Cronache odissiache

Aug 10, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Un viaggio così non capitava dal qualche anno.

[PREAMBOLO] Mio cognato mi ha chiesto di comprargli un MacBook Air, modello più costoso possibile; lui mi dice cosa devo fare ed io lo faccio. [/PREAMBOLO]

La partenza è stata incredibilmente tranquilla. Ci assicurano che i bagagli arriveranno a destinazione finale (BRI), ci imbarchiamo e per qualche motivo perdiamo il nostro “slot” per il decollo; il capitano ci spiega che perderemo circa un’ora e sulla coincidenza a Philadelphia ci mettiamo già una croce sopra. Poi succede il miracolo e riusciamo a partire con un ritardo molto ridotto che – ci dicono – a destinazione sarà solo di 10 minuti. Purtroppo a destinazione è passato l’uragano Sfiga e ci tocca girare in tondo a Philadelphia per 30 minuti. Di nuovo pensiamo: coincidenza persa. Poi di nuovo un altro miracolo e ci fanno atterrare molto prima, un’hostess ci dice che ci mettiamo solo 10 minuti ad attraversare da un gate all’altro e ci sentiamo sollevati. Su internet intanto, mentre appaiono informazioni di tutti gli altri voli (se in ritardo per l’uragano o in orario), del volo per Roma nessuna notizia tranne il gate. Non più A19, ma A25. Guardiamo sulla mappa dell’aeroporto di Philadelphia e notiamo che i gate A sono quelli più distanti in assoluto dal gate di arrivo, il C27. Ci toccherà correre, non si sa mai. Arrivati all’aeroporto cerchiamo i soliti monitor delle partenze. In una fila di 5 monitor, quello che indicava il nostro volo è l’unico rotto. Decidiamo di correre verso l’A25 e che Dio ce la mandi buona e durante la corsa facciamo un altro controllo: il volo per Roma è “in orario” e facendo i dovuti calcoli, significa già partito. Sfidiamo la sfiga e finalmente arriviamo al gate più distante in assoluto, l’ultimo degli ultimi del terminale A. Il cuore quasi scoppia, l’aereo è ancora lì anche se il display indica Francoforte.

Tutto procede liscio, ci imbarchiamo e notiamo che nella fila di fianco ci sono 4 posti vuoti consecutivi: questo viaggio almeno si dorme un po’, poi però si scopre che i 4 posti sono vuoti per un motivo molto semplice. Sono “difettosi”, ovvero la TV non funziona, i sedili non si abbassano, sono tenuti insieme con del nastro adesivo, ecc. In realtà l’intero viaggio è stato molto di serie B. Le hostess avevano una strafottenza che sfiorava la maleducazione, il cibo faceva abbondantemente cag*re, le cuffie in vendita per soli 5$ o 5euri, il cornetto della colazione fatto di cartone e manco il classico Yogurth. Ho chiesto se avessero una Diet senza caffeina ma mi hanno guardato manco fossi un rompi-co*lioni e sono stato redarguito in maniera esemplare per aver usato temporaneamente un sedile “riservato” per vedere il film; al mio far notare che il monitor del mio sedile non funzionava mi è stato chiesto con “gentilezza” di cercare un altro posto nonostante 3 posti “non riservati” fossero occupati dai bagagli della crew. Ci mancava poco che su quel sedile ci pis*iassi per dispetto, ma ho resistito. Il volo poi è partito con notevole ritardo perché a New York pioveva! (giuro, dicono che avremmo dovuto seguire la stessa “rotta”). Arriviamo a Roma che il volo per Bari è quasi chiuso, ci dicono che hanno riservato dei posti sul volo delle cinque (saremmo dovuti partire alle 10 e mezza di mattina) ma ci dicono di tentare un’altra corsa. Passiamo correndo davanti alla dogana e un’arpìa si insospettisce e ci fa entrare nel suo ufficio, in virtù del fatto che il MacBook è in bella vista, visto l’involucro naturalmente protettivo della confezione. Decidono di controllarci a fondo e non credono alla storia che tutto il resto dell’equipaggiamento è roba personale: una Nikon, due obiettivi (!!!), uno addirittura incartato nel cellophane e “praticamente nuovo” (ma va? L’ho comprato due mesi fa, che devo graffiarlo per farlo sembrare usato??), e i caricabatterie (!!!), e il netbook (!!!) e le batterie di riserva, e il cam-corder (!!), ecc. ecc. ecc. L’arpìa mi dice che avrei dovuto compilare un modulo doganale e che la dogana americana è molto più severa (ma intanto i moduli doganali li devi compilare per forza, mentre quelli italiani non te li danno neanche se li chiedi!!!) e che se provi a importare il prosciutto son cavoli (ma che centra la dogana, quello è un problema del ministero dell’agricoltura, ecc. ecc.).

L’arpìa mi propone di lasciare il laptop a deposito in dogana, perché se è mio e me lo devo riportare indietro che differenza fa se lo lascio in dogana? Le spiego che se me lo son portato appresso è perché mi serve altrimenti l’avrei lasciato a casa e che il pagamento dell’IVA è di molto inferiore ad un eventuale costo di noleggio, almeno stando alla logica quella Logica alla quale lei stessa si vuole appigliare per incastrarci. Insiste sul fatto che abbiamo cercato di “sfuggire” alla dogana e che se non siamo d’accordo sulla sua estorsione ci avrebbe portati nell’ufficio “di giù” e lì avremmo perso anche il volo successivo. Basterebbe che confessi che è un regalo e chiuderebbero un occhio su tutto il resto, ma invece (visto che l’aereo ormai è perso) per me è una questione di principio. Le dico che se lo sapevo sarei stato ben felice di compilare un modulo doganale, ci accordiamo sul pagamento dell’IVA (comunque scaricabile) e ci chiudono un occhio su tutto il resto; ma non per niente, ma perché ci sono 400 euro di franchigia doganale a testa. Le tazze, il vero “regalo”, l’hanno fatta franca e sono ufficialmente in Italia.

(to be continued)

P.S. Alice va alla grande. Ripeto: Alice va alla grande.

Inizio ufficiale delle vacanze

Jul 31, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Da questo momento sono iniziate ufficialmente le vacanze estive del 2009. Presto mi sbaraccherò da qualche parte come un quattro di bastoni:

QuattroDiBastoni

Sperando ovviamente che i disastri da viaggio siano ridotti al minimo.

-quack

A letto con il nemico

Jul 30, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Cazzate #Google #Microsoft

Microsoft e Yahoo hanno finalmente stretto un accordo estremamente interessante. È curioso notare quanto il caso, nella forma del rifiuto di Jerry Yang, abbia dato un pesante contributo all’esito attuale della trattativa. Avesse accettato l’offerta chissà come sarebbe stato Bing. L’affare conclusosi è molto più convincente di quello di allora, su cui avevo comunque un po’ di dubbi: se prova fosse necessaria, anche stavolta Google si lamenta che “looked likely to be negative for competition and for consumers” (fonte). Interessante, vero?

Intanto i rapporti tra Apple e Google si incrinano sulla faccenda Google Voice (detto tra parentesi: applicazione mooolto, mooolto interessante). Qualcuno ci scherza su, ma la faccenda è seria: tra consumatori (Google) e fornitori/soci (AT&T), Apple sembra avere un occhio di riguardo per questi ultimi anche se il servizio fa così cagare da aver spinto un utente inc*zzato a creare un video molto spiritoso. Immaginarsi poi la faccia del developer lead di Google Voice per iPhone quando ha ricevuto la chiamata di Apple sulla falsa riga di questa. Altrettanto interessante, vero?

Insomma dopo aver passato la notte a letto con Apple, ed aver tentato il ménage à trois con Yahoo, Google a scoprire il sapore del risveglio amaro. Che sia arrivata l’ora di vedere in fumo stupide alleanze anti-zanzare?

-quack

P.S. OSX ancora bucato con estrema facilità. Fossi al posto dei ricercatori mi vergognerei davvero tanto a continuare a sparare sulla croce rossa.

Spazio tele-vendita

Jul 29, 2009 - 0 comments - Archiviato in:

Approfitto in maniera un po’ personale dello spazio di questo blog. DSC_6966Ho due obiettivi che non mi servono più per Nikon, causa upgrade a 18-200 Nikon. Il primo è il Sigma 18-125mm 3.8-5.6 con stabilizzatore e motore ipersonico ed è praticamente nuovo, usato sempre con filtro UV e con dotazione di filtro diffusore e ND4 (natural density 4, per foto con troppo sole). L’obiet-tivo va bene solo con le foto-camere Nikon non full-frame, cioé equivalente di una lente Nikon DX. Il “kit” è raffigurato nella foto.

Il secondo è un Sigma 70-210 “stagionato” ma in ottime condizioni in virtù del fatto che con la vecchia macchina a rullini avrò scattato 500 foto in tutto, di cui meno di 50 con il Sigma. Non ha motore per l’autofocus ma è full frame, per cui è ottimo per la linea “semi-pro” o superiore.

Se qualcuno è interessato mi faccia sapere privatamente, con l’euro a questi prezzi garantisco un ottimo affare (per l’acquirente) e spedizione celere (Sabato sono in Italia).

Se ci sono domande di interesse generale sugli oggetti usate lo spazio dei commenti.

Mi si perdoni l’uso più o meno improprio di questo spazio.

-quack

Senza offesa

Jul 28, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

clowns_as_politicians

"We're not sure about the use of logos," Opera's chief technology officer Hakon Wium Lie said. "The blue 'e' has become so associated with the Internet in general, due to the bundling with Windows. We think using the blue "e" might not be such a good idea."

(fonte)

Nella foto a sinistra alcuni membri della board di Opera.

Senza offesa; per i clown s’intende.

-quack

P.S. We would like to see this happen outside of Europe as well. We think everyone should be offered a choice of browsers. (fonte)
Sul serio, se smettessero di fare browser e si dedicassero alla carriera circense avrebbero più successo. Farei partire una campagna di boicottaggio, ma come si fa a boicottare qualcosa che è già boicottata?

Looping

Jul 27, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Quando il mio capo ha voglia di parlare, non mi chiede di andare nel suo ufficio… mi chiede di fare una passeggiata, cosa che si rivela altamente probabile se il tempo è eccezionalmente clemente come in questi giorni. Quello che facciamo l’ho battezzato il loop del capo per ovvi motivi ed è descritto in questa mappina resa alla meno peggio:

Loop del capoQuando ha parecchio da dire il loop raddoppia. La cosa mi preoccupa tanto quando mi accorgo che il suo outfit è metereologicamente incompatibile con il mio e nella discussione mi costringe a tagliar corto in tutti i sensi.

-quack

I will code for SSD

Jul 25, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Hardware

Dopo un po’ di tribolazioni è arrivato a destinazione un SSD funzionante, un Super Talent da 64GB che rimpiazza il WD 74 10K RPM. Forse sono stato un po’ impulsivo nell’acquisto visti gli annunci di Intel sul mercato con un HD da 80GB per poco più di 220$. Ed ero soprattutto molto scettico sul guadagno di prestazioni rispetto al Raptor, ma la velocità di questi cazzilli è impressionante. Il costo per GB è piuttosto elevato per cui son ben felice di avere un sistema ibrido ed un disco aggiuntivo solo per i dati. Ma vedere Adobe Premiere Elements letteralmente volare è uno spettacolo.

Allego il nuovo assesment di Windows 7:

Assesment

Il collo di bottiglia ora è diventato la scheda grafica, una GT 9800 abbastanza peperina. L’effetto sulle performance è spaventoso: non si può dire che si vede “ad occhio” perché è molto di più, cioé anche un cieco se ne accorgerebbe…

Al mio ritorno dalle vacanze avanzerò richiesta per averne uno anche sulla mia workstation principale d’uffizio. Chissà se mi verrà accolta, ma davanti a certi argomenti immagino ci sarà pochissima resistenza.

-quack

Dress appropriately

Jul 24, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Oggi è venerdì, grazie al cielo. Ieri, dopo una discussione meta-filosofica sull’uso di MS project piuttosto accesa, sono dovuti intervenire i big-boss. Qualcuno, pur di estorcere informazioni totalmente inutili ha acceso la miccia mandando una delle classiche mail con il titolo in rosso e con tutto il management in Cc. Poi le cose son andate via via scemando, ma come con la storia dei chiodi le ferite passate guariscono ma non rimarginano mai completamente lasciando brutte cicatrici. Perciò starmi intorno per rompere i cosiddetti oggi – ad una settimana dalla partenza delle vacanze e con il lavoro di tre settimane da anticipare perché andare in vacanza è mera illusione – non sarà il massimo della vita lavorativa. Per fortuna ieri, via shirt.woot.com, mi è arrivata la t-shirt più appropriata alla situazione che abbia mai comprato:

Evil-o-meter_is_at_mission_criticalLa magliettina è piaciuta persino alla formichina e questo è tutto dire.

Vediamo ora se gli interessati sapranno cogliere quest’altro messaggio poco subliminale.

-quack

P.S. oggi dovrebbe arrivare l’SSD di rimpiazzo via NewEgg. Si son fatti carico di rimborsarmi il precedente, metà delle spese di spedizione del nuovo e le spese di rimessa al mittente del vecchio per cui il danno materiale è stato ridotto al minimo. Lo aspetto con ansia come segnale per capire se si trattava di una nuvola passeggera o se i corvi dovranno cominciarsi a grattarsi i cabasisi, come direbbe “Salvo”

Fuor di finestra

Jul 23, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Non sono superstizioso ma certi messaggi hanno ben poco di subliminale:

3 corvi

-quack

Saluti da

Jul 22, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Cazzate #Microsoft

 CartolinaCartolinaBack -quack

P.S. Quanno ce vuo’, ce vuo’….

Blast from the Past

Jul 20, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate #Linux

Il film omonimo racconta la storia di un ragazzo cresciuto per 35 anni Blastin un rifugio anti-atomico in quanto i suoi genitori scambiano un piccolo incidente aereo per un attacco nucleare durante gli anni della guerra fredda. Una delle figure cruciali è il padre paranoico che, scoperta la verità, non si arrende al fatto che la realtà è ben diversa da quella immaginata nel bunker e che la guerra fredda è finita da un pezzo.

Di personaggi così anacronistici ce ne son tanti: Fidel Castro o il nostro amatissimo Bertinotti (l’unico comunista al mondo con cappotti di cashmere e la ‘r’ moscia). E restando in campo informatico il mitico Richard Stallman, gran Visir delle cicale.

Mentre lui dichiara guerra a zanzare e moscerini come nel mitico film Due Mafiosi contro Goldginger, il resto del mondo, quello che lavora, continua a produrre trattati di pace su trattati di pace.

E se per i due capi politici ormai nel dimenticatoio trentacinque anni non sono neanche bastati, mi rimane da chiedermi se per Stallman in un arco di tempo equiparabile arriverà prima l’oblio o il successivo gradino di illuminazione. Si aprono le scommesse, è lunedì e mi sento cattivo.

-quack

Stickeria

Jul 18, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Appeso sulla mia porta d'ufficio:

BingI bing. U bing?
She bangs!!

-quack

Game nostalgia quiz

Jul 16, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Cazzate

Qualcuno saprebbe riconoscere il gioco per DOS raffigurato in queste immagini?

Quizillo Quizillo2

Nessun premio, solo un po’ di nostalgia…

-quack

Risorse per il WebMaster .Net #1

Jul 15, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Codice #Link

Endgame

Jul 14, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Windows

Cosa succede gli ultimi giorni prima del rilascio? Perché secondo alcuni l’RTM non è un punto nel tempo ma un intervallo di tempo? Provo a dare qualche risposta.

Chi controlla il rilascio di un software è principalmente il test team che firma (col sangue!) sulla qualità del prodotto ed infatti il test team è anche denominato Quality Assurance team. Le fasi di un prodotto si distinguono grosso modo in sviluppo, stabilizzazione e rilascio. Lo sviluppo introduce modifiche che causano bachi: questo di solito è tollerato entro certi limiti e tali limiti durante lo sviluppo di Windows 7 sotto la guida di Sinofsky sono stati ridotti di parecchio. Durante la pianificazione del prodotto si scelgono delle cut-off dates (in genere milestone) e se la feature non ce la fa ad essere codificata in tempo è fuori dal prodotto (feature fantasma, di cui pochissimo si sente parlare in giro).

Successivamente, la fase di stabilizzazione è quella in cui ci si concentra per la sistemazione dei neo-introdotti bachi (o qualche vecchio baco stagionato). I test automatizzati vengono completati e se qualche team dichiara di avere bisogno di più tempo per sistemare i bachi o completare il testing, la feature viene “processata”: in base al tempo richiesto, all’importanza della feature ed altri fattori astrologici viene deciso se la feature viene tagliata (postposta a nuove versioni) o meno valutandone il rischio di far slittare il rilascio. Ovviamente nel frattempo il test team individua nuovi bachi, i developer sistemano e ogni giorno viene generata una nuova build. Man mano che il tempo passa la barra dei bachi sale di livello: ad esempio si passa da “ogni team decide per se” al “tell mode” dove ogni team dichiara la propria mano all’ask mode, dove ogni team chiede il permesso di poter sistemare certi tipi di baco. Durante l’ask mode poi la barra può continuare a salire: alcune priorità vengono automaticamente scartate (esempio: bachi di priorità 3 o più bassa), altri bachi vengono “processati” e così via. Ovviamente trattasi di esempi, ma la costante è il fatto che periodicamente la bug bar viene alzata (o abbassata se si pensa ad una gara di Limbo). Durante tutto questo tempo la differenza tra una build e l’altra, a livello di bit, è così grande che gli stress test assumono un significato diverso da quello più tradizionale di stress test. Si cercano bachi che si verificano solo dopo lunghe sessioni di azioni ripetitive o meno (ortogonalmente: artificiali o meno) ma molti di questi vengono dichiarati “automagically fixed”.

Raggiunta la stabilizzazione comincia il vero e proprio rilascio: questo avviene con la prima build “abbastanza buona” che viene dichiarata escrow e si entra nell’escrow period, ovvero un periodo di tempo in cui quella build è garantita per la maggior parte delle funzionalità di essere equivalente a quella finale. Gli stress test entrano nel vivo, i bachi importanti continuano ad essere sistemati, ogni giorno viene generata automaticamente una nuova build e tutto fila liscio fino all’accadere di due possibili eventi:

  1. nessun nuovo baco viene trovato
  2. viene trovato un baco importante e con un impatto così elevato che bisogna resettare l’escrow, ovvero non si può più garantire con una certa confidenza statistica che la build che contiene la fix sia funzionalmente equivalente alla precedente, baco a parte of course

Nella condizione 2. il ciclo si ripete e si continua fino a quando non si esce dal ciclo tramite la condizione 1.

A questo punto la build è QUASI quella finale. Vengono sistemate le ultime cose (numero della build), viene interrotto il processo di generazione giornaliera delle build (nel ramo RTM of course) e si invita i vari team a fare il sign-off dei propri componenti. Il sign-off consiste nel fare le ultime verifiche durante le quali qualche baco potrebbe sempre fare capolino. Nel caso il baco sia molto importante sarà necessario generare una nuova build e in alcuni casi annullare il sign-off già cominciato. Il sign-off può richiedere un lasso di tempo che va da qualche ora per i prodotti più semplici a qualche giorno o settimana: si tratta di una vera e propria firma su un modulo Web e tutte le eventualità del caso possono accadere (malattie, assenze, ecc.). Ovviamente si può decidere che per alcuni bachi non vale la pena generare una nuova build oppure che vale la pena oppure che si approfitta della necessità di una nuova build richiesta da un altro team (piggy-back) per schiacciare gli ultimissimi bachi. Quando tutti i responsabili firmano il sign-off è fatta; alcuni stappano lo champagne, altri come il sottoscritto escono in corridoio a fare il ballo della banana.

Ora dovrebbe essere chiaro perché una build con qualche numero cabalistico (es. 7600) è condizione necessaria ma non sufficiente per la RTM; dovrebbe anche essere chiaro perché è impossibile prevedere con determinata precisione la data ufficiale di rilascio: ogni previsione ha una componente di rischio non indifferente che può portare ad interpretazioni diverse; e dovrebbe essere anche chiaro perché la build RTM è sempre vecchia di qualche giorno nel momento in cui viene dichiarata tale.

-quack

P.S. quello che ho scritto è valido in generale

Onda d’urto

Jul 13, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Codice

In questi 2 o 3 giorni il blog ha subito una vera e propria onda d’urto causata dall’effetto a cascata di un paio di cosette:

  1. la ricerca del “baco” (un po’ stupida come definizione, I am sorry, ma tre tazze sono comunque state assegnate)
  2. un sovraccarico temporaneo
  3. una regressione in NVelocity

La regressione è stata tutta colpa mia. Avevo già sistemato il baco ma non avevo pensato di proporre la patch; e così dopo aver aggiornato i sorgenti alla versione SVN, il baco è riapparso. Sto parlando di quell’errore di:

[NullReferenceException: Object reference not set to an instance of an object.]
   Commons.Collections.LRUMap.IndexOf(Object key) +83

Sono sicuro di averne già parlato in passato e si tratta di un baco veramente difficile da riprodurre (cercherò di farlo artificialmente) e per il quale stavolta ho sottomesso la patch ai canali ufficiali. Difficile da riprodurre perché richiede una specifica temporizzazione di eventi che avviene solamente sotto notevole carico. A questo proposito, non so se per qualche referral o per la visita predetta da EnricoC, ho notato un paio di cose estremamente strane. Il numero di pagine servite ieri era circa il doppio della media degli ultimi 30 giorni (7600 vs. 3800). La quantità di spam ricevuta via commento pari a 245 unità. Può sembrare poco ma il totale di spam auto-cestinato ricevuto fino a ieri è stato di 992 commenti, 850 dei quali precedenti all’introduzione dell’editor “grafico” che ha ridotto di parecchio anche l’arrivo di spam-bot. Staremo a vedere se l’andazzo continua e sicuramente darò un’occhiata attenta ai log “RAW” di IIS, solo per curiosità.

Last but not least, ho scoperto il baco che affliggeva il modulo di invio di messaggi di posta. Usavo l’indirizzo email di chi mi scriveva come sender della mail e molto probabilmente GMail utilizza un sistema di autenticazione particolare che fa in modo che tutto quello che può sembrare spoofing, anche nel mio caso speciale di spoofing legittimo, venga taggato come spam. Almeno questo è quello che ho potuto dedurre dai log creati ad-hoc per la situazione: anche un altro lettore, con un account GMail, ha subito la stessa sorte; però per lo meno adesso posso replicare grazie appunto al tracing degli eventi.

Ed il naufragar è tornato dolce in questo mar…

-quack

PS non è RTM, ripeto non è RTM

Dimenticavo: grazie a tutti quelli che mi hanno segnalato il baco in forma pubblica e privata!

Anime in pena: Schmidt

Jul 11, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Apple #Google

Nel campo dell’informatica ci sono personaggi che amo definire anime in pena: non sanno quello che vogliono fare, ma sanno chiaramente quello che vogliono disfare.

Una di queste anime in pena è Schmidt, attuale CEO di Google. La biografia professionale di Schmidt è alquanto curiosa. A capo del team Java di Sun, grazie a questa tecnologia, ne diventa CTO.image

Java, come il WWW nei piani di Netscape, doveva diventare secondo il suo ideatore la tecnologia ammazza-Windows. Write Once Run Everywhere era la promessa mirabolante di Java, promessa rivelatasi un po’ grossa e mai mantenuta, per lo meno in maniera così come era stata dipinta (le promesse di portabilità moderna sono nate contemporaneamente al linguaggio C di K&R).

Su questo argomento sono stato sempre estremamente scettico anche perché quando si parla di applicazioni è istintivo per me pensare al mercato consumer (il mercato enterprise è una bestia con tante teste, lì il middle-ware come Java la fa da padrone). Il mio scetticismo è sempre stato rafforzato dall’atteggiamento di chi proprio con il middle-ware dalla notte dei tempi sogna di scalzare il dominio di Windows: il WEB, Java, Linux, AJAX, Flash, Google Gears; tutti ottimi strumenti ma, in un mercato dove scrivere applicazioni native può fare la differenza tra successo commerciale e dimenticatoio, hanno poca chance di diventare Game Changer technology.

Ovviamente Java non ha mai raggiunto l’obiettivo ambizioso dichiarato (nessuno che mi venga a dire per carità che fu colpa dell’implementazione della JVM di Microsoft!), sul campo c’è stata pure una aspra battaglia legale e nel frattempo Schmidt è migrato per altri lidi. Dopo una parentesi in Novell, Eric è stato colloquiato e assunto come CEO di Google raggiungendo l’apice del suo successo almeno guardando il suo passato prossimo. Da allora sono cominciati una serie di sgambetti anti-Microsoft che, almeno secondo la mia umilissima opinione, non hanno portato nessun vantaggio apparente alla società di Mountain View; l’esempio lampante è Google Docs, che con il core business di Google ha meno attinenza del progetto di Google OS. Se quest’ultimo può essere visto come un tentativo di portare Google laddove non ci potrebbe arrivare, paradossalmente chi usa Google Docs è quasi costretto a stare online: dubito che dietro ci sia una strategia ad ampio raggio e come tale incomprensibile ai non adepti.

Dal 2006 Schmidt siede anche nel consiglio di amministrazione di Apple, cosa che già nei giorni passati era entrata nell’occhio attento degli organismi di controllo del mercato americano. Con l’annuncio Vaporware di Google OS, la questione si è fatta estremamente delicata e più di qualcuno ha cominciato a chiedersi se sia ancora appropriato che Eric scaldi una poltrona nella board di Apple, altra società – guarda che  combinazione! – in forte competizione con Microsoft.

Anche se da quanto ho scritto in questo post può sembrare che Eric mi stia antipatico, in realtà ultimamente per conflitto di interessi mi son ritrovato spesso a fare il tifo per lui. Coi prodotti “anti-microsoft” ha finito sempre per danneggiare molto la concorrenza microsoft spesso open source non riuscendo davvero a combinare più di qualche scompiglio nei mercati da 50% in su. Prima sourceforge (Google Code), poi Firefox (Google Chrome), ora Ubuntu (Google OS). L’aspetto più stupefacente però è il fatto che per Google ci sia sempre molta acclamazione da parte delle folle anti-microsoft-per-costituzione; nonostante Google sia oggi molto più Microsoft di quanto lo sia stata Microsoft dei “tempi bui”; un po’ mi aspettavo che il Vaporware ad orologeria fosse una pillola blu Wachowskiana, ma le reazioni in giro mi fanno capire che certa gente ci prova gusto a vivere a Wonderland. Ignorance is a bliss, no?

-quack

Come si apre una banana

Jul 10, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Video

Non lo sapevo neanche io che la linguetta di apertura fosse dalla parte opposta:

Anche dalle scimmie c’è qualcosa da imparare.

(notevole la stampa sui boxer dell’istruttore)

-quack

Svendo Link – Luglio 2009

Jul 9, 2009 - 0 comments - Archiviato in: #Link

I link di Luglio, come da cadenza mensile.vendesi

  1. Introducing Google Chrome OS, il post che ha iniziato tutto. Puro Vaporware in tante buone promesse (che schifo che sono i PC). La soluzione? Un’altro (altri) flavor di Linux, quanto basta per caricarsi e navigare. E pensare che credevo che Ubuntu fosse buono già. È una coincidenza che si chiacchiera che il rilascio alla manifattura di Windows 7 sia imminente? Se MS avesse chiesto a qualche sceneggiatore di Hollywood di scrivere un testo molto enfatico per il rilascio non avrebbe potuto chiedere di meglio.
  2. Altre chiacchiere su un presunto “big announcement” di Lunedì prossimo che parrebbe non si tratti di Windows 7.
  3. Storie di Build Numbers, raccontate da Larry Osterman
  4. Firefox si muove in direzione del Multi-Process browsing. Avrei sperato che la priorità fosse data al sandboxing ma a quanto pare l’approccio alla security di Mozilla è rimasto ancora reattivo più che pro-attivo. Forse non sono cresciuti con la pubblicità/slogan di Mentadent P.
  5. HTML 5: mentre ancora ci sono dubbi su come diavolo debba funzionare l’HTML 4, le commissioni sono già al lavoro sull’HTML 5. Nessun accordo però è stato trovato sul codec video “obbligatorio”. Roba da rimpiangere gli standard de facto.
  6. Microsoft chiarisce la posizione legale di Mono (o parte di). Mentre le formiche festeggiano, qualche cicala si prende qualche merito tirando fuori la teoria degli alieni. Sì, come no…
  7. A Seattle un giudice decide che gli IP non sono PII. In Europa si viaggia in verso opposto. Casini giuridici aspettansi.
  8. [BONUS] Charlie Miller scopre una vulnerabilità che permette di avere root access su un iPhone semplicemente mandando al malcapitato un SMS. La cosa è estremamente seria, un po’ come se qualcuno potesse formattare un PC mandando una mail che basta solo ricevere: senza leggerla, senza aprirla, senza cliccarla. Qualche fan, di quelli che comprano e consigliano mele perché coi PC si “acchiappano” virus, minimizza e consiglia di aspettare perché i termosifoni si sa che van bene per l’inverno. Aspettare??? Ma meglio buttare…

-quack

UPDATE: Tre commenti alla faccenda Google OS che vale la pena leggere:

http://fakesteve.blogspot.com/2009/07/lets-all-take-deep-breath-and-get-some.html

http://dashes.com/anil/2009/07/googles-microsoft-moment.html

http://www.nytimes.com/2009/07/13/opinion/13cringely.html

Di quest'ultimo occorre non farsi trarre in inganno dai primi paragrafi.

Caccia aperta

Jul 8, 2009 - 0 comments - Archiviato in:

<post_assolutamente_poco_serio>

Mi sono accorto di aver trovato un baco in questo blog.

Siccome è estate e per qualcuno è tempo di cazzeggio, ho pensato alla malsana idea di un “concorso a premiO” (uno solo!). Il premio è questa tazza da latte/capuccino/tè made in Redmond; più probabilmente in qualche provincia cinese ma venduto a Redmond:

Geek mugUn paio di cose prima di dare il via alla caccia.

IL BACO NON RIGUARDA LA PARTE DEI COMMENTI. PER FAVORE NON “SPAMMATE” CON COMMENTI (IN)UTILI.

Regola 1: Un solo tentativo a testa. Se la risposta non verrà trovata darò _IO_ il via ad un altro giro di tentativi e così di volta in volta. Tentativi multipli (anche se mascherati) = squalifica.
Il tentativo si può fare via commento o via email privata se proprio non si vuole de-lurkare.

Regola 2: Non c’è nessun’altra regola però massima correttezza, ok?

Suggerimento: il baco è nascosto tra le pagine (?) di questo blog. Altri suggerimenti potrebbero seguire.

Pseudo-suggerimento: Vista la regola 1, suggerirei di pensare a lungo prima di tentare.

</post_assolutamente_poco_serio>

-quack

P.S. il post è poco serio ma la tazza è reale. La spedirò a destinazione i primi di Agosto tramite le fantasmagoriche poste italiane. Se l’eventuale destinatario ci tiene all’anonimato si possono fare ulteriori arrangiamenti.