a shark had been there, such as shattered wooden boats, gnawed limbs or menacing double bass notes, but we are taking this report seriously nevertheless.

Microsoft Security will conduct frequent patrols of all fountains, and will work with the State Department of Fish & Wildlife and other experts to assess the situation and provide further updates if appropriate.  In the meantime, please avoid chumming the fountains.  Receptionists in all Microsoft facilities will be distributing shark repellant on request.

If you see anything suspicious, please contact the Global Security Operations Center (GSOC) at 425-XXX-YYYY.

For any threat to personal safety Dial 911 (or local emergency provider) and immediately contact on-site Security.

-quack

Graceful Degradation

Sep 23, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Blog-Tech

Qualche giorno fa, a causa di problemi sul server di hosting, lo sfortunato avventore s’è beccato qualche schermata di errore del tipo:

YSODconosciuta anche con il nome di ASP.Net YSOD (Yellow Screen of Death). In un paio di occasioni questo è capitato per una mancata risposta del backend SQL, magari beccato durante un riavvio di manutenzione, altre volte per problemi un po’ più seri come la carenza di spazio libero quando in realtà avevo teoricamente a disposizione più di 99GB rimanenti.

La YSOD è praticamente una schermata di debug utile per lo sviluppatore: nel caso in questione però saranno ormai diversi mesi che non vedo uno YSOD causato da problemi di codice, quindi ho deciso di disabilitarne l’uso in favore di una schermata più simpatica. Per imparare qualcosa ho cercato di fare le cose per bene, perché quando mi prende va a finire che anche per le puttanate son capace di spendere ore ed ore. Il risultato lo si può ammirare in questa pagina:

Gracefully degradeLa cosa più antipatica da realizzare è stato il centraggio della box in primo piano, cosa rivelatasi impossibile tramite CSS e basta. Un po’ di JavaScript + JQuery e la paura e passata; col senno di poi però arrivare a scrivere codice JS per una pagina statica di errore mi sembra pura follia…

-quack

Incroci

Sep 23, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Cosa si ottiene mettendo insieme il peggio della Apple (un CEO abbastanza truffaldino) con il peggio della Microsoft (rendimento sul mercato NASDAQ pressoché piatto negli ultimi cinque anni)?

confronti

In rosso le azioni della Apple: è vero il CEO di Apple è stato beccato più volte con le mani nel sacco a retrodatare stock option ma per lo meno, lavorando seriamente per il bene dell’azienda, ha fatto moltiplicare di ben otto volte in cinque anni il valore delle azioni sul mercato; gli azionisti sono ben felici di essersi fatti fregare a queste condizioni e lo dico da non-azionista invidioso. In verde quelle della Microsoft: piattume assoluto, no comment.

In blu, per rispondere alla mia domanda iniziale, le azioni Mediaset: credo che in questo caso gli azionisti abbiano poco da essere felici di alcune manovre poco limpide truffaldine messe in atto dalla dirigenza, almeno stando alla cronaca.

L’articolo linkato al rigo precedente lo leggevo mentre pensavo che quello che manca davvero in Italia è un ottimo(*) gruppo di Venture Capitalist. E ho finito per rattristarmi ancora di più.

-quack

(*) magari anche uno scarso… ad avercelo.

Italo americani

Sep 21, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

imageDa Wikipedia:

Fabiano Caruana was born on July 30, 1992 in Miami, Florida of an Italian-American father and an Italian mother. At age 4 his family relocated from Miami, Florida to Park Slope, Brooklyn. Coincidentally, this was the same neighborhood where Bobby Fischer lived during his youth. At age 5, his chess talent was discovered in an after school chess program at Congregation Beth Elohim in Park Slope, Brooklyn, and he played his first tournament at the Polgar Chess Center in Queens, New York.
Up to the age of twelve, he lived and played in the United States, with occasional travel to European and South American tournaments.
His first chess coach, at age 6, was National Master Bruce Pandolfini, who was famously portrayed by Ben Kingsley in the 1993 film Searching For Bobby Fischer. And from ages eight to twelve he studied with Grandmaster Miron Sher. In 2004 at age twelve, he relocated with his family from Park Slope, Brooklyn to Madrid, Spain to pursue chess in a more serious manner. He trained first with International Master Boris Zlotnik in Madrid, and later with Grandmaster Alexander Chernin (his current trainer) in Budapest.
At age fourteen Caruana became the youngest ever Grandmaster of both the United States and Italy (surpassing the record in the United States set by Grandmaster Hikaru Nakamura). He currently lives in Budapest, Hungary, and plays for Italy.

Da appassionatissimo di scacchi non posso che ammirare. Tra i top 100 a livello mondiale, Fabiano ha appena 17 anni…

-quack

Tre progetti A.M. per il weekend

Sep 20, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Come già spiegavo altrove, A.M. sta per ad min*hiam; scusassero per l’espressione poco ortodossa. Sono passato Venerdì da Fry’s su richiesta della formichina, evento assolutamente unico, e son tornato a casa con una MicroSD da 8GB in offertissima in più.

Da parte poi avevo un po’ di chiavette USB inutilizzate; mi son procurato una memoria CompactFlash di piccole dimensioni ed un adattatore IDE –> CompactFlash compatibile con il Boot da memory card. Ho anche comprato una copia di Snow Leopard dall’Apple Store al prezzo “appetibile” di $30 più tasse (possiedo una copia altrettanto originale di OSX Leopard). Mi son attrezzato per fare un bel po’ di esperimenti.

1) Installare Snow Leopard su una partizione del mio hard-disk. Leggevo su Life-Hacker che un gruppo di folli è riuscito a rendere il setup di un Hackintosh un gioco da ragazzi. L’esperimento è riuscito quasi perfettamente: mi è dispiaciuto che il bootloader EFI compatibile creato per aggirare le limitazioni dell’installazione di OSX su un comunissimo PC non sono compatibili con dischi IDE, quindi l’idea dell’adattatore IDE->CompactFlash interno è fallita miseramente. Stavo per pensare ad un adattatore SATA –> Screen shot 2009-09-19 at 10.08.40 PM CompactFlash ma alla fine è diventato molto conveniente comprare una di queste chiavette USB interne per un setup simile ad alcune dongle “tuttofare” USB molto popolari. Per il resto, come già dicevo, il progetto è stato un successo e –incredibilmente – l’upgrade alla 10.6.1 è filato liscissimo come l’olio, meglio di come è andata ad una buona parte di possessori di Mac originali. L’esperimento ha confermato una teoria che reputavo molto credibile:

MacIntel = PC ma molto molto costosi

Per completare l’illusione avrei potuto comprare una tastiera Apple, nascondere la Workstation e truccare il BIOS in un certo modo e trovare qualche cavia da costringere alla cosiddetta prova del Dash

2) il secondo progetto folle è quello di risostituire la ROMAndroidFix del mio cellulare. Leggevo infatti che, siccome Android è fondalmente opensource, gruppi di mitomani hanno cominciato a sfornare vere e proprie build ibride tra diversi flavor del sistema operativo. Cosa buffa è che il sistema parebbe essere molto più reattivo del sistema originale: mi è capitato già un paio di volte di vedere andare in crash  l’applicazione “telefono” durante l’arrivo di una chiamata per mancanza di reattività; o magari di vedere automagicamente scomparire il baco del bluetooth. L’idea è di usare la nuova memory card per alcune feature avanzate e come storage per gli episodi di alcune serie televisive da godere durante qualche scarpinata in palestra. Pensavo di fare qualche progresso in più ma sono ancora nella fase di “raccolta delle informazioni” sulla build da scegliere e su come formattare la memory card

3) il terzo progetto è ancora più simpatico. Ho deciso, con le buone o le cattive, di fare in modo che WHS si possa installare su un HD da 32GB o più piccolo: attualmente richiede almeno 65GB di spazio libero sull’HD principale. L’idea che mi balena da un bel po’ di tempo è quella di rendere l’upgrade dei dischi fissi meno penoso possibile. Questo non accade se l’HD da allargare è quello di sistema. Però se convincessi WHS a installarsi su un disco da 32GB potrei comprare una CompactFlash grande uguale e farci fare il boot da lì visto che il mio WHS Atom based, che è avarissimo di spazio by design, è dotato di uno slot interno CompactFlash e per di più bootabile. Su questo progetto, nonostante qualche prova con VirtualBox, sono ancora nella fase iniziale di “brancolamento nel buio”

Anche se alle volte ci penso e mi chiedo chi diavolo me lo faccia fare…

-quack

Fanta-recensori

Sep 15, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Pensavo che i recensori de’ recensori, quelli che recensiscono prodotti di terza/quarta mano, fossero l’ultima frontiera del blaterare online.

fanta-recensori

Oggi ho scoperto l’esistenza dei fanta-recensori, ovvero recensori che sono utenti di prodotti della concorrenza, in grado di stabilire la qualità di un prodotto sul “sentito dire” della qualità dei componenti. “Ho sentito dire che i display OLED si vedono bene solo in cantine illuminate da candele”'; “ho sentito dire che l’NVidia Tegra fa ca*are perché basato su una tecnologia scartata da Apple (non perché scadente)”.

La conclusione è che ZuneHD, secondo l’esperto, è nato morto: il tutto ovviamente seguendo la ferrea logica del ragionamento che non fa una piega ma che parte dalla premessa sbagliata di voler entrare nei dettagli di un prodotto senza neanche venirne in contatto, nemmeno di terza mano. Sia chiaro: mi sta bene che qualcuno dica “questo prodotto non mi piace perché made in XYZ”; però sarebbe il caso di mettere un disclaimer in stile “le opinioni di questo post sono basate su una fanta recensione”. Nevvero?

Però il mio umore, grazie alla lettura di materiale di questo calibro, va verticosamente migliorando. Roughly drafted se non ci fosse bisognerebbe inventarlo.

-q

Topologie

Sep 12, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Mentre ieri spendevo circa 4 ore per installare il server Mercurial sul mio WHS mi è capitato ad un certo punto di avere problemi di connessione dall’esterno. In uno dei test non riuscivo a raggiungere il server nonostante pensassi le porte del firewall fossero aperte. Poi pensandoci un attimo e riflettendo mi son reso conto che la rete di casa non è proprio “lineare”:

Rete

  1. Il modem motorola/comcast, il vero gateway per la rete
  2. Adattatore VOIP linea in entrata (T-Mobile) “passante” (qui)
  3. Router Wi-Fi con DD-WRT (ne parlavo qui)
  4. Mediacenter
  5. Sintonizzatore TV (usa la rete ethernet per passare l’audio/video digitale al mediacenter, descritto qui)
  6. XBOX
  7. Bridge a rete convogliata
  8. Ricevitore per 7. con switch a 4 porte
  9. il “server” con annessa stampante/scanner
  10. la “workstation”. Sia il server che la workstation sono rinchiuse nello sgabuzzino
  11. Ricevitore ad onde convogliate a singola porta
  12. Adattatore VOIP linea in uscita (praticamente per chiamate internazionali, qui)

I dispositivi 1. 2. e 3. sono su subnet separate e il router (3.) è configurato come DMZ sul bridge 2. Tutte le impostazioni NAT perciò sono configurate nel router. Quasi tutti i dispositivi sono impostati in DHCP verso il router e a complicare le cose stamattina non riuscivo neanche a raggiungere la pagina di configurazione dell’adattatore 12. in quanto non ne riuscivo a reperire l’indirizzo. Ho dovuto sollevare la cornetta e telefonare al telefono in entrata per vedere il MAC address apparire nella lista dei client DHCP.

Morale della favola: dopo non riesco ancora a raggiungere il server 9. via Remote Desktop Connection dall’esterno (via HTTPS fila tutto liscio) ma ho deciso una volta per tutte di stampare la mappa, appiccicarla sul muro e scriverci tutti gli indirizzi IP dei dispositivi senza nome. Seguirà un resoconto dettagliato su come installare Mercurial su WHS visto che non è una delle cose più semplici da affrontare nonostante un congruo numero di guide passo-passo disponibili: oggi purtroppo sono molto stanco e mi aspetta ancora qualche ora di sana configurazione.

-q

Duelli

Sep 10, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Mattina: Apple presenta qualche micro-variazione alla linea di iPod disponibili. Il nuovo iPod Nano riceve l’upgrade di camera e radio, per l’iPod Touch (esemplari straordinari) non c’è bisogno, o meglio bisogna aspettare il prossimo giro. Questa è la mia impressione: in mancanza di sostanziali novità si è montato un baraccone da circo per qualcosa che la concorrenza offre da anni. E iTunes9, sempre più fantascientifico ma non all’altezza delle previsioni. Sempre mia impressione Zune HD sta arrivando e bisognava in qualche modo rubare la scena: oddio Jobs avrebbe dato un organo per poter annunciare le canzoni dei Beatles su ITMS ma tenere le cose in segreto e facendole passare come rumori di corridoio serve anche a questo e cioé a prenderlo in saccoccia senza dare nell’occhio.

image

Sera: Microsoft presenta il MediaCenter event ed esce con novità grosse ma molto in sordina. Dell’evento manco io, appassionato di Mediacenter, ne avevo la più pallida idea che esistesse. Viene presentata una piccola novità:

image

ora anche gli “assemblatori” dilettanti come me possono integrare un sintonizzatore CableCard grazie ad un update del firmware ATI (1.19) e a Windows 7 che ha allentato di parecchio le maglie del DRM.

Poche settimane fa: la FSF comincia la nuova campagna anti-Windows. Se Vista era “Defective by Design”, Windows 7 è affetto da 7 peccati “Capitali”. Ovviamente propaganda di pessima qualità neanche definibile come marketing.

Pochi giorni fa: Microsoft distribuisce materiale didattico per illustrare i pregi di Windows rispetto a Linux e MacOS. Qualcuno se la prende molto a cuore e comincia a sparare cazzate a raffica; esempio: è vero Linux supporta numericamente molti più dispositivi di Windows ma quanti di questi sono di uso comune o alla portata dell’utente? Qualcuno ha mai provato a installare un lettore di impronte digitali su Linux o cercato di far funzionare uno scanner che non sia preistorico? Bah, de gustibus. La critica del raffronto con MacOS è ancora più ridicola: l’autore concorda quasi su tutti i punti (concordo, concordo, è un’esagerazione ma si può concordare, ecc. ecc.) ma alla fine bolla la questione come propaganda.

Niente male in pochi giorni di fuoco e fiamme.

-quack

P.S. la vera novità è Rock Band Beatles edition.

Office wars

Sep 3, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Ok, a quanto pare lo scherzetto dei donut per il mio capo non ha sortito un granché di effetto visto che la lezione non l’ha imparata.

Abbiamo così deciso di cominciare una vera e propria escalation.

Oggi abbiamo attivato la seguente opzione:

MousePropertiesEssendo io il suo tecnico nonché installatore di fiducia verrò a sapere molto presto come è andata.

E comunque se non notiamo segni di ravvedimento passeremo all’attacco successivo: creazione di un account da amministratore sul suo PC da usare come testa di ponte per manovre molto più eversive.

Noi l’avevamo avvisato…

-quack

Quizillo senza premio

Aug 31, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Tempo fa mi era passata fra le web-dita una bellissima immagine che prendeva spunto da questa:

pc-mac-linux-tronL’immagine che avevo visto conteneva un bel po’ di sistemi operativi (tra cui Solaris, Amiga ed altri). Al fortunato vincitore andrà la mia perpetua gratitudine.

-quack

While I was away

Aug 29, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Video

Mi raccomando a non spegnere il cellulare mentre si è in vacanza all’estero.

-quack

Aspettando Google Voice

Aug 28, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Una delle feature più interessanti introdotte da Apple con l’iPhone è il Visual Voice Mail, un modo meno anni ‘80 di accedere alla segreteria telefonica del proprio cellulare.

Sinceramente non ricevo molte telefonate e men che meno messaggi in segreteria, per cui in un mio precedente confronto tra melafonino e gugofonino non ci ho fatto nemmeno caso. T-Mobile sembra aver sopperito finalmente alla lacuna offrendo una applicazione per Android che offre lo stesso servizio ma con due gravissimi pecche:

  • un’interfaccia orribile
  • un servizio aggiuntivo dal costo di 10$ al mese, oppure rinunciare alternativamente ai 400 SMS gratuiti del piano dati

Per fortuna ho scoperto l’esistenza di PhoneFusion e del loro servizio Voicemail Plus, che è la versione “super-carrozzata” del servizio di segreteria telefonica: i messaggi possono essere consegnati anche via mail, con un costo aggiuntivo si può avere la trascrizione in testo e tante altre belle cosette. Per aggirare la mancata integrazione coi provider telefonici hanno escogitato un sistema interessante: quando arriva un nuovo messaggio in segreteria il servizio manda un SMS per notificare l’applicazione che gira sul dispositivo e che a sua volta scarica il messaggio in locale. In virtù di questo fatto l’applicazione è praticamente multi-piattaforma: Android, Blackberry e WinMo 6.x. Per iPhone non avrebbe neanche senso scontare vista la fine della richiesta di autorizzazione di Google Voice (che vergogna!) che ha portato persino alle dimissioni di Schmidt.

Un effetto collaterale positivo del servizio VM+ è il greeting personalizzato che aggira la stupida limitazione mangiasoldi dei provider telefonici americani di cui parla in maniera esaustiva Davig Pogue in questo suo post. È addirittura possibile fare l’upload di greeting diversificati in base all’ora della chiamata e altre belle cosucce niente male tipo un sottofondo musicale fatto come Zio comanda.

Per essere un servizio gratuito sembra avere tutte le carte in tavola per non far rimpiangere l’analogo prodotto della concorrenza e da quanto ho capito funziona anche in alcuni paesi europei

Ora si tratta solo di scegliere la musica di sottofondo: meglio una salsa di Jerry Rivera o un più sadico Profondo Rosso dei goblins?

-quack

Bar dello sport

Aug 27, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple

Ok, ora si può dire che con l’arrivo dei bagagli pressoché integri, il rientro è stato finalmente completato. Riapro quindi il bar dello sport per dedicarmi al mio sport preferito: parlare male di Apple.

Comincio dalla solita solfa sulla sicurezza. Un articolo interessante parla delle ultime novità in Snow Leopard. Ovviamente il tutto è basato su supposizioni visto che le informazioni tecniche scarseggiano. La prima cosa interessante è che secondo gli esperti dal punto di vista implementativo la sicurezza di Leopard è una via di mezzo tra Windows XP SP2 e Vista.

The security level in Leopard falls in between Windows XP Service Pack 2 and Vista, he said. If Snow Leopard has full ASLR and DEP, it would bring its security close to the level of Vista, he added.

Questa però non è una grossa novità.

La grossa novità è il fatto che sia stato introdotto un “piccolo” antivirus nel sistema:

imageLa cosa buffa è che in perfetto stile ipocrita né il marketing di Apple, né in fanboy più eccitati, si azzardano a chiamarlo per quello che è: un antivirus. Anzi il marketing continua a propinare con nuovi spot la storiella che i mac sono immuni ai virus.

Altrettanto interessante il post di Thurrott sulla questione monopolio, molto simile a quello che ho scritto tempo fa. È incredibile che per usare un iPhone bisogna essere costretti a subirsi un bel po’ di angherie, compreso il fatto di veder nebulizzare dietro la minaccia del DMCA il progetto interessante iPodHash. Come se Microsoft impedisse l’installazione di Firefox su Windows e facesse causa ad eventuali hacker in grado di by-passare tale “limitazione”.

Per chiudere in bellezza, è squisito il link a questa singolare richiesta di brevetto. Tempo fa stavo facendo un’analisi comparativa tra le tecnologie che rilevano la caduta di un laptop per far parcheggiare le testine dell’hard-disk. Apple usa un sensore posto sulla scheda madre mentre molte altre case usano hard-disk provvisti di sensore. Tutto il materiale che avevo raccolto (tra cui questo) mi portava a dedurre che un sensore posto sull’hard-disk è meglio di uno su scheda madre: un sensore più vicino e che non richieda intervento software è molto meglio di uno esterno; in più i macbook pro dotati appunto di questi sensori “esterni” sono incompatibili con buona parte degli hard-disk provvisti di sensore interno. Finché ho scoperto che:

For a while Apple had the software record the moment the sensor activated the disk head disengagement as well as the amount of velocity and force that occurred. This way Apple was able to determine if the cause of the impact was extreme or blatant user negligence and thus void any warranty. (fonte)

Caveat Emptor

-quack

Cronache odissiache di ritorno

Aug 26, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Viaggi

Il viaggio di ritorno, per concludere la serie dedicata alle vacanze e tornare ad un modo più serioso più consono allo spirito lavorativo, si è conclusa in maniera quasi simmetrica al viaggio di andata, con qualche singolare deviazione.

Innanzitutto, causa un regalo inaspettato, ci siamo presentati alla partenza con una “valigia” (in realtà una grossa scatola protetta da un maxi involucro trasparente) in più. Alitalia ci ha chiesto una penale di circa 150 euro abbondantemente al di sopra del valore economico e affettivo del contenuto della valigia improvvisata. Ma in qualche modo mossi a pietà e dopo un paio di interpellanze a qualcuno in alto, si son decisi ad accettare il pacco senza costi aggiuntivi ma con nostra piena responsabilità qualora il pacco arrivasse a destinazione distrutto. Sono poi cominciate le procedure di security ed imbarco: la mia fortuna è stata che ho fatto la security in parallelo ad una ragazza con la strana capigliatura e gli addetti alla sicurezza, distratti dalla tipa, sono stati molto più accomodanti del solito. L’imbarco a Bari è avvenuto con circa 45 minuti di ritardo ma eravamo tranquilli: i bagagli risultavano spediti a destinazione e a Roma c’era un buffer di circa due ore più che sufficiente a coprire le richieste di sicurezza ammerigane.

Giunti a Roma abbiamo fatto il check-in direttamente presso il gate e lì l’impiegata della US Airways si è giustamente accorta della quinta valigia. Le regole della compagnia americana sono semplici quanto micidiali: extra bagaglio –> 100$ di penale pena la non accettazione all’imbarco. Detto in parole povere o tiravamo fuori di tasca 100$ o ci lasciavano a Roma. Anche in questo caso c’è stato un ritardo all’imbarco di 45 minuti che ha annullato l’effetto del primo; questa volta il modulo della dogana, su cui abbiamo prontamente dichiarato quanto stavamo importando, ce l’hanno dato addirittura al bancone, alla faccia dell’arpìa dell’andata che chiedeva che andassimo in consolato (circa 1500 Km da casa) a ritirarne uno. Pagato l’obolo obbligatorio, ma assai minore di quello italico, ci siamo approntati a partire destinazione Philadelphia e poi Seattle.

Le regole americane di immigrazione e dogana sono semplicissime: si espleta alle varie funzioni nel momento stesso in cui si tocca il suolo americano e quindi immigrazione e dogana vanno fatte a Philadelphia. Il primo problema l’abbiamo avuto mettendoci in fila allo sportello sbagliato: nel senso che l’ufficiale di immigrazione che abbiamo beccato era estremamente più lento di tutti gli altri messi insieme. Le solite domande di rito, il solito welcome home con timbro sul passaporto blu e via a ritirare le valigie per passare i controlli doganali. E quì si è presentato il secondo problema: quattro valigie su cinque non erano presenti all’appello: per fortuna l’unica ad avercela fatta era quella contenente le scamorze fresche opportunamente sigillate e impacchettate. Stessa sorte è capitata ad altri baresi con destinazione Philadelphia. Ci hanno spiegato che avremmo dovuto fare reclamo all’aereoporto di destinazione e tristemente (ma più leggeri) ci siamo avviati verso il prossimo gate.

Piccola parentesi: ci sono aereoporti che sono stati progettati da idioti. Philadelphia è uno di quelli perché per trasferirsi da un volo intercontinentale ad uno nazionale richiede una nuova dose di security. Uno dei più idioti in assoluto è quello di Heatrow, che richiede di fare la security appena dopo sbarcati anche se non si deve prendere un altro volo. Idiota anche la security americana che si fa ad Amsterdam, che porta i passeggeri a finire in un vicolo cieco sprovvisto persino di bar/ristoro. Chiusa parentesi.

Le file per la security in Philadelphia hanno anche una dislocazione caotica di tipo italiota e tra passegeri stanchi e addetti ancora più stanchi lo scontro è quasi assicurato. Per fortuna anche in questo caso sono stati abbastanza permissivi non chiedendomi di tirar fuori tutto l’armamentario da Spielberg che trasportavo nel mio zaino e si son accontentati di analizzare a raggi-X solo il mio netbook.

L’ultimo volo, con grossa sorpresa, è partito in perfetto orario… un ulteriore intoppo a Philadelphia ci avrebbe costretti a spendere la notte in città. A Seattle infine, l’unica valigia spedita, quella coi latticini, è arrivata senza altre sorprese. Dopo il reclamo presso gli uffici bagaglio siamo arrivati a casa.

Purtroppo sono passate quasi quarantotto ore dal nostro arrivo in città e delle valigie per ora solo la promessa di consegna tra le 13 e le 17 di oggi. Speriamo bene.

-quack

Cronache Odissiache #2

Aug 12, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Viaggi

Puntata precedente

Oltre al danno economico l’arpìa brucia le nostre ultime speranze di acchiappare il volo per Bari al balzo. Ci fermiamo in aeroporto fino al volo autoassegnateci che è quello delle 17. Durante la lunga attesa provo ad informarmi su un piano telefonico con dati per il mio G1. Scarto Wind e Omnitel (di cui sono già in possesso di SIM) e mi rivolgo al bancone della Tre: la signorina mi guarda tra il perplesso e il preoccupato forse anche per l’aspetto stanco ed il capello blu. Mi chiede se il mio telefono è un cellulare UMTS ed a perplimermi comincio io: è buffo che un negoziante di cellulare chieda informazioni tecniche ai clienti. Dico che non lo so e schifata mi risponde “mi dispiace non posso aiutarla”. Mi informo al bancone della TIM in cui vedo il mio G1 in bella mostra in vetrina: mi propongono un piano interessante che non possono vendermi in quanto i terminali non funzionano (e per sei ore non hanno funzionato).

Nella lunga attesa chiacchieriamo un po’ e noto che non c’è un singolo aereo dell’Alitalia che parte dal gate programmato: quello del gate A15 parte dal gate A21, ecc. ecc. Con un gioco di esclusioni incrociate basate su esperienze passate realizzo che non è un problema di terminal o di aeroporto ma di compagnia aerea. Per fortuna le eccezioni esistono ed il nostro volo parte dal gate programmato. L’arrivo a Bari avviene senza altro stress se non quello di un numero non qualificabile di ore di ritardo rispetto al previsto.

Due parole sulla questione doganale: è chiaro che si trattava di importare un PC per “regalarlo”. Quello che mi ha incredibilmente infastidito è il fatto che tutto fosse lasciato all’arbitrio di un agente doganale magari in preda a PMS. Un paio di osservazioni:

  1. Mentre quando ci si imbarca per gli USA ogni viaggiatore (turista o residente) viene provvisto di modulo doganale in cui grosso modo le regole sulla franchigia e tutto il resto vengono spiegate chiaramente, stando a quanto detto dall’arpìa per fare una cosa simile i turisti in visita devono rivolgersi al consolato italiano.
  2. Non è assolutamente vero che la dogana americana impedisce di importare prosciutti e cose varie: è una questione di dipartimento dell’agricoltura e qui si entra in un discorso di diritto internazionale. Importare carne cruda è illegale e non c’è importo doganale che tenga; ogni paese ha le sue leggi su quali cose siano legali o meno importare “turisticamente”
  3. Per essere chiari la dogana italiana mi ha truffato. In quanto tutto quello che avevo, a parte il MacBook e qualche altra cosetta di poco conto, è roba assolutamente personale. Non si può impegnare la franchigia con la scusa che “potrei rivendermi i miei Levi’s perché in America costano meno”. Ho pagato l’IVA su 1300 Euro quando avrei dovuto pagarla solo su 500 (1300 – 800 di franchigia).
  4. L’arpìa era non solo acida ma totalmente incompetente: ha dovuto fare almeno un paio di telefonate per capire come compilare i moduli. Sapere che i 160 euro truffatimi vanno a pagare gli stipendi a degli incapaci mi fa abbastanza soffrire e non c’è patriottismo che tenga
  5. L’arpìa e il suo scagnozzo hanno abbandonato la postazione di lavoro mentre io ancora raccoglievo le mie cose per andare a fare un caffé; volendo le avrei potuto facilmente formattare il PC avendo una chiavetta USB auto partente in dotazione con me
  6. Tutti quelli che entrano in America fanno la dogana. TUTTI. In Italia si va a campione e si è alla mercé del libero arbitrio di un’incompetente (quando va male)

To be continued?